Visto con i nostri occhi
Il governo della città: a scuola di buona politica
La lezione tenuta da Annalisa Colombo al corso di Partecipazione per Cittadini Attivi
17/02/2016

Dopo la lezione di apertura della Scuola di Partecipazione per Cittadini Attivi, organizzata dal Movimento dei Focolari, tenuta da Daniela Ropelato il 16 gennaio presso la Fondazione dell’Università di Mantova, il messaggio rimasto è quello di una visione diversa dell’essere cittadini, cittadini attivi e cittadini amministratori, con un unico scopo: dare vita a “comunità di apprendimento” ossia puntare a un’esperienza di cooperazione, dove ognuno dà il suo contributo e ciò rende possibile l’apprendimento di gruppo, e dove le diversità sono una ricchezza.
Occorre puntare a una profonda esperienza di dialogo, dove l’accettazione, il rispetto e la valorizzazione dell’altro sono fondamentali. La disponibilità a mettersi in gioco attivamente e l’apertura all’ascolto, un ascolto capace di critica costruttiva, rendono capaci di aprirsi continuamente alla novità.
Sabato 30 gennaio il corso ha avuto il piacere di ospitare la dottoressa Annalisa Colombo, amministratrice in vari campi in alcuni comuni della Monza-Brianza, che ha illustrato in modo incisivo, ma quanto mai originale, il governo della città e le sue istituzioni.
Il primo invito, rivolto ai corsisti, è stato quello di approfondire la conoscenza del proprio comune ricercandone le origini storiche e politiche fino ad arrivare agli organi attualmente in carica, ma con l’occhio puntato sulla centralità della persona e dei suoi bisogni.
La ricerca nelle relazioni programmatiche dei Comuni ha evidenziato che nei siti delle amministrazioni ci sono prevalentemente dati riferiti alle spese, quando in tutte le campagne elettorali le linee programmatiche e gli impegni da assumere erano giustamente incentrati su progetti di utilità per i cittadini. La preoccupazione di far quadrare i conti prende quindi il sopravvento sull’idea del bene comune?
Dove si perdono i propositi di contatto con i cittadini e come mai nessuno si preoccupa di rendere comprensibile a chiunque tutto il lavoro dell’amministrazione? E per contro, a elezioni concluse, i cittadini vigilano sull’operato degli eletti? Purtroppo sono rare le occasioni in cui la presenza dei cittadini nelle sedute dei Consigli Comunali si può definire significativa…
Come superare questa indifferenza che rinchiude ciascuno nel proprio ruolo, che diventa un guscio protettivo e che genera una sensazione di fastidio e di diffidenza nei confronti dell’altro?
L’invito di Annalisa Colombo è quello di “alzare lo sguardo” di avere cioè lo sguardo di chi “non dubita dell’altro”. Non è la formula magica per cambiare le cose ma cambia sostanzialmente le relazioni e di conseguenza il modo di affrontare le questioni.
Esaminando il brano “Risurrezione di Roma” di Chiara Lubich, dove la Lubich sostiene che è Dio che deve regnare nella città, ci siamo fatti consapevoli che anche una rilettura laica di questo brano dice che il “Bene comune” deve regnare nelle città: “ Bisogna far rinascere Dio (il Bene) in noi, tenerlo vivo e traboccarlo sugli altri… E tenerlo vivo fra noi amandoci (e per amarsi non occorre strepito: l’amore è morte a noi - e la morte è silenzio - e vita in Dio - e Dio è il silenzio che parla). Allora tutto si rivoluziona: politica e arte, scuola e religione, vita privata e divertimento. Tutto”. (da Risurrezione di Roma di Chiara Lubich, 1949)
È pazzia, utopia questo? No! Con l’entusiasmo trasmesso da Annalisa Colombo ci siamo convinti che si possa fare buona politica e che questa debba essere trasmessa ai giovani (e non solo).
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