Visto con i nostri occhi
Presentato il canto che accompagnerà il gruppo diocesano
Il maestro Renato Giorgi di Bondeno e don Giampaolo Ferri sono gli autori de "Il Volto dell'amore"
16/07/2016

È del maestro Renato Giorgi di Bondeno e don Giampaolo Ferri l’inno mantovano che accompagnerà i giovani nelle prossime giornate di Cracovia. Così li abbiamo voluti incontrare per farci raccontare meglio di cosa si tratta.

Da dove nasce il titolo dell’inno dei mantovani alla GMG “Il volto dell’amore”?
d. Giampaolo: «Il titolo nasce dalla convinzione che l’amore di cui parla Gesù non è un concetto astratto, ma qualcosa che si può sperimentare solamente dentro le relazioni tra le persone. L’amore è sempre anzitutto qualcuno che ci ama, e l’amore di Dio è ben visibile nell’uomo Gesù».

Cosa ha dato l’ispirazione per comporre la musica di questo brano?
Renato: «Mi sono lasciato ispirare dalla parola misericordia. Si tratta di un vocabolo “dolce” e ricco di senso. Questi aspetti mi hanno portato a pensare a una melodia larga, distensiva e facile da imparare. Così l’uso abbondante degli archi hanno fatto sì che tutto il pezzo risultasse fluido e caldo. Sono partito dal termine misericordia per creare subito il ritornello e lasciarmi ispirare poi per le strofe».

Quali sono i suoni e gli strumenti più ricorrenti e perché avete scelto proprio questi?
Renato: «Prevalgono gli archi e i grandi suoni distensivi effetto del pianoforte e di chitarre suonate in modo leggero. Poi ho aggiunto anche quegli elementi sonori che potessero piacere ai giovani come le parti ritmiche. Ho voluto poi sottolineare particolarmente l’aspetto corale della misericordia, segnalando così con questa coralità ricca e armoniosa come la misericordia viene dal cuore di Dio e produce un cuore unico tra i suoi destinatari. Mi sembra infine particolarmente bello il finale che canta la parola misericordia in tutte le lingue d’Europa, soprattutto in un momento storico come questo in cui sembra essere ciò di cui il nostro vecchio continente abbia maggiore necessità»

Cos’ha significato comporre l’inno che accompagnerà i fedeli mantovani a un evento così sentito come la GMG?
d. Giampaolo: «È bello pensare che per molti ragazzi mantovani ci sarà un canto che li connetterà immediatamente alla loro terra di provenienza, alla loro Chiesa diocesana da cui in qualche modo sono mandati. Inoltre è un grande onore poter scrivere qualcosa che si presume possa accompagnare un’esperienza indimenticabile nella vita dei ragazzi»

Nelle prime righe del testo c’è una specie di invocazione al Signore («ho bisogno di amore/ ho bisogno di te»). Di cosa hanno bisogno i giovani di oggi? Che valori cercano?
d. Giampaolo: «Siamo convinti che ognuno di noi, in fondo, cerca di amare e essere amato. Questa è la domanda che tutti portiamo dentro e per la quale ci giochiamo la vita. Inoltre la domanda di Dio non è affatto morta nella vita delle giovani generazioni e appare in molti modi. C’è una diffusa e crescente domanda di spiritualità che forse non coincide in toto con quella cattolica, ma richiede di essere ascoltata con rispetto e intelligenza».

Ricorre spesso anche la parola “perdono”. Perché questo gesto è così difficile nella società di oggi? I giovani sono più o meno inclini al perdono rispetto agli adulti?
d. Giampaolo: «Ci sembra che nella nostra società occidentale sia cresciuto il concetto di tolleranza ma il perdono è un’altra cosa. Perdonare richiede una capacità molto più complessa che, in ultima analisi, trova il suo senso e contesto migliore nell’esperienza della fede. L’osservazione del quotidiano mostra quanto l’incapacità di perdonare sia la vera e più sorgiva fonte di dolore, rottura di relazioni, instabilità a tutti i livelli».

“Il volto dell’amore” che dà il titolo al brano è la misericordia: quanto è importante riscoprire questo dono al giorno d’oggi?
d. Giampaolo: «Senza misericordia la vita diventa davvero una corsa a ostacoli. Spesso ciò che sblocca anche le situazioni più difficili è quel primo passo verso l’altro così difficile da compiere, tuttavia necessario perché le cose cambino. Tutti noi siamo stati oggetto di misericordia da parte di qualcun altro e ben ricordiamo quanto beneficio ci ha portato. Insomma… essere misericordiosi conviene sempre…a tutti».
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova