Visto con i nostri occhi
In cammino per essere comunità
Con il pellegrinaggio al Santuario delle Grazie si è concluso un intenso anno per l’Unità pastorale di Curtatone. Buona la presenza dei parrocchiani, nonostante il maltempo
04/06/2019
Ultimo sabato di maggio, il 25: come da tradizione, con il pellegrinaggio al Santuario delle Grazie le parrocchie dell’Unità pastorale di Curtatone coronano la fine dell’anno pastorale. Maria, Mater Ecclesiae: a lei un bouquet di fiori speciali: l’offerta dell’impegno, della fatica, dei progressi visibili e di quelli sperati, volti al conseguimento di un unico obiettivo: essere Chiesa. Esserlo sempre più e sempre meglio, uniti in Cristo e aperti al mondo a cui portare l’Annuncio. L’accurata programmazione del parroco don Cristian Grandelli è stata modificata per il maltempo (niente cena comunitaria sul sagrato), ma la partecipazione dei fedeli non cambia: molti i giovani – soprattutto gli scout – che camminano allegramente, ben equipaggiati, sotto la pioggia; molti gli adulti che scelgono l’auto; e alla fine ci si ritrova tutti insieme come sempre, contenti di essere lì, nel Santuario di Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa, per ringraziarla del cammino di questo anno pastorale e per chiedere il suo sostegno nel cammino futuro. La meta: “Ut unum sint”: essere Chiesa, famiglia di Dio; diventare sempre più comunità fraterna in Cristo, sia in ciascuna delle parrocchie che costituiscono l’Unità pastorale, sia nei rapporti di collaborazione e di condivisione tra parrocchie. Perché c’è una sola Chiesa, quella del Signore alla quale tutti apparteniamo. Ed è proprio “la comunità” il tema dell’omelia di don Cristian, un’omelia che riassume ed esplicita il filo conduttore delle molte iniziative dell’anno appena concluso: creare le condizioni per poter conoscere e farsi conoscere, così da tessere una rete di rapporti interpersonali inclusiva, solidale e accogliente in cui nessuno si senta estraneo. Perché nessuno si sentirà più abbandonato se la comunità sarà attenta a chi ha bisogno di aiuto e pronta al servizio. Ciascuno ha avuto occasione di mettere a disposizione degli altri le proprie competenze: dalle cuoche per i frequenti incontri conviviali (dalle risottate agli apericena) a don Stefano Savoia per le numerose guide nella lettura religiosa delle opere d’arte nel Mantovano e non solo. Momenti di lieta condivisione e di nuove conoscenze interpersonali e interparrocchiali, in contesti sereni e appaganti. E così le occasioni di festa sacre e profane sono diventate eventi condivisi: dalla castagnata di san Martino alla Festa della luce nell’antivigilia di Natale, perché “La luce è Gesù”; dalla benedizione dei bambini alle Grazie (con i Magi e il dono di un’arancia) alla giornata sulla neve a Folgaria (pensata per le famiglie e conclusa con la celebrazione della Messa prima del rientro), alle feste del papà, della mamma e del 1º maggio (grigliata)… Per non dire di film, burattini e ombre cinesi per i bambini e non solo! E via via si è riscontrato un crescendo di partecipazione. Iniziative importanti soprattutto – ma non solo – per le molte famiglie che sono venute ad abitare a Curtatone in tempi recenti e che quindi non sono ancora ben inserite nella nuova realtà in cui vivono. Occasioni per instaurare rapporti e per incamminare i ragazzi verso l’oratorio. Se “fare comunità” è necessario perché «l'uomo è la strada su cui Dio, in Cristo, ci è venuto incontro» (san Giovanni Paolo II), dal “fare Comunità” all’“essere Chiesa” il passo non è breve. Lo spirito ecclesiale non è semplicemente andare in chiesa e non è una dimensione acquisita una volta per sempre; è un modo d’essere che deve rinnovarsi ogni giorno e radicarsi sempre più profondamente in noi in un rapporto fraterno di cui è Cristo il modello e la misura. È un cammino di fede da percorrere insieme per crescere insieme. Un aspetto, questo, in cui le parrocchie hanno avuto molte occasioni per condividere soprattutto la preghiera, in una liturgia sempre sobria e curata. Di particolare rilevanza è stato l’impegno per la formazione dei catechisti: sia quelli dei bambini, sia quelli dei genitori. Le tre parrocchie hanno camminato insieme per classi parallele, condividendo incontri di programmazione circa i contenuti, i tempi e le modalità del catechismo, scambiandosi idee ed esperienze e partecipando a interessanti incontri formativi con esperti per una catechesi adeguata alla realtà odierna. Per essere Chiesa è necessario crescere insieme nella fede e nella fraternità, da veri figli del Padre: dall’amicizia umana al riconoscersi “uno” in Cristo Signore. Il cammino continua…
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