Visto con i nostri occhi
Il Cantone Valpadana con Mantova e Cremona
Il primo Tavolo sul riordino delle Autonomie individua l’aggregazione tra i due territori come risposta alla legge Delrio
29/04/2016
Arrivare entro giugno con una proposta lombarda da sottoporre al Governo sulla riorganizzazione territoriale, così come vuole la legge Delrio, e tale proposta sembra prevedere un’area vasta tra Mantova e Cremona, il cosiddetto Cantone Valpadana - un’aggregazione dunque delle due province come già avvenuto con l’istituzione dell’Ats e come avverrà a breve con la Camera di Commercio. È quanto emerso la scorsa settimana durante il primo Tavolo provinciale convocato a Mantova sul riordino delle Autonomie in Lombardia. A convocarlo il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega alle Riforme istituzionali Daniele Nava che ha dichiarato: “l’istituzione dei Tavoli rappresenta il contributo concreto di Regione Lombardia alle richieste del territorio e alle lacune lasciate dalla legge Delrio.

Un punto di partenza
“L’analisi sulle Aree vaste - ha continuato Nava - non può prescindere dalle fondamentali riflessioni su competenze e risorse ai nuovi enti. Per questa ragione le unioni realizzate con la riforma sanitaria e le 8 Ats sono da considerare una proposta, non necessariamente il punto di arrivo. Contare sull’operatività di un ente intermedio di governo tra Regione e Comune - ha concluso il sottosegretario - è fondamentale. Per la Regione questa è una condizione qualificante del nuovo percorso per non trascurare dimensioni territoriali e popolosità lombarda”. Alla seduta di insediamento hanno preso parte anche l’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia Gianni Fava, i consiglieri regionali del territorio Annalisa Baroni, Andrea Fiasconaro e Marco Carra, il presidente e la vice presidente provinciale Alessandro Pastacci e Francesca Zaltieri, l’assessore del Comune di Mantova Andrea Murari, il sindaco di Gonzaga Claudio Terzi in rappresentanza di Anci, il segretario generale della Camera di commercio Marco Zanini e il vice prefetto Rossana Sorgi.

Necessari bacini di 800 mila abitanti
È stato Fava, al termine dell’incontro a sottolineare come sia “necessario riflettere sulle vocazioni e le tipicità dei territori per semplificare la vita ai cittadini e alle imprese consci che, sotto gli 800.000 abitanti, si fa fatica a erogare servizi come in passato”. L’assessore era già intervenuto più volte ribadendo come la creazione di aree vaste rappresenti l’unica risposta possibile per il riordino delle Autonomie locali. Ha quindi proseguito evidenziando, “io non vedo alternative all’unione di Mantova con Cremona, ma sono pronto a discutere di ogni altra ipotesi che il territorio proponesse”. “L’idea di Brescia con Mantova - ha continuato - può anche essere suggestiva, ma non dimentichiamoci che il territorio bresciano sta riflettendo su cosa farà, in futuro, la Vallecamonica. Con Cremona, invece, credo si debbano solo definire le modalità”.

Il confronto
“Il vero confronto - ha detto l’assessore – deve vertere su competenze e risorse, non tanto sui confini. Il tutto senza dimenticare che la Lombardia è un’assemblea legislativa. Quindi - ha concluso - credo che si debba operare per essere pronti a un nuovo modello organizzativo dal 1º gennaio 2018 se il referendum confermerà il nuovo assetto costituzionale.
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