Visto con i nostri occhi
Il sogno del Papa e il sindaco di Londra
11/05/2016

Renato Pavesi

Sabato scorso, scorrendo i giornali, on-line, per trovare intenzioni di preghiera alle Lodi, balzava all’occhio che solo La Stampa poneva come prima notizia l’elezione di un sindaco mussulmano a Londra, offrendo insieme un commento significativo del fatto. La notizia scaricata rapidamente dai giornali, offre, però, molti motivi di riflessione. Per caso, in concomitanza, il Papa ha tenuto un importante discorso ai governanti europei convenuti in Vaticano per il conferimento al Papa Francesco del premio “Carlo Magno”. In questo discorso, il Papa dice proprio: “sogno un’Europa in cui essere migrante non sia un delitto”. Un figlio di emigranti pakistani, per di più mussulmano, diviene sindaco della più grande città dell’Europa occidentale e un figlio di un europeo emigrato in Argentina, chiede all’Europa di non dimenticare le sue radici e di continuare a essere madre di vita e di fede.
Questi due fatti avvengono nel clima che conosciamo di incertezze, di paure generate dalla crisi economica dal terrorismo islamico e dall’invasione di profughi afro-asiatici. Ma il nervo scoperto e l’Islam, la paura e soprattutto li. E ora gli inglesi, i londinesi eleggono un sindaco mussulmano. Non dimentichiamo che quasi otto anni fa gli americani hanno eletto un presidente meticcio, figlio di un’americana e di un keniota lui pure mussulmano.
Il prammatico inglese, l’utilitarista inglese nella Londra della City e dell’Economist elegge un sindaco, di origine pakistane e, quel che più conta, mussulmano. Sa calcolare meglio? Sa vedere più lontano? E la paura dell’Islam che vuol conquistare la stanca Europa? Su il Giornale si titola in proposito: “Ultima possibilità all’Islam moderato” e nell’articolo che segue, si spiega che Khan è un laico, favorevole persino al matrimonio gay. Gli anglosassoni porta bandiera del liberismo dell’economia finanziarizzata, della globalizzazione selvaggia, dell’individualismo, del pensiero economico, anzi commerciale, come unico sanno arrischiare, non si chiudono nella difesa della propria civiltà. Sono sicuri dei propri ideali e perciò credono all’integrazione culturale e all’inclusione sociale alle quali richiama il Papa. La scelta dei londinesi ha un alto valore simbolico, fa sognare, quasi rispondendo idealmente ai sogni di Papa Francesco: “Sogno un’Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani non sia stata la sua ultima utopia”.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova