Visto con i nostri occhi
Il «Mantova 9» rilancia lo spirito degli scout
Il gruppo ha celebrato il 40º anniversario con un weekend di iniziative per tutti. La collaborazione tra adulti e ragazzi è la chiave di una proposta sempre viva e attuale
30/10/2017
Correva l'anno 1977 quando un gruppo di dodicenni si riunì in parrocchia a Frassino insieme a don Maurizio Luzzara con l'idea di iniziare un'esperienza scout. I mesi trascorsero rapidamente e nell’estate di quello stesso anno si tenne a Campo Silvano, nei pressi di Velo Veronese, il primo campo estivo del gruppo: il risultato fu spartano e un po’ improvvisato ma sicuramente genuino e gioioso.
In realtà nessuno di quei ragazzi all’epoca sapeva bene cosa volesse dire fare scoutismo, ma il grande fascino del gioco, la vita all'aria aperta e la voglia d'avventura gettarono in quei pochi mesi le basi per la nascita del gruppo Agesci Mantova 9. Oggi, dopo 40 anni anni, lo spirito che ha animato quella banda di adolescenti è ancora vivo più che mai nelle parrocchie di Frassino, San Giorgio e Stradella.
Pur mantenendo la sede storica a Frassino, da una decina d’anni il gruppo ha infatti aperto le porte anche alla vicina parrocchia di San Giorgio, dalla quale provengono oggi più di metà dei lupetti e degli esploratori. Nel 2010 si sono uniti al Mantova 9 anche i ragazzi e i capi di Stradella, dove durante gli anni precedenti aveva mosso i primi passi un’esperienza di scoutismo sotto la guida di don Giuseppe Trebeschi.
Questo spirito accogliente e attento alle nuove sfide è parte del dna del Mantova 9, che negli anni ha saputo adeguarsi ai mutamenti demografici e aprire l’esperienza dello scoutismo a nuovi quartieri e parrocchie, pur mantenendo ben salda la propria identità. Attualmente il Mantova 9 conta più di 80 soci tra bambini e ragazzi dagli 8 ai 21 anni. Alla guida del gruppo vi sono una dozzina di adulti, riuniti in una comunità capi molto eterogenea dove l’entusiasmo dei ventenni e l’esperienza di ha compiuto mezzo secolo di vita riescono a trovare un punto d’incontro nell’attuazione di un progetto educativo.
Quest’anno, in occasione dell’importante traguardo delle quaranta candeline, il gruppo ha deciso di organizzare una grande festa nel fine settimana di metà ottobre aperta a tutti coloro che, in passato, hanno vissuto nel Mantova 9 l'esperienza dello scoutismo.
Il fine settimana di eventi ha preso il via venerdì sera nell'oratorio di San Giorgio con una tavola rotonda sull'educazione al bene comune intitolata provocatoriamente "Non è affar mio?". Su questo tema sono stati invitati a confrontarsi quattro ospiti legati al territorio in cui opera il gruppo: don Alessandro Franzoni, prete a Frassino e autore del libro “Lunetta, altro che bronx”, Alberto Germiniasi, assessore ai servizi alla persona e lavoro del comune di San Giorgio, Sara Vitali, sociologa impegnata nell’animazione territoriale e coordinatrice di ReteLunetta, e infine la psicologa-psicoterapeuta e formatrice Cinzia Chesi. I molti spunti emersi durante la serata saranno ora raccolti dalla comunità capi del Mantova 9, che li utilizzerà come punti di partenza per elaborare un progetto che guiderà nei prossimi anni l’azione educativa del gruppo.
Sabato pomeriggio tutti i ragazzi si sono invece ritrovati nel parco del forte di Lunetta per un grande gioco dedicato alla riscoperta delle origini e delle tradizioni del gruppo. Prima di cena, mentre il branco dei lupetti ha salutato i fratellini pronti a passare in reparto, i più grandi hanno invece montato le classiche tende "canadesi" e acceso un grande fuoco. Lupetti, guide, esploratori, rover, scolte e capi si sono quindi radunati attorno al calore della fiamma per trascorrere insieme il sabato sera tra canti, danze e cerimonie.
Domenica mattina grande finale aperto a genitori, amici e parrocchiani nella sede storica di Frassino, dove tutti i partecipanti hanno potuto giocare con i lupetti, realizzare strutture con pali e corde insieme al reparto, conoscere meglio il tema della tossicodipendenza grazie ragazzi del clan e, infine, lasciare l’impronta colorata del proprio passaggio su un ampio lenzuolo bianco.
Dopo aver partecipato alla messa, celebrata nella chiesa di Frassino dal parroco don Marco Cerutti e animata da tutto il gruppo, la festa si è conclusa con un grande cerchio intorno alla struttura montata in mattinata, sulla quale è stata issata simbolicamente la bandiera del quarantesimo. Infine, come in ogni compleanno che si rispetti, è arrivato immancabile anche il taglio di una grandissima torta con le candeline, spente simbolicamente dalla più giovane del gruppo.
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