Visto con i nostri occhi
«Il futuro passa dalla famiglia»
Parla Elena Bonetti, ministra mantovana: la pandemia ha rilanciato il valore dei genitori come custodi di legami ed esperienze. Ora servono politiche coraggiose. In partenza un progetto per i giovani: stanziati 5 milioni
11/05/2020
Se è vero che ogni crisi porta con sé nuove opportunità, l’inizio della “fase 2” suggerisce una profonda riflessione sul futuro. La ripartenza dell’Italia passa dalla famiglia, dal ruolo centrale delle donne e dall’impegno attivo dei giovani. Tre aspetti emersi con forza in questi giorni. La famiglia è stata luogo di relazioni in un momento in cui i rapporti tra le persone erano impediti. Le donne hanno dato un contributo decisivo: basti pensare che formano il 70% del personale socio–sanitario. Senza dimenticare i ragazzi che fanno volontariato.
Di questi temi abbiamo parlato con Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, originaria di Mantova. «Le famiglie hanno dimostrato di essere un presidio di comunità, relazioni e vita – afferma –. Ciò porta alla necessità di attuare politiche che permettano alle famiglie di essere protagoniste all’interno di una rete sociale che comprenda scuola, associazioni, istituzioni. Bisogna costruire un’alleanza educativa basata sulla corresponsabilità». Uno dei primi passi è la gestione del tempo. «Serve un’organizzazione armonica tra lavoro e famiglia – continua Bonetti –, perciò ho chiesto al governo un investimento forte su congedi parentali e sostegni economici. Permettere ai genitori di prendersi cura dei figli è un atto di responsabilità collettiva».
L’Italia sta vivendo un momento di svolta e occorre pianificare il futuro. Il vescovo Marco Busca, nel messaggio per la Festa dei lavoratori, ricordava proprio l’urgenza di investire sulla famiglia. «Le politiche familiari funzionano se hanno un carattere di prospettiva – osserva la ministra –. Garantire stabilità consente alle persone di guardare avanti, per questo già nel “Family act” avevo proposto un contributo fisso mensile, un assegno che ho chiesto in via straordinaria anche per questi mesi di emergenza. Le altre forze di maggioranza però non hanno condiviso la priorità e il progetto è bloccato».
Altro cardine per il futuro è la donna. «Le famiglie possono tornare a essere luoghi generativi se sapremo valorizzare e mettere in campo le energie femminili – sottolinea Bonetti –. Tra l’altro bisogna sfatare un mito: per una donna il lavoro e la cura della famiglia non sono inconciliabili. Lo diventano se i tempi del lavoro vengono pensati in maniera scollegata dalla cura familiare. Viceversa, laddove l’armonizzazione dei tempi è favorita, per le donne che hanno un importante spazio lavorativo aumenta il tasso di natalità».
Per favorire le pari opportunità, la ministra ha istituito un gruppo di dodici donne, con il compito di indicare proposte per il futuro del Paese. «La figura femminile ha competenze che possono aiutare a fare un salto di qualità – spiega –: umanità, capacità di mettersi al servizio della vita, resilienza. Abbiamo scelto di concentrarci su alcuni filoni: l’evoluzione tecnologica, il mondo del lavoro, la presenza di donne nei luoghi decisionali».
Dalle famiglie al ruolo della donna, alle nuove generazioni. Nei giorni scorsi è stato firmato il protocollo “Time to care”, che sostiene i giovani che fanno assistenza agli anziani. Per questa misura sono stati stanziati 5 milioni di euro. «È tempo di liberare il loro protagonismo – fa notare la ministra – per contribuire al bene della società. Serve una nuova alleanza tra generi e generazioni e questa è l’occasione per attivarla». Nel frattempo si avvicina l’estate. Ci si chiede se i centri estivi si faranno e se le parrocchie saranno coinvolte. «Con gli enti territoriali abbiamo lavorato alla costruzione di alcune line guida – dichiara Bonetti – e sono certa che la comunità ecclesiale potrà dare tanto in questo servizio. Ho insistito sull’importanza dei centri estivi perché i bambini hanno bisogno di stare insieme. Stiamo definendo le modalità più adatte. Come ministero metterò in campo tutte le risorse disponibili: oltre 150 milioni di euro».
La ministra parla anche del confronto tra il governo e la Conferenza episcopale italiana per tornare a celebrare le Messe con i fedeli. «Con la collaborazione del Comitato tecnico–scientifico è stato definito un protocollo per lo svolgimento delle funzioni. Sono soddisfatta di questo risultato tanto desiderato e atteso. La libertà religiosa è una libertà costituzionale che lo Stato deve assicurare, garantendo al tempo stesso la tutela della salute».
Infine, una riflessione sulla sua vita lontano da Mantova. «Ciò che mi manca di più è la vicinanza fisica dei familiari – conclude Bonetti –. Sento però una forte comunione con mio marito: il mio affetto per i nostri due figli passa attraverso la sua presenza. Sono chiamata a un ruolo di responsabilità e spero che questo loro senso di vuoto si riempia di un significato più ampio: nulla è trattenuto per noi, ma tutto è restituito agli altri».
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