Mantova cultura 2017
La musica ebraica mantovana dal Seicento a oggi
Concerto in Palazzo Ducale con le composizioni di Finzi, Norsa, Campiani. Rossi, Castagnoli
25/09/2016
L’Associazione Culturale Pietro Pomponazzo presenta il concerto “La musica ebraica dei compositori mantovani dal Seicento alla contemporaneità”. Domenica 25 settembre alle ore 17, nella Sala di Manto di Palazzo Ducale, “Adon ‘Olam" vede impegnati la Schola Cantorum Pomponazzo, Il Coro Polifonico Polironiano di San Benedetto Po, i Cantori del Mattino di Noceto (PR) diretti da Marino Cavalca e Davide Nigrelli. A tenere le note introduttive, Peter Assmann, Direttore del complesso museale, e il musicologo Stefano Patuzzi.

Il concerto, facente parte di “Mantova Ebraica”, è ricco di brani strumentali e corali che spaziano dal Seicento di Salomone Rossi, “Il mantovano hebreo”, al contemporaneo, all’ottocento “lirico”. Nel corso del pomeriggio viene inoltre presentata una matrice a stampa (shiviti) di rara bellezza, con testi in ebraico su modello antico.

Il programma è suddiviso in periodi. Il Contemporaneo: di Giulio Castagnoli, dai “Quattro Poemetti” per violoncello solo - Dal Tedesco - Dal Greco - Kaddish (2011) per violoncello solo - Tre canti ebraici (1995) per due violoncelli, scritti per il quinto centenario della Comunità Ebraica di Casale Monferrato. L’Ottocento lirico: di Lino Finzi - Vaikhullu (dal secondo capitolo della Genesi); di Vittorio Norsa - Veshamru (da Esodo 31: 16,17); di Ruggero Manna - Hashkivenu (benedizione successiva alla Shemà); di Anonimo - She’anachnu; di Lucio Campiani - Mizmor leDavid (salmo 29). Il Seicento: di Salomone Rossi - Lamnatzeach, binghinot (Salmo 67) - Barekhu (Lodate Dio) - Adon ‘Olam (Signore dell’Universo).

Il compositore Giulio Castagnoli vive a Casale Monferrato ma è figlio del fisico mantovano Carlo Castagnoli. Nel corso della sua carriera ha dedicato grande attenzione al violoncello così come frequentemente ha tratto ispirazione da modi musicali della tradizione musicale ebraica. Il Kaddish del 2011 è il più recente dei brani per cello solo. L'antichissima preghiera ebraica rivisitata, propone il melos, collazionato a partire da numerose fonti, affidato all'arco che ha per freccia la voce quasi umana del violoncello. I Tre Canti Ebraici si ispirano ai canti raccolti da Sergio Liberovici nei primi anni del secondo dopoguerra direttamente dalla viva voce degli scampati ai Lager nazisti.

Lino Finzi, Vittorio Norsa, Lucio Campiani, sono alcuni degli autori di molti degli spartiti manoscritti conservati nell'archivio della Comunità Ebraica di Mantova, miracolosamente sopravvissuto alle distruzioni della II Guerra Mondiale. A partire dal 1843 si costituì a Mantova una Scuola corale israelitica avente come docenti i maestri citati. Le composizioni sono da considerarsi “pezzi unici” in quanto non esistono copie manoscritte o stampate. Molte si ispirano a momenti di vita ebraica; altre, come quelle proposte in questo programma, sono relative a salmi biblici. Salomone Rossi, musicista ebreo mantovano fu a servizio dei duchi Gonzaga come violista e come compositore. Fra il 1622 e il 1623 stampò a Venezia la raccolta “I canti di Salomone”, primo esempio noto di canti ebraici polifonici.

La Schola Cantorum “Pomponazzo”, diretta da Marino Cavalca, da alcuni anni si dedica in particolare alla ricerca d'archivio perseguendo l'obiettivo di valorizzare e far conoscere al vasto pubblico aspetti della cultura musicale legati a momenti della Storia locale e generale. Il Coro Polifonico Polironiano di S.Benedetto Po (Mn) e i Cantori del Mattino di Noceto (Pr), diretti da Davide Nigrelli, sono impegnati in particolare nel Servizio Liturgico facendo tesoro del patrimonio sacro della tradizione occidentale e studiando prevalentemente testi gregoriani.



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