Visto con i nostri occhi
Inizia il Grest, molti animatori ritrovano fiducia
In molti paesi l'attività estiva parrocchiale parte il 12 giugno e coinvolge numerosi adolescenti: per loro è un'importante occasione formativa
08/06/2017
Si tratta di una scommessa tra le più audaci, quella di consegnare a degli adolescenti l’educazione dei bambini. Eppure in numerose parrocchie della nostra diocesi, oggi, durante la Messa della comunità, molti giovani riceveranno il mandato educativo per il Grest che sta per iniziare. In parecchi casi, la “partenza” dell’attività estiva degli oratori è prevista per lunedì 12 giugno. Saranno due o tre settimane di giochi, laboratori, escursioni, ma anche di preghiera. E soprattutto di gioiosa esperienza comunitaria per decine di bambini e ragazzi di ogni età. Il rito della consegna della maglietta dell’animatore, che accompagna il mandato, è sempre uno dei momenti più attesi dell’estate e anche quest’anno viene vissuto con grande emozione. Gli animatori prendono coscienza dell’impegno che li attende e del senso di responsabilità che si assumono, nell’orizzonte del tema scelto per il Grest 2017 degli oratori lombardi: “Detto fatto. Meravigliose le tue opere!”. I nostri teenager oggi non godono certo di una buona fama. Per il pedagogista Pier Paolo Triani «l’enfasi mediatica su comportamenti prepotenti, trasgressivi, devianti di alcuni ragazzi, alimenta la crescita di uno stato emotivo di apprensione e di sfiducia degli adulti, rendendo più difficile l’assunzione di uno sguardo più ampio e approfondito sulla vita degli adolescenti e sulle trasformazioni in atto nelle culture giovanili». Le cronache che li riguardano ce ne offrono un profilo piuttosto allarmante. Non c’è bisogno di andare troppo lontano da casa per accorgersi che l’adolescenza è oggi sentita come un’età segnata da tante derive pericolose. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia: i problemi ci sono, non certamente dovuti a qualche “mutazione antropologica” delle nuove generazioni, quanto piuttosto a un contesto culturale e morale profondamente segnato da radicate forme di individualismo narcisistico. Non sono i ragazzi a essere “diversi”, quanto l’aria che respirano. Tutto tende a portarli a un ripiegamento su se stessi che ha come scopo non tanto il loro bene, quanto una maggiore fragilità e quindi disponibilità alle esigenze del mercato. Questo ambiente “malato” non favorisce certo il conferimento della fiducia che, dal punto di vista educativo, è ancora uno degli elementi indispensabili affinché si possa crescere e si possano mettere in gioco tutti i propri doni.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SULLA CITTADELLA DI DOMENICA 11 GIUGNO
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova