Visto con i nostri occhi
Il negozio solidale che aiuta i fragili
Inaugurato nel 2015, il Banco di comunità di Castiglione delle Stiviere è un luogo chiave contro l’emarginazione. Le persone acquistano beni grazie a crediti virtuali, ricevuti dopo aver fatto volontariato
14/10/2019
L’idea del “Banco di comunità” nasce attorno al 2013 grazie al contributo della cooperativa Cauto di Brescia, per rispondere alle numerose richieste di nuove soluzioni per il sostegno al reddito dei cittadini castiglionesi che si trovavano in situazioni di difficoltà economico–sociale. Il 19 dicembre 2015 il progetto si concretizza con l’inaugurazione della sede a Castiglione delle Stiviere, in via Ordanino 7/c. «Il Banco di comunità è innanzitutto un luogo fisico dove si effettuano scambi, una specie di negozio dove però non è possibile usare denaro per gli acquisti», spiega Nicola Datteri, attuale coordinatore del Banco ed educatore della cooperativa Fiordaliso onlus, realtà castiglionese che dal 1988 si occupa dell’aiuto e del sostegno a persone disabili. «Gli oggetti vengono scambiati ricevendo punti Fil (Felicità interna lorda), dei crediti virtuali caricati su una tessera personale e spendibili all’interno del Banco di comunità».
È il 7 giugno 2016 quando viene costituita l’associazione Banco di comunità, formata da dodici associazioni fondatrici con finalità sociali e le due cooperative Cauto e Fiordaliso, dando ufficialmente inizio agli scambi. I cittadini (non solo castiglionesi) oltre alla possibilità dello scambio di oggetti, possono anche scegliere di divenire soci del Banco: essere soci significa impegnarsi nel donare parte del proprio tempo alle associazioni richiedenti, ricevendo come compenso i punti Fil, spendibili presso il Banco. Ciò permette di fare esperienze di servizio e alle associazioni, che in questi ultimi anni stanno soffrendo la mancanza di ricambio generazionale, di far conoscere le proprie strutture e attività.
Dal giugno 2017, con l’appoggio del Csv (Centro servizi volontariato) di Mantova, il Banco di comunità partecipa al bando “Welfare inazione” di fondazione Cariplo. Attraverso tale progetto si è aperta la possibilità per sei cittadini di ottenere una borsa lavoro (uno strumento che ha il fine di agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro), si è avuto modo di realizzare la festa delle associazioni di volontariato e infine si sono potuti migliorare gli arredi interni del Banco. Nel 2019, il Banco di comunità è diventato partner del progetto “Oikos – Coltiviamo comunità”: il progetto nasce per aiutare i nuclei familiari vulnerabili, fragili e poveri, con strumenti concreti, dando l’opportunità di creare percorsi di supporto personalizzati che investano sulle persone, sulle relazioni e sulla professionalità, con l’obiettivo di reintegrare le famiglie nel tessuto comunitario e lavorativo.
L’attività di scambio che prende forma all’interno del Banco, all’apparenza potrebbe non sembrare molto differente da un comune negozio. In realtà il Banco di comunità è in primo luogo uno spazio di socializzazione, un punto di riferimento e di monitoraggio delle situazioni di disagio, un aiuto per i nuclei familiari in difficoltà. Il Banco vuole essere uno spazio di confronto per le associazioni e uno spazio di incontro tra gli assistenti sociali e coloro che si spendono in prima linea nelle situazioni “difficili”. In poco tempo il Banco ha incontrato il favore di molti: oltre alle dodici associazioni e alle due cooperative fondatrici, oggi collaborano altre venti associazioni del territorio (perciò si parla del Banco anche come di “associazione di associazioni”), con 435 iscritti, di cui 139 soci, coordinati da un educatore della cooperativa Fiordaliso. Spazio e punto di riferimento per la realtà sociale del territorio, il Banco di comunità è anche un catalizzatore sociale. Infatti il coordinatore del Banco, Nicola Datteri, afferma: «È un motore sempre in movimento per trovare e coinvolgere persone in difficoltà, ma anche semplici cittadini, che vogliono spendersi inattività di volontariato nella consapevolezza di far parte di un movimento più grande di una singola associazione, dove poter donare il proprio tempo e le proprie abilità a più realtà castiglionesi».
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