Visto con i nostri occhi
La Cresima è un invito a riscoprire tutti i sensi
Nella basilica di Santa Barbara gli incontri tra il vescovo Busca e i ragazzi delle parrocchie. Il sacramento dà slancio al cammino di fede per seguire l’esempio di Gesù ogni giorno
23/04/2019
Il vescovo Marco Busca, accompagnato dal gruppo di volontari del Centro per la pastorale giovanile e vocazionale, nelle scorse settimane ha incontrato i ragazzi delle medie delle parrocchie mantovane che hanno ricevuto il sacramento della Cresima o che lo riceveranno nelle prossime settimane. È un momento di passaggio consolidato per la nostra diocesi. Però, mentre in passato veniva organizzato un evento unico nella basilica di Sant’Andrea, quest’anno si sono svolti tre incontri (23 marzo, 6 e13 aprile), nella basilica di Santa Barbara per gestire meglio l’affluenza. I numeri in effetti sono stati notevoli: hanno partecipato 1.813 ragazzi con i loro educatori, per un totale di 2.211 persone. È mancato il folcloristico “fiume” di giovani che attraversava la città, ma alla fine si leggeva sul volto di chi ha organizzato e gestito i tre eventi tanta soddisfazione, perché gli incontri hanno avuto una maggiore qualità.
Guidati dallo slogan “Follow me”(“Seguimi”, in inglese), i ragazzi si sono ritrovati nell’accogliente cortile del Seminario. Distinti da quattro colori, sono passati da uno stand all’altro dove sono stati invitati a riflettere sul significato dei sensi: la vista, l’udito, il gusto e il tatto, per poi annusare il “profumo” della Parola di Dio nella basilica di Santa Barbara. Dopo aver giocato, ballato e pensato, li ha attesi la gara finale in piazza Castello. Qui sono serviti occhi, orecchie, gambe e braccia per correre e prendere al volo un palloncino gonfiato a elio. Per gli atleti vincitori, uno ogni sabato, il vescovo aveva tenuto in serbo un premio consistente. L’incontro si concludeva con la preghiera nella basilica palatina: il vescovo ha unto le mani degli educatori e ha quindi consegnato uno stick di olio per “profumare” un momento importante in parrocchia.
Sono state giornate significative, che hanno lasciato sensazioni intense nei volontari dell’équipe della Pastorale giovanile dedicata ai preadolescenti. «Ho messo al servizio del Signore la mia passione per la musica – racconta Annamaria Grana, new entry del gruppo – e sono venute in automatico l’energia e la gioia per far arrivare ai ragazzi un messaggio evangelico. Vederli ballare, battere le mani e sorridere mi ha riempito di orgoglio. Dopo questa esperienza, non esiterò a farne altre. Mi sento di lanciare un invito agli educatori nelle parrocchie: lasciate il giusto spazio all’energia dei ragazzi! Noi giovani, se stimolati nel modo giusto, sappiamo tirare fuori una creatività immensa e siamo pieni di sorprese».
Nelle parole di Pietro Levoni si coglie tutta l’importanza di essere al fianco dei ragazzi e accompagnarli nel loro percorso cristiano: «Ho preso parte alla preparazione dell’intero percorso quaresimale – spiega – e considero un onore aver collaborato con persone che hanno a cuore i ragazzi, un piacere cercare di trasmettere il senso e il bello dell’essere cristiani. L’evento è stata la splendida e gustosa “ciliegina sulla torta”. Sui volti dei ragazzi si è vista la felicità di averci accanto: qualcuno ha pure trovato il coraggio di dircelo. Ricordo agli educatori che la proposta della purificazione dei sensi è rivolta sì ai ragazzi, ma prima ancora a noi adulti. Il team della Pastorale giovanile e vocazionale è sempre a vostra disposizione: chiedete aiuto. Altrimenti ha poco senso esserci incontrati solo un sabato per riflettere sui sensi».
«La preparazione dell’evento è stata una sfida stimolante – commenta Mirco Nodari–. Non è facile trovare linguaggi adatti a ragazze e ragazzi delle medie: bisogna essere capaci di farsi ascoltare senza stancare, di essere al loro livello senza banalizzare. Ben vengano dunque balli, enigmi, quiz per parlare di Gesù e comunicare la gioia del Vangelo. Ho vissuto l’evento con tanta emozione. Consiglio agli educatori di continuare, con lo stesso impegno profuso per questo evento, a cercare il “senso” della vita e illuminare così la strada dei ragazzi che stanno accompagnando».
Accanto ai giovani volontari c’era anche qualche adulto, come Alessandra Arioli: «Ho vissuto questa esperienza come una grazia –racconta –. Il Signore mi ha chiamata a essere un suo strumento per aiutare i ragazzi ad amarlo e così mi ha anche stimolato a riflettere, a pregare e a mettermi in gioco. Partecipare all’incontro del vescovo con i cresimandi, contribuendo a realizzarlo insieme a tante altre persone appassionate e felici di lavorare per il Signore, mi ha regalato una grande carica di energia e di entusiasmo».
Accanto all’équipe che ha progettato e diretto l’evento c’erano anche i volontari della Pastorale giovanile: abili, umili, disponibili servi dei grandi eventi diocesani, che passano dalla chitarra per suonare alla scopa per cancellare i segni lasciati dall’“orda” dei partecipanti. E c’era anche lo staff dirigenziale dell’Anspi che quest’anno ha triplicato l’impegno. Facevano parte del gruppo anche Marco Fontana che ha scattato centinaia di foto e la moglie Chiara Borsari. Occupata, tra l’altro e senza successo, ad addormentare la piccola Anna, in grembo. Si sono viste anche tante suore e qualche prete. Grazie all’eccezionale disponibilità del vescovo Marco e degli educatori che hanno accompagnato i ragazzi.
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