Visto con i nostri occhi
Il festival porta i libri in piazza
Dal 4 all’8 settembre la 23ª edizione della rassegna letteraria mantovana: 229 eventi con 350 ospiti. Ne parliamo con il giornalista Zaccuri, «di casa» in città
02/09/2019
La letteratura scende in piazza e da passione individuale diventa fenomeno condiviso, occasione d’incontro e dialogo tra le persone, strumento per interpretare il mondo. È la formula vincente che ha reso il Festivaletteratura una delle rassegne culturali più apprezzate del panorama nazionale. Dal 1997 è l’evento che raduna a Mantova appassionati di letteratura e scrittori, una “famiglia” cresciuta nel tempo e pronta a ritrovarsi per la 23ª edizione, dal 4 all’8 settembre.
Tra quanti non mancano mai all’appuntamento c’è Alessandro Zaccuri, giornalista di "Avvenire". Il quotidiano di ispirazione cattolica dedica sempre un ampio spazio alla rassegna e sono numerose le proposte capaci di lasciare il segno nel tempo: «Ricordo ancora un incontro avvenuto in una delle prime edizioni – afferma Zaccuri – con Gad Lerner e don Giovanni Nicolini, sulla presenza del crocifisso. Fu un confronto molto interessante, perché all’epoca si trattava di un tema attuale per la società civile». Anche quest’anno, gli organizzatori del Festivaletteratura hanno preparato un programma ricco: 229 eventi e 350 ospiti, molti dei quali (oltre 70) stranieri.
Sul piano dei contenuti, la manifestazione si conferma variegata e propone temi differenti (attualità, economia, ambiente, fenomeni sociali) con uno sguardo che, dall’Italia, abbraccia l’Europa e il mondo. Anche chi è interessato ad approfondire religione e spiritualità può trovare spunti interessanti. Da segnalare un incontro sui diversi significati della parola fede a cui partecipa proprio Alessandro Zaccuri (evento numero 34 del programma); una riflessione sull’amore curata da Massimo Recalcati (102); il contributo dei monaci benedettini allo sviluppo dell’Europa (119); l’intervento dell’arcivescovo Vincenzo Paglia sul legame tra regole e coscienza (215). «È importante che la rassegna dia spazio a questi argomenti – sottolinea Zaccuri – perché un libro è, in fondo, un atto di fede, in cui chi legge si abbandona a un altro, il narratore, e si lascia guidare nello sviluppo di una storia. Questo entusiasmo verso la letteratura, che al festival si tocca con mano, significa che oggi nella società c’è grande bisogno di fidarsi e affidarsi».
Altri temi ricorrenti e sempre attuali tra le proposte del Festivaletteratura sono i conflitti combattuti nel mondo e i flussi migratori che vedono l’Europa come meta finale. Domenico Quirico, inviato di guerra, parlerà del racconto di tali eventi sui mezzi di comunicazione (24), mentre i giornalisti Francesca Mannocchi e Lorenzo Tondo affronteranno la delicata questione dei trafficanti di esseri umani (95). Molto interessante, inoltre, il lavoro di Cristina Cattaneo, docente dell’Università statale di Milano, impegnata nel tentativo di dare un nome ai numerosi migranti morti durante i naufragi avvenuti nel mare Mediterraneo (221). «Sono questioni delicate su cui è urgente riflettere – aggiunge Zaccuri –. Quello che ha sempre contraddistinto Festivaletteratura e l’ha reso un modello per le rassegne letterarie nate in seguito è mettere in evidenza il legame tra i libri, la vita delle persone e l’attualità. Leggere non è un semplice passatempo, ma qualcosa che dà gli strumenti adatti per capire la realtà. Anche in passato si è parlato di flussi migratori, ma nel tempo è cresciuta l’attenzione per le testimonianze di vicende umane».
L’attualità può essere l’occasione per scoprire autori stranieri: «Mi sento di segnalare Colson Whitehead, scrittore che indaga le tensioni sociali negli Stati Uniti – continua Zaccuri – e Nicolas Mathieu, francese che riflette sui malumori delle nuove generazioni e può aiutare a interpretare il fenomeno dei “gilet gialli” tanto diffuso nel suo Paese».
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