Visto con i nostri occhi
Il malessere della società americana spinge Trump alla Casa Bianca
Una lunga notte di sorprese, che si è conclusa con il risultato più inatteso. La sconfitta è stata enorme per Hillary Clinton, la super favorita della vigilia.
09/11/2016

Paolo Lomellini

Un malessere attraversa profondamente la società americana. È quello che emerge dalle urne del Paese a stelle e strisce. Un malessere che non si spiega solo con i dati dell’economia USA, ma che riflette un’onda di paura e incertezza quasi esistenziali e un rigetto viscerale per il cosiddetto “establishment”, ovvero le varie forme di “elite”. I poteri forti, gli apparati politici, opinionisti, sondaggisti e mezzi di informazione per la gran parte non sono riusciti a comprendere o hanno sottovalutato quanto si stava muovendo nell’umore più intimo del corpo sociale del loro Paese.
Un’America dunque spaesata e impaurita, con un bisogno trasversale e quasi maniacale di riaffermare e autoconvincersi della propria grandezza e superiorità. E, paradossalmente, un’America che esce da questa snervante campagna presidenziale profondamente divisa e ferita, carica di astio e odio al suo interno come non si vedeva da tantissimo tempo.
Non è un gran viatico per il prossimo futuro se si considera che anche l’Europa e tante altri parti del mondo stanno smarrendo la strada del dialogo, del confronto e della mediazione riconciliante. Tant’è, occorre avere la freddezza e lucidità di prendere atto di queste linee di tendenza che caratterizzano, ormai macroscopicamente, il nostro tempo. Non vanno demonizzate, ma nemmeno blandite e additate come liberatorie così come piace a una discreta fetta dei nostri “pensatori” e della nostra classe politica.
Una sobria vigilanza e un attento discernimento: appare questo ancora una volta l’atteggiamento necessario che viene richiesto da uno sguardo sulla realtà che cerchi di essere illuminato dalla fede.
Una candidatura, quella di Trump, che inizialmente sembrava destinata al ruolo di macchietta da avanspettacolo per giudizio del suo stesso partito. Questa candidatura è diventata vieppiù travolgente sino a conquistare la Casa Bianca a colpi di proclami oscillanti tra il minaccioso e l’irriferibile (almeno su un giornale cattolico). Mi sembra innegabile che l’elezione di Trump porti con sé molti punti di domanda. Dovrebbero porsi qualche dubbio anche i suoi entusiastici sostenitori del teatro politico italiano.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova