Visto con i nostri occhi
La ripresa è a rischio nelle scuole paritarie
Tra le possibili ripercussioni del coronavirus c’è il forte calo di iscritti per il prossimo anno. Senza un intervento tempestivo del governo quasi un terzo delle realtà potrebbe chiudere
04/05/2020
Dal settembre prossimo potrebbe non suonare più la campanella nel 30% delle scuole paritarie. Se il governo non interviene tempestivamente, verrà ridimensionato il Servizio nazionale di istruzione che è composto dalle scuole pubbliche sia gestite direttamente dallo Stato che da enti laici o religiosi.
In questo caso parliamo di scuole paritarie che pur rispettando precisi standard formativi, riconosciuti dall’autorità ministeriale, si caratterizzano per il loro specifico orientamento culturale e religioso. Esse sono in gran parte rivolte all’infanzia e alla scuola primaria. Non sono a fine di lucro e per questo non si devono confondere con quelle private. Il rischio è che l’attuale crisi economica generi una diminuzione degli iscritti. Questo avrebbe un enorme peso sul futuro delle scuole paritarie che per coprire le spese fisse e gli stipendi del personale, oltre ad un minimo contributo statale, fanno riferimento a una retta mensile.
Questa situazione che si è venuta a creare con il coronavirus viene confermata da Licia Magnani, presidente dell’associazione scuole materne mantovane aderenti alla Fism nazionale. «Per iniziare a settembre avremo bisogno di un intervento speciale del governo – spiega –. Spero che prevalga una visione lungimirante che tenga conto sia della libera scelta delle famiglie verso i valori cattolici come del sostegno che stiamo dando al bilancio dello Stato: l’ultimo squillo della campanella in molte scuole paritarie, infatti, coinciderebbe con un aggravio per i contribuenti».
Licia Magnani come coordinatrice per l’infanzia al “Redentore” di Mantova ne è convinta. «Lo Stato sta spendendo molto meno per uno studente delle paritarie – aggiunge – rispetto a ciò che versa per chi frequenta la scuola statale. Occorre pensare che in Italia sono migliaia le scuole paritarie con moltissimi studenti e di conseguenza con decine di migliaia di persone, tra insegnanti e personale scolastico, che si preoccupano della loro formazione. Uno spostamento massiccio di studenti verso gli istituti statali comporterebbe un maggior onere per lo Stato: si parla di miliardi di euro l’anno in più, per coprire le richieste di tanti bambini dell’infanzia, attualmente iscritti nelle scuole paritarie. E non è solo un problema di riorganizzazione del lavoro in classe ma anche di riqualificazione degli spazi scolastici».
A Mantova sono 25 le scuole paritarie. L’azione educativa coinvolge circa 1.376 bambini dai 3 ai 6 anni; inoltre sono 107 i dipendenti, tra docenti e collaboratori scolastici. «Per garantire continuità agli istituti paritari – dichiara Licia Magnani – il governo dovrebbe erogare sussidi per l’iscrizione e riconsiderare la detraibilità integrale delle rette per l’anno 2020–2021». Abbiamo interpellato anche Giovanni Rodelli economo della diocesi e amministratore del Collegio delle Vergini di Castiglione delle Stiviere. Con i suoi 81 iscritti all’infanzia e 159 alla primaria, «la nostra scuola è molto conosciuta – sottolinea Rodelli – anche perché proponiamo varie attività pomeridiane: sportive, culturali come lo stesso catechismo. Siamo molto preoccupati pensando alla prossima riapertura a settembre. Le risorse sono poche e non possiamo aumentare le rette scolastiche. Non conosciamo ancora quanti interventi dovremo fare per mettere in sicurezza la scuola: per noi sarebbe un problema la riqualificazione degli spazi per rispondere a un aumento delle classi. Le famiglie ci chiedono garanzie per il futuro che a tutt’oggi non riusciamo a dare. L’attesa pesa perché è ricca d’incognite. In questa fase avremmo bisogno di un fondo straordinario per coprire le spese più urgenti».
Rita Catalano Cerutti è, invece, direttrice alla scuola materna “Farinelli” di Governolo, gestita dalla diocesi di Mantova. «L’anno prossimo avremo 60 bambini iscritti all’infanzia – afferma –. Da anni siamo un punto di riferimento per le famiglie di Governolo e delle zone limitrofe. Sono convinta che molti genitori ci stiano premiando per la ricca offerta di servizi: abbiamo anche una cucina interna. Sono ottimista sul riavvio delle lezioni perché possiamo contare sull’aiuto di molte persone. Mi sento come gli imprenditori locali che fanno grandi sacrifici pur di non chiudere: noi cerchiamo di offrire valide alternative alle famiglie».
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