Visto con i nostri occhi
Il Festivaletteratura che sarà
Dal 9 al 13 settembre la 24ª edizione, prima senza Luca Nicolini. Eventi ridotti di un terzo, una radio che trasmetterà 11 ore al giorno, l’almanacco con i contributi degli autori e incontri online
13/07/2020
A pensare e programmare il Festivaletteratura serve un anno. Finita un’edizione bisogna subito cominciare a riflettere e lavorare per l’edizione successiva. E quest’anno, chiusi nel lockdown senza sapere quanto tempo sarebbe servito per tornare alla normalità, in molti hanno pensato che il festival non potesse nemmeno iniziare.
Troppi problemi, difficoltà, prima fra tutte il distanziamento sociale che è l’esatto opposto di quel che accade durante gli eventi in quei cinque giorni che cambiano fisionomia alla nostra sonnacchiosa città e la fanno vivere di cultura fino a notte fonda. «A fine febbraio, vedendo tutto ciò che stava accadendo con la pandemia – ha raccontato Alessandro Della Casa alla serata di presentazione della 24ª edizione di Festivaletteratura che si svolgerà dal 9 al 13 settembre 2020 – abbiamo liberato il tavolo da tutto ciò che avevamo pensato fino a quel momento e ci siamo messi a capire cosa si sarebbe potuto fare e come, perché lo dovevamo alla città e a tutte le persone che ci sono state vicine».
Non più un elenco dei nomi dei partecipanti ma la storia di questa rivoluzione, o meglio rielaborazione, di un format collaudato e di grande successo. «Abbiamo vissuto in un clima di grossa preoccupazione – ha ribadito Simonetta Bitasi sul palco allestito nella meravigliosa cornice di piazza Castello, punto di riferimento del festival fin dagli esordi – con la voglia di tentare di sperare, e comunque di lavorare insieme, con i nostri automatismi, le nostre discussioni. Questo, come del resto anche i futuri, sarà il festival di Luca, perché è stato pensato con lui, cambiando negli anni, come percorso di crescita, affetto e corrispondenza».
Luca Nicolini, papà di Festivaletteratura, è venuto a mancare nella notte tra il 7 e l’8 maggio scorso. La piazza, gremita secondo le norme del distanziamento sociale, gli ha tributato un affettuoso e commosso applauso. La centralità della letteratura come strumento di confronto è il faro che ha guidato il comitato in questi anni nella scelta degli autori e nella compilazione degli eventi. «All’inizio abbiamo pensato a un festival che potesse partire anche nel caso di un lockdown completo – ha continuato nella presentazione Salvatore Satta – poi, mano a mano che le strette maglie dell’emergenza sanitaria si sono allentate, siamo arrivati a costruire un festival in quattro tracce: incontri in città (anche se un terzo di quelli delle scorse edizioni), eventi sul web, una radio che trasmetterà 11 ore al giorno e l’almanacco con i contributi di tantissimi autori».
Quindi eventi cittadini in presenza e in streaming, con nomi di spicco come, previsto per il momento finale, lo scrittore israeliano David Grossman. Tra i luoghi, sono stati evidentemente privilegiati per gli incontri con il pubblico gli ampi spazi della stessa piazza Castello, del giardino nel chiostro del Museo diocesano, di palazzo San Sebastiano e palazzo Te, dello spazio tenda in piazza Sordello. E poi, tra le novità, la terrazza di piazza Santa Barbara vedrà ogni sera un ospite proporre spunti profetici tra scienza e spiritualità. E in tema di discorsi alla piazza, il punto focale sarà il balcone, nuova modalità di comunicazione: eventi sia in centro città che nelle periferie.
È il festival che incontra lo spettatore e va a parlare a casa sua. Eventi a Cittadella, nelle Vallette, nel quartiere di Te Brunetti e a Lunetta, nei parcheggi e nei cortili dei condomini. Un festival itinerante proposto anche attraverso il furgone poetico che sosterà in alcuni punti di un percorso cittadino che passa dai sagrati delle chiese ai giardini ai parcheggi dove incontrare il pubblico che ama la poesia. Molte le rubriche che faranno da palinsesto al contenitore di Radio Festivaletteratura, vera e propria novità di quest’anno che strizza l’occhio ai giovani: programmazione dalle 10 alle 21 di ogni giorno con interviste, cabaret letterario, escursioni nel giallo, lotta greco–romana in cui parlare di classici. Infine l’Almanacco, che raccoglie numerosissimi contributi letterari di grandi e piccoli autori, futuri Nobel e premi Strega, scrittori sconosciuti al grande pubblico ma capaci di coinvolgere il lettore e portarlo lontano con la sola forza delle parole. È questo, a grandi linee, il Festivaletteratura che sarà.
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