Visto con i nostri occhi
Il dono di una vita per gli altri
Castiglione celebra il patrono san Luigi Gonzaga con una serie di eventi, dal 14 al 21 giugno. Impegnati circa duecento volontari
11/06/2018
Castiglione delle Stiviere si prepara al 21 giugno, festa liturgica, per tutta la Chiesa, di san Luigi Gonzaga. Una festa particolare, perché cade nel 450º anniversario della nascita del patrono mondiale della gioventù, per il quale sono previste celebrazioni ovunque, in Italia e all’estero. Dal 2015, Castiglione ha dato un tocco speciale al 21 giugno attraverso la “Festa di san Luigi Gonzaga”, che anche quest’anno si veste dell’intraprendenza, della voglia di stare insieme e del concetto di dono da parte dei castiglionesi.
La festa, nata dall’idea di un gruppo eterogeneo di persone, appartenenti a diverse realtà, si è sempre mossa nella prospettiva di ricordare la vita del santo e di riscoprirne i valori. Anima e motore della festa sono i volontari, che nel corso degli anni sono arrivati a superare la quota di duecento tra guide, rievocatori e aiutanti. San Luigi e il suo simbolo, il giglio, accompagnano fin dalle origini l’evento, divenendo emblema e logo. L’immagine del santo è quella della statua presente nella basilica a lui dedicata. Dove il volto serio, seppur rilassato, è quello di un giovane uomo che ha trovato la sua strada e il suo posto nel mondo e invita coloro che gli si pongono dinanzi a seguire il suo esempio nel realizzare la propria vita spendendola per il “bene superiore”.
Il programma ideato per quest’anno è ancora più impegnativo di quello delle edizioni precedenti: una settimana che ha come filo conduttore i valori della vita del giovane castiglionese. Il 21 giugno sarà preceduto da diversi eventi. Il primo è un convegno che si terrà giovedì 14 giugno, alle 18.30, nella chiesa dei Disciplini, accanto al duomo, a cura della Compagnia delle Opere Lombardia Sud Est, la quale presenterà le sue attività e l’adesione di privati e imprenditori al Banco alimentare e al Banco farmaceutico, strumenti concreti per mostrare attenzione alle esigenze del prossimo.
Il “prossimo” è il fil rouge che collega le diverse iniziative alla vita del santo. Esempio ne è la mostra che verrà inaugurata venerdì 15 giugno e che ha per tema il racconto dell’esperienza della dottoressa inglese Cicely Saunders, che alla metà del Novecento, per prima, si interroga sulla necessità di riportare l’assistenza sanitaria alle sue origini: la presa in carico del malato e non solo della malattia. «Questa esperienza di attenzione alla persona – spiegano gli organizzatori – avvicina la dottoressa inglese alla figura di san Luigi, che, seppur lui stesso di salute cagionevole, strappò ai superiori il permesso di poter frequentare gli ospedali per portare assistenza ai malati».
Due eventi, convegno e mostra, che si uniscono a quelli delle edizioni precedenti, come il percorso attraverso i luoghi del santo, che vengono proposti dai volontari quale pellegrinaggio a tappe, per riscoprire non solo la Castiglione del santo ma anche Luigi attraverso Castiglione. «Nella giornata di sabato 16 giugno, dedicata al pellegrinaggio nei luoghi aloisiani, abbiamo coinvolto – sottolineano i volontari – anche studenti di scuole castiglionesi, proprio con l’intento di suscitare curiosità e interesse verso il territorio in cui vivono». Il pellegrinaggio è stato pensato dalle ore 8.30 alle 13.
Spiega poi Leila Caraffini: «Il fine, come una stella polare, è cercare di realizzare una festa aperta a tutti, senza distinzione di cultura o credo, in modo da far risaltare la figura di san Luigi. È una figura da riscoprire, non come giovane estraneo al mondo, ma, come aveva ricordato san Giovanni Paolo II, con “il coraggio di spendere la vita”». Domenica 17 giugno, a partire dalle ore 18.45, il corteo storico con i figuranti in abiti rinascimentali animerà le vie della città; seguiranno il palio dei quartieri e una festa negli spazi dell’oratorio Castello. La festa di san Luigi vuole essere una progettazione aperta, «in cui chiunque può presentare un’idea e discuterla con il gruppo – aggiunge Barbara Bicelli, un’altra volontaria –. Se questa arriva tardi, la si tiene in considerazione per l’anno successivo».
Al culmine della festa, la celebrazione liturgica di giovedì 21 giugno, giorno del santo, nella basilica a lui dedicata. Incontrandolo non più nei luoghi, negli eventi, nel volontariato delle persone, ma nella preghiera e nell’esperienza con Dio. Quel giorno, le Messe saranno tre: alle ore 8, 10.30 e 18 (quest’ultima presieduta dal vescovo Marco Busca). Nei giorni precedenti – il 18, 19 e 20 giugno –, sotto forma di preparazione, è in programma la Messa, alle ore 18.
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