Visto con i nostri occhi
La speranza in un futuro migliore
Maria Bassi Meneghello racconta la sorpresa quando apprese del diritto al voto per le donne e l’emozione e la gioia quando si recò alle urne
01/06/2016


Era il 1946, un anno difficile per l’Italia appena uscita dalla guerra civile. Un Paese che doveva affrontare le lacerazioni provocate dal conflitto, il dramma della povertà e la fatica della ricostruzione, ma dove le speranza in un futuro migliore sembrava crescere giorno dopo giorno. In questo quadro arrivarono le elezioni del 2 giugno in cui gli italiani furono chiamati a scegliere per il loro futuro tra monarchia o repubblica. “E i monarchici erano davvero tanti – ci racconta Maria Bassi, classe 1921, mantovana che dopo la crisi del ‘29 fu costretta a emigrare a Como con la famiglia dove il padre riuscì a trovare un’occupazione dopo la perdita del posto di lavoro a Mantova. Nel giugno del ‘46 Maria ha 24 anni, è maestra elementare e spesso torna nel capoluogo virgiliano dove ha lasciato i nonni e gli altri parenti e dove, proprio in una di queste sue trasferte, incontrerà il signor Meneghello che diventerà suo marito.

Che ricordo ha del giorno delle elezioni e del periodo immediatamente precedente?
Ricordo che c’era un gran fermento nei partiti. Tutti si davano un gran da fare e le donne erano molto “corteggiate” sia dai repubblicani che dai monarchici. Del resto la maggior parte delle donne fino ad allora era rimasta lontana dalla politica e quindi tutti cercavano di attirare la loro attenzione per avere il loro voto. Io però non avevo dubbi su ciò che avrei votato: tutta la mia famiglia era per la Repubblica e avevamo riflettuto bene sul voto già da tempo.

Si ricorda dove e a che ora ha votato?
Ho votato a Como, era circa mezzogiorno.

Cosa ha provato quando ha saputo che alle donne era stato concesso il diritto al voto?
È stata una grande sorpresa, nessuno si aspettava questa possibilità. Finalmente eravamo pari agli uomini, o quantomeno avevamo conquistato un diritto che ci metteva seriamente sulla strada della parità anche se il cammino sarebbe stato ancora molto lungo.

E quando ha votato cosa ha provato?
Ricordo che ero molto emozionata ma ero anche tanto contenta. Ricordo soprattutto quel che raccontava mia mamma. Diceva che un’emozione con un “batticuore” così forte l’aveva provata solo quando era stata costretta a consegnare la propria fede nuziale alla patria. In quel caso però era stata un’emozione negativa, non voleva disfarsene e l’aveva fatto solo dopo aver visto che anche la Regina Elena aveva compiuto quel gesto. Il 2 giugno del ‘46 l’emozione era invece tutta al positivo.

Da chi ha saputo il risultato?
Probabilmente dagli altoparlanti posti sopra le auto e i camion che giravano per le strade annunciando che la Repubblica aveva vinto.


E quando lo ha saputo cosa ha pensato?
Ero davvero contenta. La monarchia non si era comportata bene, in particolare per la fuga del re durante la guerra. E poi con la Repubblica si apriva davvero un nuovo periodo per il nostro Paese, con tante speranze, dopo gli anni bruttissimi della guerra.
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