Visto con i nostri occhi
La raccolta differenziata deve puntare sulla qualità
Parla Anzio Negrini, direttore di Mantova ambiente (gruppo Tea): «Bisogna far sapere che più il rifiuto è pulito e meno costa lavorarlo»
21/01/2019
Lo scorso dicembre, la Provincia di Mantova ha presentato il rapporto su rifiuti urbani e raccolta differenziata nel territorio con i dati relativi al 2017. Un risultato, quello dell’86,83% relativo ai rifiuti raccolti in modo separato dai cittadini della provincia ancora più consistente rispetto al 2016, che ci conferma al primo posto in Lombardia, dieci punti percentuali maggiori rispetto a Cremona (78%) che si è piazzata al secondo posto.
Ma che cosa avviene, dopo? Che fine fanno questi prodotti, che mercato hanno, come vengono riciclati e dove?
Abbiamo girato queste e altre domande ad Anzio Negrini, direttore di Mantova Ambiente, società del Gruppo Tea che gestisce il servizio di igiene urbana in 49 comuni.
In un anno, i mantovani hanno differenziato qualcosa come 180mila tonnellate di rifiuti. Qual è il passo successivo di questa notevole mole di “scarto utile”?
I materiali vengono principalmente riciclati attraverso la rete dei Consorzi obbligatori di filiera attivi in Italia, i quali indicano gli impianti che si occupano del recupero di questi materiali, che vengono reimmessi sul mercato per ritornare nei vari cicli produttivi. Ragioni di carattere logistico e ambientale fanno preferire gli impianti più prossimi al luogo di raccolta. Per quanto ci riguarda, parte della carta raccolta viene riciclata in una cartiera attiva a Maglio di Goito, l'umido è trasformato in compost di qualità nell'impianto di compostaggio a Pieve di Coriano e in quello di Biociclo a Castiglione delle Stiviere, entrambe società di proprietà pubblica.
Da gennaio 2018, a seguito del blocco delle esportazioni di carta e plastica verso la Cina si è avuto un fortissimo deprezzamento di questi materiali. A distanza di un anno, la situazione com’è?
Va da sé che i ricavi contribuiscono a calmierare la tariffa richiesta al cittadino per la copertura del servizio di igiene ambientale. Ora il mercato sembra avere una timida ripresa soprattutto dovuta alla richiesta di carta proveniente dal resto di Europa, ma il problema della plastica rimane a livello mondiale in tutta la sua gravità.
Quali sono le condizioni per fare in modo che differenziare convenga non solo all'ambiente e alla salute, ma anche al portafoglio dei cittadini?
I costi di selezione, comunque necessari a valle della raccolta differenziata, aumentano e i costi di smaltimento dei rifiuti che “sporcano” le raccolte dei singoli materiali sono lievitati fortemente. Per questa ragione diventa sempre più importante la qualità dei materiali raccolti separatamente, prima ancora della quantità. Più il rifiuto è “pulito”, meno costa lavorarlo.
Il senso civico di un territorio si misura anche da come i cittadini si adoperano per contribuire a rispettare l'ambiente: i mantovani sono quindi virtuosi o è solo una questione di sanzioni da evitare?
La sensibilità dei mantovani è molto aumentata, ma una funzione "educativa" importante deve essere riconosciuta al sistema di tariffazione adottato che sempre più mira a distinguere i comportamenti dei singoli, cercando di riconoscere i virtuosi, separandoli da quelli più “disinvolti”.
Le statistiche di solito ci danno i valori aggregati, ma ci sono differenze sostanziali nei numeri tra la raccolta svolta dai cittadini e quella praticata delle aziende?
Si tratta sempre di risalire alla sensibilità del singolo per comprendere la qualità dei comportamenti. Il sistema di raccolta separata dei rifiuti è a regime quando l'utente si comporta con degli automatismi davanti alla produzione del suo rifiuto, sia esso domestico o produttivo. Allo stesso modo fa l’azienda, quando scopre che costa meno spendere 30 minuti al giorno per indirizzare quanto più materiale possibile verso il riciclaggio, rispetto a smaltire tutto il rifiuto prodotto come indifferenziato.
Per concludere, un tema spinoso: la malavita organizzata ha spesso utilizzato il ciclo dei rifiuti per i suoi affari. Come ci si può difendere da questo rischio?
Semplicemente dotandoci di impianti che per qualità e potenzialità risultino in grado di fronteggiare il problema dei rifiuti che ancora non riusciamo a riciclare, impianti detenuti e gestiti dalla mano pubblica che, per quanto vituperata, rimane ancora un argine ai comportamenti criminali che tante volte hanno toccato il mondo dei rifiuti.
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