Visto con i nostri occhi
La biblioteche guardano al futuro
Negli ultimi anni la società si è trasformata, come il mondo della comunicazione. Questi luoghi sono spazi della comunità: le persone possono incontrarsi e trovare servizi variegati
20/01/2020
Un tempo erano considerati luoghi “chiusi”, riservati a studiosi oppure a chi ama leggere. Oggi invece spalancano le proprie porte a una popolazione variegata: ricercatori, appassionati di libri, studenti, persone che navigano online o consultano quotidiani e riviste. Le biblioteche sono spazi per la comunità: luoghi aperti dove le persone possono incontrarsi, scambiare opinioni, realizzare una ricerca, partecipare a un gruppo di studio. Una dimensione “sociale” che fa leva sulla cultura e che nella nostra provincia si percepisce appieno: la rete delle biblioteche mantovane riunisce ben 75 realtà sparse in modo capillare.
Cesare Guerra le conosce bene: per trent’anni è stato direttore della biblioteca “Gino Baratta” di Mantova e responsabile delle strutture del comune capoluogo. Il suo incarico si è concluso nei giorni scorsi e ora si gode la meritata pensione. Le biblioteche però sono e restano il suo mondo: si capisce dall’entusiasmo con cui ne parla. «La situazione generale in provincia di Mantova è di forte vivacità –afferma – e in quasi tuttii comuni c’è una biblioteca. Negli ultimi anni la società si è trasformata, così come il mondo della comunicazione. Le biblioteche oggi offrono proposte variegate: connessione a Internet wifi, postazioni desktop fisse per chi non possiede un computer, cataloghi di dischi e dvd per chi ama la musica o il cinema, oltre a documenti e testi in formato digitale, per consultarli ancheda casa. L’aggiornamento continuo è necessario».
La digitalizzazione di libri e documenti non è solo un segno della modernità. Per comprenderne il valore, basta considerare il caso della biblioteca “Teresiana” di Mantova, dove sono state riprodotte in digitale e rese accessibili via Internet ben 520mila immagini che riguardano manoscritti, cartografie, periodici, carteggi. «Questo permette alle biblioteche di sfruttare le tecnologie moderne – aggiunge Guerra –, senza perdere la propria natura, cioè restano luoghi dove consultare libri, testi e volumi. Anzi, grazie a Internet aumentano le persone che possono consultarli e così si fa conoscere ancora di più il patrimonio culturale e storico del territorio».
Le biblioteche si stanno affermando sempre più come realtà “vive”, attorno alle quali ruotano proposte di ogni tipo, pensate per persone di qualsiasi età e con un solo comune denominatore: la cultura. «Sviluppare attività per avvicinare un numero sempre più vasto di persone è fondamentale – sottolinea Guerra –. Tra le iniziative più diffuse ci sono gruppi di lettura, corsi di lingua, corsi di formazione, presentazioni di libri. Tante realtà, inoltre, propongono incontri e laboratori ad hoc per ibambini: è un modo per aiutarli a familiarizzare con questo luogo, educarli ad andare in biblioteca». Non servono per forza grandi ambienti o risorse, anche le biblioteche dei paesi più piccoli offrono proposte di tutto rispetto. Basti pensare che, in provincia di Mantova, sono attivi oltre sessanta gruppi di lettura, formati ciascuno da una decina di partecipanti che si ritrovano periodicamente per confrontarsi su un libro o un autore che stanno leggendo. «I gruppi di lettura sono una realtà molto diffusa – fa notare Guerra – e spesso si basano sul semplicepassaparola. Dal punto di vista organizzativo richiedono impegno, però è importante cercare di dare la possibilità di ritrovarsi e parlare di libri: dà un senso alle biblioteche».
Viene dachiedersi come sia cambiato il rapporto delle persone con i libri. «È difficile rispondere – ammette Guerra – perché la fruizione cambia a seconda della persona. In genere, però, sono persone che sanno utilizzare un libro in modo consapevole e responsabile». Studio, confronto, cultura, socializzazione: come convivono le diverse “anime” di una biblioteca? «Bisogna adattare la struttura a esigenze diverse – conclude Guerra – e questo significa spesso ampliare gli spazi. Se un gruppo di studiosi si ritrova c’è bisogno di una sala specifica dove discutere, senza disturbare per esempio gli studenti che, nello stesso momento, stanno preparando un esame. Servono soluzioni flessibili dal punto di vista architettonico: le biblioteche devono essere in grado di trasformarsi, pur restando luoghi di cultura. Sono realtà in divenire che hanno un grande futuro nella società moderna perché devono diventare luoghi di scambio tra le persone»
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