Visto con i nostri occhi
La Chiesa italiana unita verso il futuro
A Roma la 73ª Assemblea generale della Cei. Tema centrale del dibattito è stato il desiderio di promuovere un nuovo spirito missionario. Tra i presenti anche il vescovo Marco Busca
04/06/2019
Il cammino, presente e soprattutto futuro, della diocesi di Mantova passa anche da Roma. La “città eterna” ha ospitato, dal 20 al 23 maggio, la 73ª assemblea generale della Conferenza episcopale italiana: l’occasione per i vescovi di confrontarsi e affrontare alcuni temi che riguardano da vicino la Chiesa di oggi. A partire da quello centrale: “Modalità e strumenti per una nuova presenza missionaria”. Oltre ai 235 membri, erano presenti 27 vescovi emeriti, il nunzio apostolico in Italia monsignor Emil Paul Tscherrig, 15 delegati di conferenze episcopali straniere, 47 rappresentanti di religiosi, consacrati e della consulta nazionale per le aggregazioni laicali. Tra i partecipanti all’assemblea, c’era anche il vescovo di Mantova, Marco Busca.
Uno dei momenti più attesi è stato l’incontro con il Papa, che ha concentrato il suo discorso su tre aspetti. Il primo è la sinodalità come dimensione costitutiva della Chiesa, che passa dal coinvolgimento diretto dei laici e dal rispetto delle indicazioni date a livello nazionale. Il secondo elemento è la riforma dei processi matrimoniali quale segno di prossimità, celerità e gratuità delle procedure. Infine, Francesco ha ricordato ai vescovi di dimostrarsi vicini ai propri sacerdoti, quale «compito inderogabile» del proprio mandato. «Dalle parole del Papa ho percepito una forte preoccupazione pastorale di far camminare insieme la Chiesa – afferma il vescovo Busca –. Ha sottolineato che l’evangelizzazione non si fa per proselitismo, ma per attrazione. L’esperienza di cristiani che hanno ritrovato la gioia del Vangelo può essere l’occasione per contagiare, in senso positivo, gli altri».
La questione principale su cui i vescovi hanno riflettuto è il rilancio dello spirito missionario della Chiesa. Sono diverse le proposte avanzate, alcune delle quali in linea con la realtà locale mantovana: istituire piccole comunità del Vangelo (indicazione emersa anche dal nostro Sinodo); attuare progetti di pastorale integrata, che coinvolgano più realtà diocesane; valorizzare i religiosi stranieri presenti in Italia (potrebbero svolgere un ruolo nelle periferie, spesso abitate da loro connazionali). «Oggi la missione è pervasiva perché il tessuto è abbastanza scristianizzato – continua il vescovo –: tutto deve diventare missione e primo annuncio. Bisogna ricordare l’idea di salvezza integrale della persona: il Vangelo raggiunge tutti gli uomini e riguarda ogni aspetto della vita concreta».
Nell’assemblea generale dei vescovi si è parlato anche delle unità pastorali, processo di rinnovamento che impegna molte diocesi italiane e punta sulla collaborazione tra le parrocchie. «Non può essere una mera risposta organizzativa, ma missionaria – sottolinea Busca –. Lo scopo è garantire vitalità anche a parrocchie più piccole o con poche risorse ministeriali. Ad esempio, se in un paese non ci sono catechisti, è bene che quelli di una parrocchia vicina si mettano a disposizione. Oggi è in atto un forte spopolamento e non si può più immaginare che ogni campanile abbia il suo prete, come in passato. Perciò bisogna unire le forze e condividere progetti».
Altra questione toccata è la tutela dei minori: l’assemblea generale ha approvato le relative linee guida, che riprendono vari interventi tenuti dal Papa negli scorsi mesi. Il testo finale mette in luce alcuni aspetti più delicati: l’ascolto delle vittime; l’impegno per promuovere la protezione dei minori; la collaborazione con l’autorità civile; la trasparenza. «È un tema complesso che, da un lato, coinvolge i minori da tutelare e, dall’altro, i fedeli da confermare nella fiducia al clero. La sensazione comune è che si debba investire molto nella formazione degli operatori pastorali. Si sta diffondendo una cultura della prevenzione che implica stili educativi e modalità di comunicazione per nulla scontate. Si tratta di capire come aiutare a crescere positivamente i bambini e ragazzi che ci sono affidati».
Sul piano degli orientamenti pastorali futuri, l’indicazione data passa per tre parole chiave. Generare, cioè considerare ogni tappa della vita come opportunità per promuovere la fede. Accompagnare, cioè essere comunità fraterne. E integrare: vivere una carità liberante che non solo risponde a un bisogno immediato delle persone più fragili ma le aiuta a essere autonome. «Sono tante le sfide che l’epoca attuale ci pone davanti – conclude Busca –: collaborare con le realtà locali; interpretare il presente; l’animazione della cultura, la condivisione della cittadinanza. Elementi che riguardano tutte le Chiese locali e su cui anche la nostra diocesi di Mantova è chiamata a riflettere.
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