Visto con i nostri occhi
I numeri parlano: come usiamo i fondi dell’8 per mille
Ecco come sono stati spesi gli 825.000 euro derivanti dall’otto per mille che sono stati assegnati nel 2015 alla nostra Diocesi per le esigenze di culto e di pastorale
06/04/2016

Claudio Giacobbi

“Io di numeri ci capisco poco”. E tuttavia i “numeri” sembrano avere una oggettività che manca a tanti altri modi di descrivere la realtà. Per questo, la legge civile ci chiede di dare un resoconto pubblico “numerico” sui modi con cui sono stati spesi gli 825.000 euro derivanti dall’otto per mille che sono stati assegnati nel 2015 alla nostra Diocesi per le esigenze di culto e di pastorale. Avevamo già assolto, come tutti gli altri anni, al nostro obbligo con il resoconto pubblicato su questo settimanale prima di Pasqua, ma ora mi è stato chiesto di “far parlare quei numeri” e allora ci provo. Anzitutto spiegando i criteri che hanno orientato la ripartizione.
Alla Curia diocesana è stato assegnato un terzo di quei fondi, con lo scopo sostanziale di contribuire a pagare gli stipendi delle persone che svolgono servizi diocesani, sia più immediatamente pastorali, che amministrativi. 100.000,00 euro sono stati poi destinati al mantenimento del Seminario diocesano, per permettergli di assolvere alle sue molteplici funzioni di luogo di formazione teologica, di sede del centro pastorale, di casa per i sacerdoti che più direttamente collaborano con il governo della Diocesi. Altri 100.000,00 euro sono stati assegnati per la copertura delle perdite originate dalla gestione dei mezzi di comunicazione sociale a finalità pastorale: l’informazione non scandalistica non “rende”, e se è cartacea ancora meno. E poi 222.000,00 euro sono stati assegnati ad alcune parrocchie per permettere loro di far fronte a necessità straordinarie. E il terremoto che ha colpito nel 2012 parte del territorio della nostra Diocesi ha rappresentato un esempio di evento straordinario. Altre parrocchie hanno invece richiesto sostegno per affrontare impegni assunti nel passato e che, alla lunga, sono risultati insostenibili. Una maggiore ponderazione nelle scelte è quindi sempre più necessaria e motiva l’adozione di quel decreto generale sugli atti di straordinaria amministrazione che sarà presentato il prossimo 23 aprile, per entrare in vigore il 1° luglio di quest’anno.
Ma alla Diocesi sono stati assegnati anche oltre 740.000,00 euro per finalità caritative, così da consentire al Vescovo di esercitare il proprio compito di favorire e sostenere, nella propria Chiesa particolare, iniziative e opere di servizio al prossimo, avvalendosi del lavoro della “Caritas diocesana”. Parte di questi fondi, come illustrato nel prospetto a suo tempo pubblicato, sono stati impiegati per coprire le spese generali dell’ufficio (100.000,00 euro), oltre che per la redazione di specifici progetti (80.000,00 euro), ad esempio per la riqualificazione di un piccolo fabbricato sito a San Giorgio di Mantova e già utilizzato per il servizio di raccolta di mobilio usato.
Le povertà, oltre ad avere tratti comuni con il mutare dei tempi, si manifestano anche in forme sempre nuove e richiedono pertanto una capacità di ascolto del territorio, per evitare ogni forma di benevolenza alla “donna Prassede” di manzoniana memoria. Da qui i 370.000,00 euro complessivi distribuiti a sostegno dei centri di ascolto di “C.A.S.A. San Simone” a Mantova, di “C.A.S.A. don Luigi Sbravati” a Suzzara, di “C.A.S.A. Marta Tana” a Castiglione delle Stiviere, oltre a quello di Quistello, e alle Associazioni che ne gestiscono le attività. Ma non possiamo dimenticare l’attività che la Caritas sta attuando per la realizzazione di nuove opere di ospitalità, di cui si è avuto un esempio nella riqualificazione di un appartamento a Marcaria, inaugurato sabato 2 aprile, e che ha visto nel 2015 uno stanziamento di 85.000,00 euro. E con i fondi dell’8 per mille si sono poi sostenute iniziative nate dal libero impegno dei fedeli riuniti in associazioni laicali di carità, cui sono stati assegnati 65.000,00.
Non tutto si è detto, ma ora qualcosa di più si può comprendere.
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