Visto con i nostri occhi
La nuova vita di don Leonelli: ora la strada porta al servizio
In passato ha lavorato nel settore dei trasporti, poi ha sentito la «chiamata» del Signore grazie anche all'esperienza vissuta a Telepace. Il 19 maggio è stato ordinato prete a Verona
04/06/2018
«Ho 42 anni e facevo l’autista di autobus – spiega don Daniele Leonelli –. Fin da giovane, a 16 anni, frequentavo il Centro volontari della sofferenza: ho partecipato a diversi pellegrinaggi a Lourdes e a dei corsi di esercizi spirituali. In occasione di una di queste esperienze ho incontrato don Claudio Savio: per me è stato un dono del Signore».
Don Savio è il direttore di Telepace, a Roma. Ed è stato grazie all’aver frequentato gli ambienti dell’emittente televisiva cattolica, in particolar modo don Guido Todeschini, che il giovane Daniele – originario di Canneto sull’Oglio – inizia un cammino di discernimento. Nel 2013 lascia il lavoro ed entra nel Seminario di Verona. Dapprima compie gli studi filosofici, poi quelli teologici, fino all’ordinazione sacerdotale, avvenuta nel pomeriggio del 19 maggio scorso nella Cattedrale di Verona, per l’imposizione delle mani del vescovo Giuseppe Zenti. Il giorno dopo, solennità di Pentecoste, don Daniele celebra la prima Messa nella chiesa parrocchiale di Canneto.
Don Daniele è stato ordinato insieme ad altri nove preti: sette diocesani e due appartenenti a congregazioni religiose. Il nuovo sacerdote nativo di Canneto, domenica 27 maggio ha presieduto l’Eucaristia a Valeggio sul Mincio, la parrocchia in cui svolgerà il suo servizio come vicario. È stata una giornata di festa per lui e per la comunità. Lo stesso clima di gioiosa partecipazione e di ringraziamento al Signore per il dono del sacerdozio aveva contraddistinto la Messa del 20 maggio, a Canneto.
Con don Daniele hanno concelebrato il parroco don Alfredo Rocca, quello di Valeggio, don Paolo Zuccari, il vicario parrocchiale di Castel Goffredo, don Matteo Palazzani, e don Claudio Savio. Sono intervenuti anche il diacono permanente Ivan Arienti e alcuni seminaristi di Mantova e Verona.
«La comunità cannetese si è stretta attorno a don Daniele durante una celebrazione festosa e raccolta – dice il parroco don Rocca –, alla presenza di parenti e amici, e la festa si è prolungata nel pranzo organizzato nel teatrino parrocchiale. Da molti anni non si vedeva un sacerdote originario del paese: gli ultimi sono stati don Carlo Ziliani e don Fulvio Ghisini». Aggiunge il parroco di Canneto: «La comunità si impegna ad accompagnare con la preghiera don Daniele e tutti i sacerdoti affinché il loro servizio sia secondo il cuore di Cristo».
Dopo aver ricordato l’importanza dell’esperienza maturata negli ambienti di Telepace, don Daniele sottolinea anche che, per lui, sono stati significativi i momenti vissuti come assistente nel Seminario minore di Verona e gli impegni pastorali nelle comunità di Valgatara, Marano, San Rocco e Valeggio. «Mi sono serviti per capire meglio come funziona una parrocchia, le varie attività, le problematiche che un prete può incontrare – conclude –. Ma, soprattutto, per rendermi più consapevole riguardo al ministero presbiterale».
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