Visto con i nostri occhi
Internet e collaborazione. Così si studia «a distanza»
L’emergenza attuale legata al coronavirus favorisce l’uso di strumenti moderni a scuola, come piattaforme Web dove condividere testi. Modalità innovative per garantire l’istruzione
17/03/2020
Le lezioni sono sospese fino al 3 aprile, ma non è venuto meno l’impegno della scuola a favore di studenti e famiglie. Il nodo della questione, in questa fase, riguarda la modalità d’insegnamento che stanno cambiando abitudini e prospettive. Monica Maccarrone, dirigente all’istituto comprensivo di Porto Mantovano, afferma: «Possiamo dire di non aver mai lavorato come in queste tre settimane. Fin dall’inizio della cris inon abbiamo fatto altro che ripensare la didattica per consentire ai docenti di operare a distanza. Mi riferisco all’uso del registro elettronico che permette di comunicare con le famiglie, di verificare il lavoro fatto con gli studenti o alle varie piattaforme digitali per allargare occasioni di apprendimento». Alida Irene Ferrari, dirigente al liceo artistico “Giulio Romano” di Mantova, aggiunge: «Mi è capitato di vedere qualche ragazzo nelle vicinanze con lo sguardo attento verso la nostra scuola. E questo mi ha fatto piacere. Sul fronte della formazione a distanza abbiamo una certa esperienza grazie al corso serale che prevede il 30% della formazione online. Stiamo estendendo questa nostra esperienza ancora di più ai ragazzi del di urno. Per quanto riguarda i servizi amministrativi di segreteria, l’efficienza viene garantita dal sistema smart working, lavorando da casa».
La situazione tocca anche le scuole paritarie. Chiara Aldrigo è dirigente agli istituti Redentore di Mantova: «Fin da subito – sottolinea – ci siamo impegnati in videoconferenze per stabilire una comunità d’intenti tra noi operatori della scuola. Molto apprezzato è stato l’intervento di Cristina Bombonati che, come nostra docente di Diritto, ci ha spiegato come gestire responsabilmente in questa fase il rapporto tra scuola e famiglia. Il consolidamento tecnologico della scuola, maturato negli anni, ci consente oggi di dare una certa continuità allo svolgimento dell’attività didattica». Roberto Capuzzo, dirigente all’istituto superiore “Bonomi–Mazzolari”, sostiene: «Siamo partiti subito con un collegio docenti in videoconferenza, dando validità alle decisioni prese per sviluppare un’opportuna didattica interattiva. Fin dal primo martedì della sospensione scolastica abbiamo concentrato gli sforzi per mantenere l’orario curricolare sulla piattaforma digitale. Pur nella difficoltà di contattare parte dei nostri studenti, credo che l’attuale spinta all’apprendimento virtuale possa rendere gli allievi più responsabili e autonomi. E gli insegnanti devono accompagnarli in questo percorso».
All’interno del dibattito, un altro punto di vista interessante è quello di Marianna Pavesi, dirigente all’istituto tecnico industriale “Fermi” di Mantova. «Forse i docenti lavorano più adesso di prima –afferma – per preparare le lezioni e i contatti con i ragazzi. La criticità è dovuta alla difficoltà di agganciare tutti gli studenti, soprattutto per una certa carenza dell’infrastruttura nazionale». Maria Cafiso, docente dell’istituto “Mantova 3”, ricorda come siano state attivate diverse modalità per la didattica a distanza, nel rispetto delle specifiche esigenze di ogni alunno, grazie all’inserimento di attività da svolgere sia per il recupero che per il potenziamento. Giancarlo Gobbi Frattini è dirigente al liceo delle scienze umane “Isabella d’Este”. «Il disorientamento è generale – dice –. Per questo è preziosa l’opera degli insegnanti che, allertati fin da subito, si sono resi umanamente più vicini agli studenti e alle famiglie. Nell’emergenza, che auspico finisca al più presto, mi dà coraggio la percezione che ho avvertito negli studenti della difficoltà in un periodo fondamentale della loro vita».
Cristina Codognola, docente alla “Sacchi” di Mantova, sostiene:«C’è un grande impegno della scuola per dare continuità all’attività didattica, creando anche occasioni a distanza per mantenere viva e attivala collaborazione tra colleghi. Purtroppo troviamo delle criticità che cerchiamo di superare, dovute, per esempio, a una certa carenza tecnologica a livello domestico o alla difficoltà per certi genitori di seguire i propri figli, specie quando c’è qualche problematica personale nell’apprendimento».
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