Visto con i nostri occhi
Il Grest ha 50 anni, ormai è storia
Il Mast di Castel Goffredo ospita una mostra, divisa in nove sezioni, che ripercorre le tappe di un cammino pieno di creatività e passione. Dal 1970 un periodico fatto da e per i ragazzi
23/04/2019
«Cerco l’estate tutto l’anno, e all’improvviso eccola qua…». È l’inizio di giugno del 1968 e nei jukebox della penisola risuona l’inconfondibile voce di Adriano Celentano sulle note di Paolo Conte. A Parigi, i giovani studenti e gli operai si scontrano violentemente con le forze dell’ordine in una sorta di rivoluzione insieme filosofica, sociale e politica. Sono contro il capitalismo e l’imperialismo, vengono contestati tutti i tipi di autorità. Nella Cecoslovacchia sotto l’egemonia dell’Unione Sovietica è in corso quella che fu poi chiamata la “Primavera di Praga” in cui Dubcek tenta una liberalizzazione politica concedendo nuovi diritti ai cittadini, compreso il decentramento delle autorità amministrative e la libertà di espressione. Il 4 aprile a Memphis è assassinato Martin Luther King e il 6 giugno a Los Angeles stessa sorte tocca a Bob Kennedy. In Italia, le università sono occupate, gli scontri con la polizia si fanno sempre più violenti, la contestazione occupa ogni livello della società.
In questo clima incerto che le immagini della televisione fanno rimbalzare fin dentro le case delle frazioni più isolate, a Castel Goffredo un giovane sacerdote, don Ivo Compagnoni, pensa ai suoi giovani, all’estate che è alle porte. Pensa a quelle vacanze che devono essere di impegno nel tenere i ragazzi legati all’ambiente parrocchiale, perché «Gesù non va in vacanza» e la noia nelle lunghe e calde giornate estive rischia di prendere il sopravvento sui giovani liberi dagli impegni scolastici. «Sembra quand’ero all’oratorio, con tanto sole, tanti anni fa» canta Celentano che ora si sente solo e annoiato, «neanche un prete per chiacchierar». Non deve essere così!
Nell’immediato dopoguerra, i Grest hanno cominciato a prendere piede, soprattutto nelle grandi città dove gli aspiranti di Azione cattolica danno una mano a organizzare le attività estive. Don Ivo porta il Grest nel suo oratorio, tra i suoi ragazzi. Inoltre dà vita al gruppo scout cattolici. È un’esperienza consolidata di pastorale giovanile, come la chiamiamo oggi. Creatività, fantasia, entusiasmo sono le parole d’ordine di un’esperienza collettiva che durante tutta l’estate impegna e diverte i bambini e i ragazzi di tutta la zona e li unisce nell’amicizia dello spirito fraterno. È un Vangelo vissuto nella gioia, tra attività ricreative e sportive, laboratori e momenti di preghiera. Persino spettacoli in piazza che coinvolgono tutto il paese. All’oratorio rigorosamente maschile di don Ivo si affianca quello femminile curato dalle suore Ancelle della Carità con suor Rosa Gandossi.
Quella del Grest è un’attività che impegna gli animatori fin da febbraio e marzo: occorre dare un tema, inventarsi delle attività, trovare finalità educative… È uno sforzo che dà immediatamente i suoi frutti perché centinaia di giovani accorrono sollevando nuvole di polvere nel cortile sterrato dell’oratorio. Polvere, appunto, mescolata alle grida e al sudore di quelle mattine e quei pomeriggi estivi che si sono susseguiti per oltre cinquant’anni, fino ai giorni nostri, coinvolgendo migliaia e migliaia di bambini che, generazione dopo generazione hanno finito per costruire e animare i grest successivi, per poi mandare i propri figli e ora i nipoti.
Tutta questa grandiosa avventura, oggi, è finita nella mostra “Attivi, creativi, protagonisti. 50 anni di Grest a Castel Goffredo. 1968-2017” allestita negli spazi del Mast – Museo della Città, in via Andrea Botturi 3. La mostra è a cura di Barbara D’Attoma e Corrado Bocchi, e mette in scena testimonianze, immagini e materiale promozionale, fino ai progetti di molte delle edizioni, che venivano organizzate nei minimi dettagli. Già nel 1970 veniva dato alle stampe il periodico “Il Grest”, distribuito in 450 copie, a dimostrazione del fatto che la cura e la serietà con la quale veniva costruita l’esperienza estiva aveva una professionalità indiscutibile. Il periodico affrontò per primo, nel 1971, il tema della valorizzazione turistica e della realizzazione di un museo a Castel Goffredo.
L’esposizione ripercorre il cammino di questi cinquant’anni in nove sezioni tematiche: le origini, l’abc del buon animatore, progettare e organizzare, gioco spettacolo e creatività, cultura turismo e sport, sguardi, il Grest visto dai ragazzi, il giornale, anniversari. Una sala è dedicata alla proiezione delle numerosissime immagini: volti che restituiscono emozioni, sorrisi e sguardi di chi aveva tutta la vita davanti, giochi con la palla, scatti mossi, molte immagini in bianco e nero che nulla tolgono ai colori veri dell’estate vissuta con gioia. Un vero tesoro di informazioni e materiale vario, dai gadget alle foto, dai giornalini alle locandine, proviene dall’archivio personale di don Giovanni Telò, direttore del settimanale diocesano “La Cittadella” e per molti anni “anima” e organizzatore del Grest a Castel Goffredo. La mostra resterà aperta dal 23 aprile al 4 agosto 2019, da mercoledì a domenica (10/12.30 e 15/18). Per informazioni: www.mastgastelgoffredo.it.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova