Visto con i nostri occhi
La diocesi punta all'ascolto
Il vescovo si è recato in visita alla Rems di Castiglione e per i prossimi giorni ha in programma altri incontri, al reparto di cure palliative e in carcere. Esperienze specifiche nelle varie comunità parrocchiali
18/12/2017
I ciechi, gli ospiti della Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems di Castiglione delle Stiviere), gli amministratori comunali e quanti sono impegnati nel “sociale”. Sono le persone che il vescovo Marco Busca ha incontrato negli ultimi giorni. Nella sua lettera pastorale Generati in Cristo, nostra vita, il vescovo aveva lanciato una proposta: «Durante il tempo di Avvento, mettiamo in cantiere una Settimana dell’ascolto (possibilmente la terza) in cui tutte le comunità della diocesi sospendano le diverse attività per concentrarsi sull’ascolto, che è dimensione fondamentale della nostra fede: ascolto della Parola, ascolto dei fratelli, ascolto della propria coscienza».
L’ascolto, dunque, al centro dell’attenzione. Il vescovo si è mosso per primo, andando in cerca di situazioni fragili o problematiche; ma anche le parrocchie – come vedremo – hanno accolto i suoi suggerimenti. Nell’intervista che ci ha rilasciato, il vescovo Marco cita Paolo VI, che nell’enciclica Ecclesiam suam significativamente scrive: «Tutto ciò che umano ci riguarda». E aggiunge: «Gesù Cristo ha incontrato la persona, è questa la profezia della Chiesa. L’altro mi arricchisce, è rivelazione della presenza di Dio. Gesù è stato mandato ai poveri, coloro che hanno maggiormente bisogno di redenzione. Il Vangelo dev’essere calato nell’esperienza delle persone, con un primato della vita rispetto alle strutture».
Per il vescovo, l’esperienza più forte di ascolto è stata quella alla Rems di Castiglione, struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali. «Gli ospiti mi hanno posto molte domande – dice – e ho capito che in loro c’è un’esigenza di redenzione. Dal male, Dio può ricavare degli elementi per una storia nuova. Ho parlato loro ricorrendo ad alcuni esempi: il fuoco dell’amore brucia anche con il legno dei nostri errori; la perla si forma attorno a un corpo estraneo entrato nel mollusco».
Oltre a far riferimento a Paolo VI, il vescovo Marco ricorda anche un’espressione di Giovanni Paolo II, il quale aveva definito l’episcopato «sacramento della strada». Nei prossimi giorni, il vescovo ha in programma altri “appuntamenti di ascolto” con realtà importanti: lunedì 18, nel pomeriggio, egli visita il reparto delle cure palliative presso l’ospedale “Carlo Poma” di Mantova; martedì 19, alle 16, celebra l’Eucaristia con gli anziani della fondazione “Mazzali” e visita la struttura, in città; mercoledì 10, in mattinata, incontra gli adulti del centro disabili “Valentini” di Mantova; il mattino della vigilia di Natale lo trascorre in carcere, con la celebrazione della Messa e l’amministrazione di alcune Cresime.
L’impegno dell’ascolto ha coinvolto anche la Caritas diocesana, i cui responsabili nei giorni scorsi hanno incontrato la “Scuola senza frontiere” di Mantova, frequentata da quindici immigrati. Pure le parrocchie si sono impegnate, in varie direzioni. Ad Asola, i dodici “gruppi d’ascolto” presenti in parrocchia si sono confrontati sulla lettera pastorale del vescovo. Tre le iniziative nell’Unità pastorale di Curtatone: un confronto a più voci sul tema dell’ascolto presso il monastero delle Clarisse, la visione di un film, una lectio divina con musica e immagini in calendario il 19 dicembre, a Montanara.
Nella settimana dall’11 al 15 dicembre, a Ostiglia, tutte le sere, nella chiesa parrocchiale, un sacerdote era disponibile per il dialogo spirituale e il sacramento della Confessione. A Pegognaga, il 22, una serata per i giovani, con meditazione della Parola di Dio e ascolto di testimonianze. La Settimana dell’ascolto, a Suzzara, è contraddistinta dall’approfondimento del tema, nelle case, con la partecipazione di catechisti, genitori, animatori e altre persone, sospendendo ogni altra attività.
Infine, nell’Unità pastorale di Sermide, i sacerdoti si sono impegnati ad ascoltare, uno a uno, i loro collaboratori più stretti. Ieri, in chiesa, a Sermide, è stato predisposto un “percorso” specifico, che prevedeva l’ascolto di una canzone, la visione di un video e la possibilità di accostarsi al sacramento della Confessione. Inoltre, sono stati predisposti diversi sussidi, a seconda delle fasce d’età (bambini, giovani, famiglie e anziani) per favorire delle occasioni d’ascolto. Un sussidio è stato distribuito a tutte le famiglie dell’Unità pastorale di Curtatone (circa un migliaio), con un titolo significativo AAA: Ascolto, Avvento, Argilla, perché – afferma il profeta Geremia – noi siamo come argilla nelle mani del vasaio, che è Dio.
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