Visto con i nostri occhi
La Festa del lavoro in un'epoca di cambiamenti
Il Primo maggio è l'occasione per una riflessione profonda sul contesto attuale
27/04/2017
«Nel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale – afferma papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium (n. 192) – l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita». In questa prospettiva di impegno della Chiesa, quale significato assume la festa del 1° maggio, oggi? Prima di tutto vogliamo stare vicini a quanti soffrono per aver perso il lavoro o perché non riescono a trovarlo, ma vogliamo anche aprire processi che impegnino le comunità cristiane e la società civile a rimettere il tema al centro delle preoccupazioni quotidiane.
Nelle società moderne, il lavoro è soggetto a un cambiamento continuo. Negli ultimi anni esso è cambiato così in fretta da rivoluzionare stili di vita e modelli etici. Si tratta di mutamenti che sono portatori di grandi domande di fondo. Per esempio, che cosa significa lavoro? Quali devono essere i diritti e i doveri del lavoratore? E ancora: come sconfiggere la disoccupazione e quale formazione continua garantire?
Come in tutti i cambiamenti epocali, anche al tempo dell’Industria 4.0 è compito delle forze sociali trovare forme di tutela efficaci per il “lavoro degno”. Per gestire le nuove forme di lavoro sarà necessario, per il lavoratore, avere un equilibrio umano e spirituale solido; il Lavoro 4.0 va considerato con grande attenzione, senza mai ridurlo a logiche economicistiche. Occorre un impegno per trovare soluzioni concrete anche al nostro territorio, al fine di rendere ragione della speranza che è in noi, in vista delle soluzioni per la dignità della persona (per quelle che hanno perso il lavoro a 50 anni) e per il bene comune.

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