Visto con i nostri occhi
La chiesa di Romanore torna a nuova vita
In occasione dei lavori si è proceduto anche all’adeguamento liturgico e all’installazione di un impianto di illuminazione a led
28/04/2016
Dopo quasi quattro anni la parrocchiale di Romanore viene restituita alla sua comunità. Il momento, attesissimo e che ha portato nella frazione di Borgo Virgilio tantissima gente, si è concretizzato domenica scorsa con la riapertura della chiesa di San Giorgio Martire che era stata pesantemente danneggiata dal terremoto del 2012, in particolare dalle scosse del 29 maggio. I lavori di recupero, iniziati tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, sono costati circa mezzo milione di euro e sono stati coperti dal rimborso dell’assicurazione sommato alla somma raccolta dai parrocchiani. Il progetto, redatto dall’Ufficio tecnico della Diocesi guidato dall’architetto Alessandro Campera, ha portato a un intervento sia sugli interni che sugli esterni della chiesa con un consolidamento della struttura e un suo potenziamento sul fronte sismico. Tra le operazioni eseguite anche il controllo dei tiranti. Importante pure l’intervento al campanile che era stato tra gli elementi più pesantemente danneggiati. In occasione dei lavori si è proceduto, di concerto con la Soprintendenza e con la Diocesi, anche a un adeguamento liturgico della chiesa con la posa di un nuovo altare e un nuovo ambone realizzati in legno nonché all’installazione di un nuovo impianto di illuminazione a led. A presiedere la celebrazione della riapertura della chiesa è stato il vescovo Roberto Busti che ha bussato le consuete tre volte sul portale prima che questo venisse spalancato per l’ingresso dei fedeli. Con lui a concelebrare c’erano il parroco di Borgoforte don Mauro Allegretti e don Bruno Toniato, collaboratore delle parrocchie di Boccadiganda, Borgoforte, San Cataldo.e della stessa Romanore. Dopo la celebrazione la festa per la riapertura della chiesa è continuata con un rinfresco in oratorio e nel pomeriggio con il concerto del coro “Livia D’Arco” di Mantova.
L’imponente mole della chiesa di San Giorgio Martire, in fregio alla Strada Cisa, è stata ultimata nel 1798, secondo il progetto dell’architetto veronese Paolo Pozzo, con manifeste tendenze neocinquecentesche.
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