Visto con i nostri occhi
La solidarietà vince la paura
Le limitazioni dovute al coronavirus rendono ancora più complicata la vita di chi è fragile. Enti locali e realtà di volontariato fanno rete e lanciano nuove proposte: dalla spesa a casa all’educatore per ragazzi con patologie gravi
17/03/2020
Niente più scuola o incontri con parenti e amici, il lavoro svolto se possibile da casa. Divieto assoluto di spostarsi se non per ragioni specifiche. Il dilagare del coronavirus ha stravolto radicalmente la nostra quotidianità con ripercussioni negative in ogni ambito: dal lavoro all'economia, fino alla vita sociale. Gli effetti sono particolarmente pesanti per le persone più fragili, come anziani e diversamente abili. La chiusura di centri di aggregazione e strutture sanitarie, insieme all'invito delle autorità di non uscire di casa per evitare il contagio, rende ancora più debole chi tutti i giorni affronta solitudine, condizioni fisiche precarie o patologie gravi.
Davanti a una situazione di emergenza, istituzioni e realtà di volontariato aumentano gli sforzi per assistere chi ha bisogno. Il Comune di Mantova, per esempio, ha lanciato nei giorni scorsi un servizio di consegna a domicilio della spesa agli anziani. Basta chiamare il numero 0376.376860 (attivo dalle 8.30 alle 12.30) e comunicare ciò di cui si ha bisogno: prodotti alimentari e persino farmaci. Nel giro di qualche ora, i volontari del Servizio di pronto intervento sociale (Sepris) portano tutto direttamente a casa. «In questo periodo, le persone già sole lo sono ancora di più – spiega Andrea Caprini, assessore al Welfare – Il servizio è un modo per ricucire il senso di comunità e si aggiunge all'attività di monitoraggio delle persone in carico ai servizi sociali, che è stata intensificata. La situazione che viviamo crea forti disagi, ma è importante restare in casa e rispettare le regole per tutelare la salute di tutti».
Nel primo giorno di attività del servizio sono state aiutate sedici persone: in genere hanno più di 75 anni, sono tutti italiani e vivono soli. Le loro richieste, raccolte al telefono, sono state passate a una decina di volontari del Sepris che, divisi in gruppi e con turni di tre o quattro ore ciascuno, hanno fatto la spesa e consegnato il tutto a casa loro. «I prodotti più comuni sono olio, zucchero, frutta, verdura, carne – afferma Angelo Bonfietti, referente dell'associazione – e spesso chiedono anche farmaci. Quando li incontriamo sono molto gentili e ci ringraziano perchè grazie a questo servizio evitano di uscire. È un'occasione d'incontro e ciò li tranquillizza. Per noi è un piacere: aiutare gli altri è sempre un bene. Nel gruppo ci sono anche dei giovani che non possono andare a scuola, perciò hanno scelto di mettersi a disposizione».
Anche il Club delle tre età è impegnato accanto agli anziani: ne segue circa 180 nel Comune di Mantova. In questi giorni, i volontari telefonano alle persone per sincerarsi delle loro condizioni, fare una chiacchierata, dare conforto. Poi, in caso di necessità, contattano le istituzioni locali. «Le persone sono preoccupate ma coscienti di quello che devono fare – dice Luciano Tonelli, il presidente –. Seguono i consigli che ricevono, senza cadere in allarmismi inutili. Con loro abbiamo un rapporto consolidato, c'è fiducia reciproca e così riusciamo a farli stare tranquilli».
Un'altra situazione complicata riguarda le famiglie che hanno un figlio diversamente abile con deficit cognitivo comportamentale, come l'autismo o la sindrome di Down. A scuola, oltre all'insegnante di sostegno, hanno a disposizione anche un educatore per favorire l'educazione scolastica. Con le scuole chiuse però restano senza aiuto, perciò il Comune di Mantova ha lanciato un altro servizio. Inviando una mail a family@comune.mantova.gov.it le famiglie potranno richiedere l'assistenza di un educatore a domicilio per far svolgere al figlio attività didattiche o ludico-creative. «La proposta riguarda bambini da 3 a 14 anni – spiega Chiara Sortino, assessore alla Famiglia –. È importante dare un sollievo a famiglie che vivono già condizioni di forti difficoltà, così abbiamo pensato di “trasportare” a casa il supporto che di solito viene fatto a scuola. Le istituzioni devono andare in soccorso alle famiglie più fragili. Non si può stare a guardare, bisogna mettere in campo iniziative concrete».
Quella che riguarda le persone diversamente abili è una situazione complicata, perchè dalla Regione non sono arrivate indicazioni chiare su cosa fare. Per precauzione, alcune realtà come la Casa del Sole hanno sospeso le proprie attività. Una decisione sofferta perchè rischia di lasciare senza aiuti i bambini e ragazzi che frequentano il centro diurno, ma necessaria vista la situazione, per tutelare la salute di tutti. «Siamo vicini alle persone disabili, ma dobbiamo ripensare completamente i servizi – commenta Roberto Pedroni, il presidente – perchè al momento non possiamo garantirli. È una situazione inedita e non abbiamo comunicazioni ufficiali. Stiamo dialogando con gli enti per capire cosa fare». Nelle stesse difficoltà si trovano altre associazioni che offrono supporto ai disabili, riunite in un coordinamento provinciale. Tutte chiedono maggiore chiarezza alle autorità e indicazioni precise. La speranza è che la situazione possa sbloccarsi presto per aiutare le famiglie con figli disabili, messe ancora più in crisi dall'attuale emergenza sanitaria.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova