Visto con i nostri occhi
La Chiesa mantovana a convegno
Dal 13 al 20 settembre torna la Settimana. Il tema è «Un tesoro in vasi di creta». Molti gli eventi e le serate nelle Unità pastorali. In Sant’Andrea l’ordinazione di due sacerdoti. Messa in ricordo di don Mattioli
20/07/2020
All’inizio erano le “settimane pastorali”. Dopo la pausa estiva, la Chiesa mantovana si riuniva in Seminario per una full immersion che fungeva sia da corso di aggiornamento che da tema per il nuovo anno pastorale. Il vescovo Carlo Ferrari, padre conciliare, le introdusse nel 1969 e, da allora, con diverse formule e durata, sono giunte fino ai giorni nostri. Ora si chiama “Settimana della Chiesa mantovana” e quest’anno si svolgerà da domenica 13 a domenica 20 settembre. Il tema riprende una frase della Seconda lettera ai Corinzi: «Un tesoro in vasi di creta» (4,7), che vuole richiamare la fragilità della nostra condizione umana, come nel caso dello stato di emergenza sanitaria vissuta in questi ultimi tempi. Al tempo stesso è un invito a considerare la ricchezza, appunto il tesoro, che è dentro il cuore dell’uomo in forza della grazia che deriva dal sacrificio di Cristo sulla croce. È, dunque, un invito alla speranza.
Lo stesso vescovo Marco Busca, durante il tempo pasquale, ha parlato di “crepe” che si aggiustano con l’oro, fessure da cui entra la luce. I vasi di creta esprimono sì la fragilità, ma anche la cura che bisogna avere nel conservarli, perché contengono una grande ricchezza. L’immagine scelta per accompagnare la Settimana è una rielaborazione, a opera di don Valerio Antonioli, del mosaico di Marko Ivan Rupnik presente nella cappella della Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione del Centro Aletti a Roma, e raffigura le nozze di Cana. «C’è un collegamento con il tema dell’anno pastorale appena concluso – spiega don Antonioli –: Cristo viene interpretato come il nuovo sposo e perciò il costato aperto sulla croce e il sangue e l’acqua versati devono ricevere un significato anche dal segno operato nelle nozze di Cana. Acqua, sangue e costato aperto sono infatti la generazione dell’uomo nuovo nel Battesimo, generato dal vero sposo. Dio è fedele, ma l’uomo non mantiene l’alleanza, è fragile, debole come la creta. L’anno pastorale è, dunque, un invito a considerare il tesoro che tutti abbiamo, cioè il dono pasquale della redenzione, a non essere tristi come gli sposi a lato della croce; il vino della gioia c’è».
Eventi diocesani e incontri sul territorio fanno parte del programma della Settimana. Lunedì 14 settembre, nell’aula magna del Seminario, ci sarà un momento di riflessione che prende spunto dalle risposte dei fedeli a un questionario proposto di recente. Martedì 15, il tema della fragilità umana sarà ripreso attraverso la proiezione di film in vari cinema e sale della comunità. Mercoledì 16, in Seminario, invece, è prevista un’assemblea per il clero e i religiosi. Giovedì 17, incontri suddivisi per vicariati, promossi nelle unità pastorali. Venerdì 18, in Sant’Andrea, i mantovani potranno pregare davanti ai Sacri Vasi, esposti per l’occasione. È in calendario anche una Messa in ricordo di don Antonio Mattioli, scomparso di recente: la celebrazione, a cui sono invitati in particolare i sacerdoti, sarà sabato 19, al mattino, a Castel Goffredo. La Settimana della Chiesa mantovana terminerà domenica 20: durante le Messe verrà consegnata la lettera pastorale del vescovo Busca. Lo stesso giorno, alle 17.30, in Sant’Andrea, avverrà l’ordinazione presbiterale di don Michael Cottica e don Matteo Sisti.
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