Visto con i nostri occhi
La bellezza della santità nel sorriso di Vittorina
Convegno organizzato dagli «Amici» della Gementi, fondatrice della Casa del sole e vicesindaco di Mantova dal 1965 al 1970
04/06/2018
Il 26 maggio, la sala Oltrepò del Mamu, a Mantova, già prima dell’inizio del convegno segna il tutto esaurito. Il tema è Vittorina Gementi: il femminile, il sociale, il bello nelle scelte della sua vita. Presente gran parte dell’Azione cattolica, in particolare degli anni Settanta, ora impegnata nell’associazione “Amici di Vittorina”, promotrice del convegno. Vittorina: una bella figura di “donna laica” «secondo quel profilo di laico auspicato dal Concilio Vaticano II: con il cuore profondamente radicato nella vita di Dio e con le mani impastate nella vita secolare a cui dedicare tempo ed energie per trasformare il mondo in civiltà dell'amore», dice il vescovo Marco Busca nell’introduzione al convegno. «Ho letto le pubblicazioni che riguardano Vittorina, soprattutto le pagine scritte da lei e le testimonianze dirette, raccolte tra coloro che l’hanno conosciuta – aggiunge il vescovo –. Mi si è presentata davanti come una figura poliedrica, dalle tante sfaccettature che arricchiscono una personalità completa, come si usa dire oggi “integrale”, una donna dotata e capace, una educatrice molto materna, una cittadina impegnata e lungimirante e, come lievito nella pasta, una cristiana moderna, un volto cristiano “aggiornato” ai tempi di oggi». Sapienti pennellate di ritratto spirituale.
E della sua beatificazione dice: «Se la vita di Vittorina è stata una vita “santa”, i più adatti a dirlo sono i suoi ragazzi della Casa del Sole. Patrizia, una di questi ragazzi, scriveva all’indomani del funerale di Vittorina: “Noi ti volevamo tutti bene. Io ti penso felice vicino a Gesù, alla tua mamma e al tuo papà. Il tuo funerale è stato come una festa perché c’erano tante persone che ti volevano bene. Da Firenze è venuto anche il Gen Rosso. Mentre loro cantavano io mi sentivo triste ma anche molto contenta perché i loro canti ci aiutavano a pensare al paradiso. Cara Vittorina, ho pregato ieri sera che tu mi aiuti a fare tutte le cose che non so fare». La testimonianza di Patrizia contiene tutto il corredo di un santo: è in paradiso, è pienamente felice, non è slegato dalla terra e si può contare sul suo aiuto chiesto nella preghiera. Il cammino verso la beatificazione è iniziato.
Vittorina, figura poliedrica: il convegno prosegue con i tre relatori che ne delineano aspetti della personalità, del pensiero e dell’opera. Sabrina Tellini (già presidente diocesana dell’Azione cattolica) parla del femminile nella fede di Vittorina Gementi e nella sua relazione con gli altri; Sergio Genovesi (già sindaco di Mantova) ricorda Vittorina, prima donna vicesindaco di Mantova 1965-1970: il suo stile nell’amministrazione della cosa pubblica; Cristina Bodon (neuropsichiatra infantile, direttrice sanitaria della Casa del Sole) tratta del bello, attributo essenziale per Vittorina nel rapporto con gli altri e nella cura della disabilità.
Sulla femminilità di Vittorina, Sabrina Tellini sottolinea come la sua bellezza nascesse dalla sua interiorità: desidero piacere al Signore. Una bellezza che traspare nelle scelte di tutta una vita e che nasce da uno sconfinato amore per Gesù e per il prossimo. Una bellezza che subito si coglie nel suo sguardo buono e nel suo sorriso, dono di speranza per tutti. L’aspetto è curato, ma senza vanità, armonico e misurato, espressione di un ordine personale non solo esteriore, così come vorrà sia curato e in ordine tutto: dalle nuove scuole materne comunali alle strutture per disabili da lei istituite. Una bella istituzione è quella bene organizzata in ogni suo aspetto.
La vocazione della donna è la maternità e Vittorina è madre non solo dei suoi bambini accolti, amati e curati come solo le vere mamme sanno fare, ma anche di tutti quelli di cui si fa carico quando a lei si rivolgevano chiedendole aiuto. Sergio Genovesi ricorda le lunghe file di persone davanti alla porta del suo assessorato, in attesa di un incontro. E, citando il sindaco Gianni Usvardi, descrive la maestrina di campagna, spesso unica donna tra tanti uomini, dotata di una capacità argomentativa che mette in difficoltà gli avversari: in Consiglio comunale, quando Vittorina si arrabbia, i suoi oppositori balbettano. Erano dure battaglie politiche e giuridiche in difesa dell’esistenza e dell’autonomia della Casa del Sole, per quella che Vittorina considerava una esigenza di giustizia sociale.
Cristina Bodon tratta la valenza relazionale e terapeutica del bello: la bellezza come fattore che crea benessere e sostiene la crescita interiore. Ordine, misura, armonia,
proporzione, limite, soddisfazione/piacevolezza: l’atmosfera e il clima affettivo in cui il bambino vive lo aiutano a fare suoi questi aspetti così importanti per una equilibrata crescita personale. E, nella misura in cui sta bene e impara ad amare se stesso, può aprirsi alla relazionalità con gli altri.
Bellezza è dare senso a quanto si sta vivendo, è libertà, è realizzazione del proprio progetto esistenziale per piccolo e compromesso che sia, è trovare equilibrio tra la maturazione e l’affermazione di una propria identità e aprirsi alla relazione; è autenticità.
È questa la bellezza di Vittorina.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova