Mantova cultura 2017
La demolizione del ghetto ebraico
Una mostra in Santa Maria della Vittoria ripercorre le tappe che portarono al riassetto urbanistico
14/09/2016
Nel mese della cultura ebraica, la mostra “La città scomparsa. La demolizione del ghetto ebraico di Mantova” viene inaugurata giovedì 15 settembre alle ore 17. L’allestimento, a ingresso libero fino al 16 ottobre, trova spazio nella Chiesa sconsacrata di Santa Maria della Vittoria, fatta erigere tra il 1495 e il 1496 sul luogo ove sorgeva la casa del banchiere ebreo Daniele Norsa. Uno schermo proietta immagini a ciclo continuo assieme alle fotografie di Luigi Briselli, mentre un sottofondo di musica tradizionale accompagna i visitatori. Diciotto sono i pannelli dove si alternano testo e immagini, cui si aggiungono tre teche contenenti alcuni documenti originali conservati nell'Archivio Storico Comunale, attraverso i quali si ripercorrono le vicende che, in circa cento anni, portarono alla scomparsa di una parte architettonica di rilevanza per la storia mantovana.

Il percorso espositivo - su progetto di Claudia Bonora Previdi e Marida Brignani, curato da Sebastiano Bertoni con la grafica di Guido Bazzotti - è suddiviso in cinque sezioni. La prima, racconta la nascita, nel 1610-12, de “Il ghetto, una città nella città”, fino alla fine del XIX secolo quando, dopo l'aggregazione di Mantova al Regno d'Italia, si dette il via alla riqualificazione urbana. “Igiene e decoro: le ragioni del risanamento” spiega le motivazioni dei provvedimenti riguardanti l'assetto difensivo e idraulico. “I primi significativi interventi nell’area del ghetto” è una cronistoria dei progetti dal 1880 al 1908, corredata da atti amministrativi e da documenti cartacei risalenti al 1904. Questa sezione è suddivisa in tre momenti: “Nuove vie attraversano il ghetto”, “Piazza Sventramento”, “Perdere le botteghe e ritrovare la Rotonda”.

Si passa poi alla quarta sezione, ovvero “Dall’isolamento a un progetto di centralità” per analizzare le ipotesi di riuso e di valorizzazione dell’area. Anche questa parte è divisa in tre episodi che vanno dal 1909 al 1961: “Nuovi servizi per la città”, “Il piano edilizio e di risanamento del ghetto del 1935” e “Nuovi piani regolatori: nel ghetto si demolisce ancora”. Infine, la quinta sezione è intitolata
“Vecchio e fatiscente o di valore storico-artistico?” e induce alla riflessione sulla corrente di pensiero creatasi circa nel 1970, riguardante il recupero e il restauro di elementi significativi del tessuto urbano antico. Due sono le parti che propongono temi e immagini dal 1977 ai giorni nostri: “Tra demolizione e conservazione” e “Tracce del ghetto oggi”.

L'iniziativa, voluta dall’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, si avvale della collaborazione dell'Archivio Storico Comunale e di materiali provenienti dall’Archivio di Stato, dalla Biblioteca “Baratta”, dalla Biblioteca Teresiana e da raccolte private e si realizza con il patrocinio del Comune e della Comunità Ebraica di Mantova.

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