Visto con i nostri occhi
La regina dell'ambiente non riesce a respirare
Resta alta l'attenzione sul tema della qualità dell'aria. Il 50% delle polveri sottili proviene dal traffico automobilistico e dal riscaldamento domestico
06/11/2017
Negli ultimi giorni, in città, abbiamo assistito a blocco del traffico, sblocco del traffico, risalita dei valori di inquinamento oltre i limiti, manifestazioni in consiglio comunale e di piazza contro l’inceneritore, divulgazione di dati allarmanti… Si può dire che tira una brutta aria a Mantova!
L’attenzione della politica e soprattutto dei cittadini su questo argomento è sempre molto alta: è un dato incoraggiante, che testimonia l’interesse della comunità su uno dei problemi di più difficile soluzione.
Novità di questa settimana, un articolo apparso sul Sole 24 Ore che, citando uno studio di Legambiente, titola “È Mantova la regina dell’ambiente”. Aa leggere i parametri presi in esame, risulta che la città reagisce bene (con ciclabili, aree pedonalizzate, raccolta differenziata, alberi…) nonostante la condizione svantaggiata di partenza, ovvero la sua posizione al centro di quella pianura Padana dove lo smog ristagna per buona parte dell’anno.
I cittadini vagano tra queste notizie contrastanti sulla qualità della vita e dell’aria che respirano. Cercando di capirci qualcosa, andiamo con ordine. Partiamo dai dati dell’Arpa e di cos’è Arpa.
L’Azienda regionale per la protezione dell’ambiente, dice il sito, «affianca le istituzioni regionali e locali in molteplici attività: dalla lotta all’inquinamento atmosferico e acustico agli interventi per la tutela delle acque superficiali e sotterranee, dal monitoraggio dei campi elettromagnetici alle indagini sulla contaminazione del suolo e sui processi di bonifica». Inoltre interviene in diversi processi autorizzativi. Le centraline di rilevamento (in città ce ne sono ben cinque!) raccolgono i dati che vengono poi analizzati.
Il blocco del traffico (che va detto: percentualmente non risolve nulla) è regolamentato dalla Regione sulla base dei dati Arpa attraverso parametri oggettivi, spesso concordati con gli enti locali.
I dati di Arpa Lombardia, ancora in gran parte inediti, relativi alla qualità dell’aria in provincia di Mantova nel 2016, indicano una sostanziale stabilità per quel che riguarda le principali fonti di inquinamento rispetto agli anni precedenti. La qualità dell’aria, pur essendo generalmente bassa (l’assenza di venti non favorisce il ricambio), conferma una tendenza a un lento miglioramento in atto da almeno un ventennio. Rimangono alcune situazioni critiche per quanto riguarda il Pm10 (polveri sottili) e l’azoto, per i quali si sono superati per molti giorni i valori limite. Le principali cause dirette di emissione del Pm10 sono il traffico veicolare e il riscaldamento domestico, in particolare quello a legna, che contribuiscono complessivamente per il 50%. L’industria concorre per il 20% circa. L’agricoltura per il 12% in maniera diretta, ma a questa percentuale andrebbe aggiunta l’emissione di ammoniaca: per il 98% proviene dall’attività agricola e una volta in atmosfera, per effetto di processi chimico-fisici, si trasforma in polveri sottili.
Nel 2016, in provincia, sono state emesse nell’aria 4.764 tonnellate di polveri sottili e 21.379 tonnellate di ammoniaca. Su questi fattori bisognerà incidere nei prossimi anni per migliorare l’aria che respiriamo.
C’è poi la faccenda relativa al termovalorizzatore della Cartiera Burgo. Autorizzato nel 1999 attraverso la “Valutazione di Compatibilità Ambientale”, che era l’equivalente dell’attuale “Valutazione di Impatto Ambientale” (VIA), è rimasto in funzione dal 2000 al 2013. Come combustibile utilizzava i fanghi di disinchiostrazione: la carta da macero che entrava in cartiera veniva sbiancata attraverso un processo chimico che separava la carta da tutti gli inchiostri utilizzati nella stampa. Il risultato di questa lavorazione era un fango ricco di metalli (ad esempio il piombo) e dei prodotti chimici necessari per sbiancare la carta (come il cloro). Tutto questo finiva bruciato nel termovalorizzatore per produrre energia e calore. Oggi Pro-Gest non ha più bisogno di disinchiostrare la carta riciclata che entra nel ciclo produttivo, ma separa questa carta da tutti i materiali diversi mescolati a essa (basti pensare alle plastiche delle finestre delle buste commerciali). Questi “impurità” compongono il pulper e sono il combustibile del nuovo termovalorizzatore. La Burgo era autorizzata a produrre energia e calore bruciando fino a 80mila tonnellate all’anno di fanghi, la Progest è oggi autorizzata a bruciarne 39mila di pulper, utilizzando per giunta le migliori tecnologie disponibili, sicuramente più efficienti di quelle autorizzate quasi vent’anni fa. Per dare una scala di valori, il termovalorizzatore della Progest potrà emettere al massimo 500 chili di polveri sottili all’anno mentre la centrale elettrica di Sermide fino a poco tempo fa emetteva circa 800 tonnellate di polveri sottili l’anno.
Per avere un ulteriore metro di paragone, il traffico veicolare giornaliero in città è di 110mila autovetture, che in un anno emettono polveri per oltre 15mila chilogrammi.
Viene da pensare che faccia più paura l’ombra di una ciminiera di un oceano di veicoli in lentissimo movimento.
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