Visto con i nostri occhi
La «Santiago lombarda», via tra fede e solidarietà
Parte il progetto di un itinerario alla scoperta di tre figure di autentica santità: Luigi Gonzaga, Angela Merici e la clarissa Paola Montaldi. L'esempio è il pellegrinaggio verso Compostela
04/06/2018
Una proposta per un nuovo sentiero tra fede e solidarietà nasce sulle colline moreniche: tra gli ideatori e promotori i diversi Comuni dell’Alto Mantovano. Un nuovo tragitto che abbia in sé il senso religioso della scoperta e della conoscenza di tre santi: sant’Angela Merici di Desenzano del Garda, la beata Paola Montaldi di Volta Mantovana e san Luigi Gonzaga di Castiglione delle Stiviere.
L’idea del percorso arriva forse per caso o forse per dono all’onorevole Gastone Savio, solferinese e presidente della Pro loco. «L’idea nasce da un’intuizione sull’aereo al ritorno dal cammino di Santiago de Compostela – racconta Savio –. Ho percorso con mia figlia i 110 chilometri per convalidare il cammino e mentre ne ammiravo i paesaggi pensavo ai nostri. Le colline moreniche mantovane non hanno nulla da invidiare ai boschi pirenaici e i tre santi, che sono territorialmente ai tre vertici del cammino, hanno la stessa forza dell’apostolo san Giacomo come guide di fede per il pellegrino». Una “Santiago lombarda” che risulta essere la prima ideata per la regione, perché, come ricorda sempre Savio, «la via Francigena non può definirsi propriamente legata alla nostra regione prevedendone solo una tappa».
Il “Cammino di fede e solidarietà” dell’Alto Mantovano però muove i suoi intenti anche verso il concetto di pietà che trasferisce l’amore che i santi avevano verso Dio all’amore verso il prossimo. Qui si innesta l’altro scopo del tragitto: ricordare le azioni solidali della Croce Rossa: «Si completa il significato del cammino con l’essenza della solidarietà legata all’idea della Croce Rossa, della Convenzione di Ginevra, di Henry Dunant, che fu ispirato dalla sensibilità del popolo verso i feriti della battaglia di Solferino (1859), portati nei vari paesi».
Da questa idea, Savio ne delinea con più precisione i passi da muovere per realizzare il progetto. «Cominciai a contattare i parroci, le suore Orsoline, padre Luigi Mostarda, rettore della basilica castiglionese di San Luigi, e fratel Moreno dell’eremo della Ghisiola, fino all’opportunità che mi si presentò di essere ricevuto dal Santo Padre per illustrargli l’idea del Cammino. Incontrai i sindaci interessati trovando in tutti favorevole disponibilità». Savio si mette in contatto anche con altri enti che reputa importanti per la buona riuscita del progetto, per poi rendersi conto che la collaborazione era il modo migliore per portare alla creazione del percorso. «A questo punto ho ritenuto che dovesse essere un ente a portare avanti l’iniziativa, troppo grande per un uomo solo e anche per un piccolo Comune come Solferino e chiesi aiuto all’associazione delle Colline moreniche, realtà totalizzante delle strade del Cammino. Nel frattempo avevo pensato a un uomo di cultura per guidare il comitato scientifico e contattai il professor Manlio Paganella che, come me, si mise subito al lavoro».
Da qui l’idea diviene progetto di collaborazione fra realtà diverse che si concretizzano con il contributo del Cai, sezione di Castiglione delle Stiviere, in particolare grazie all’aiuto di Pietro Beschi, che ha individuato i percorsi sicuri e percorribili a piedi, in bicicletta o anche a cavallo. Ma le potenzialità di un percorso, che unisce i luoghi di nascita e di vita dei tre santi, non si è fermato a 72 chilometri e al solo tragitto originario di Desenzano, Lonato, Pozzolengo, Volta Mantovana, Cavriana, Solferino e Castiglione. L’ultima seduta pubblica di presentazione del Cammino, avvenuta il 26 maggio, ha infatti dimostrato una partecipazione ancora più ampia da altri Comuni. Uniti a questo progetto infatti si ritrovano anche Goito, Guidizzolo, Marmirolo, Medole, Monzambano, Ponti sul Mincio, portando la lunghezza del Cammino a 172 chilometri. I diversi assessori e sindaci hanno sottoscritto proprio nell’ex collegio dei Gesuiti di Castiglione un accordo di partenariato a sostegno della fattibilità dell’opera per poter rendere ancora più concreta la realizzazione del progetto. L’adesione tra le diverse realtà permetterà di richiedere, in maniera più concreta, il reperimento di fondi per la realizzazione delle varie opere che si intende ultimare entro il 2021.
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