Visto con i nostri occhi
Il cammino della stampa cattolica
Un corso di due giorni nelle Marche organizzato dalla Fisc è occasione per una riflessione sui nostri settimanali
29/06/2016
Paolo Lomellini

Viene spontanea una riflessione sulla stampa cattolica, in particolare sui nostri settimanali diocesani, dopo aver partecipato a un corso bello e avvincente di due giorni per giornalisti organizzato nelle Marche a Grottammare dalla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici).
Tra i tanti interventi stimolanti, riprendo quello di Francesco Zanotti, presidente della FISC. Ci ha ricordato che questa esperienza, a livello nazionale come diocesano, è soprattutto ecclesiale prima ancora che giornalistica, e come tale richiede il coraggio di prendersi dei momenti di silenzio e dell’ascolto della radicalità del Vangelo.
Una strada che ha alcune caratteristiche di fondo che la contraddistinguono. Il dare voce a chi non ha voce (e non sono pochi) nell’attuale agone sociale, economico e politico. Per dirla con Papa Francesco dare voce alle periferie, a quelle geografiche ma forse ancor di più, nel nostro contesto, a quelle esistenziali.
In altri termini occorre avere il coraggio di non inseguire e dare spazio solo a quanto fa notiza, fa audience, fa vendere una copia in più. Infatti il dare spazio per riflettere sulla condizione dei detenuti, su ciò che muove i profughi da una ragione all’altra del mondo o sulla crisi della famiglia e della natalità spesso non è di moda, non è accattivante per il pubblico medio di oggi, eppure è irrunciabile per il nostro dialogare con la società contemporanea. Occorre dunque avere un di più di coraggio, osare una lunga gittata, saper pensare e lavorare a lungo termine! Per dirla con il Vangelo il coraggio di seminare, con una bracciata ampia, che non si spaventa di lanciare i semi anche verso i terreni più impervi e improbabili.
È la sfida che riguarda la comunicazione di tutta la Chiesa, dalla dimensione universale sino a quella dei territori diocesani e parrocchiali.
Nessuno ha in tasca la soluzione oggi per sapere quanto in futuro si svilupperà del digitale e quanto rimarrà del cartaceo o quanto emergerà di nuovo. Certo è che non si può immaginare di rimanere ai margini o, peggio, imboccare ritirate o anche solo ripiegamenti.
Proprio di fronte a rapidi e imprevedibili cambiamenti occorre grande riflessione e spirito di discernimento. Non si possono immaginare sprechi faciloni di risorse e al tempo stesso non si può ridurre tutta la questione ai soli costi. Questo perché la comunicazione non è solo un costo ma anche un investimento, nè più nè meno che un oratorio, una missione, una scuola o una qualsiasi altra opera pastorale.
Saremo chiamati dunque nel prossimo futuro a scelte non facili. Se le faremo con spirito di condivisone e rispetto renderemo un buon servizio alla causa del Vangelo.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova