Visto con i nostri occhi
Laici parte viva della Chiesa, impegno per il futuro
Prosegue il corso di formazione diocesano: l’obiettivo è sostenere nella fede le persone che fanno servizio. Riscoprire il Battesimo aiuta a vivere la missione cristiana
25/02/2019
Valorizzare i laici e la loro partecipazione è un’esigenza sentita oggi. Sono numerose le persone che aiutano i preti in vari ambiti: ad esempio come catechisti, educatori dei giovani, animatori della liturgia, volontari della Caritas. Un servizio prezioso che dev’essere sostenuto e accompagnato. Proprio da questa convinzione è partito il cammino di formazione unitaria alla ministerialità organizzato dal Centro pastorale diocesano. Iniziato a gennaio e suddiviso in varie fasi, rappresenta la proposta di formazione più importante offerta durante l’anno pastorale in corso: una scelta precisa che ne sottolinea il valore centrale per il futuro della diocesi. Il tema della ministerialità dei laici era emerso già durante il Sinodo diocesano: in varie proposizioni del documento finale ricorre infatti la parola “formazione”. Del resto, nell’enciclica Evangelii gaudium, il Papa sottolineava come «abbiamo bisogno di creare spazi adatti a motivare e risanare gli operatori pastorali, luoghi in cui rigenerare la fede in Gesù» (EG 77). E anche il vescovo Marco Busca nella lettera pastorale ﷯Generati in Cristo nostra vita﷯ scrive «curiamo che ciascuno si senta parte viva della Chiesa anzitutto per la testimonianza che offre nelle condizioni normali di vita oltre che nei ministeri che assume come una chiamata a servire la comunità». Da questi spunti è partito un corso di formazione aperto a tutti e rivolto, in particolare, alle persone impegnate all’interno di parrocchie o unità pastorali. La prima fase del cammino prevede tre incontri comuni, di domenica, tenuti in zone distinte della diocesi per facilitare la partecipazione: al Centro pastorale (per la zona di Mantova), a Medole e Acquanegra (per la zona nord), a Pegognaga e Ostiglia (per la zona sud). Per i fedeli della zona di Mantova, la prima fase è partita il 20 gennaio e si è già conclusa; nelle altre sedi invece termina oggi. Il contenuto della proposta punta a far riscoprire la dignità del Battesimo e la missione a cui ogni cristiano è chiamato. Sono tre gli aspetti principali messi in evidenza: regalità, profezia e sacerdozio. La prima richiama l’immagine di Dio che si riflette nei cristiani; la profezia coinvolge invece la capacità di discernere e seguirne la volontà; mentre il sacerdozio evoca il compito dei cristiani di offrire, come un dono, la propria esistenza. Insieme, rappresentano la vocazione del cristiano nel mondo. In base al pensiero comune, il ruolo dei laici riguarda più che altro i servizi che queste persone svolgono, tuttavia riflettere su questi tre elementi aiuta a vedere la ministerialità come una dimensione più ampia. Gli incontri del corso sono stati suddivisi in vari momenti: preghiera iniziale, intervento di un relatore, condivisione di una testimonianza di vita, riflessione personale e preghiera conclusiva. Sono circa un migliaio le persone che stanno partecipando a questa iniziativa. È il segno di una comunità unita che sente il desiderio di ritrovarsi insieme e condividere momenti di formazione di qualità. Ilaria Bonizzi, di Montanara, segue le famiglie dell’unità pastorale di Curtatone e ha partecipato agli incontri tenuti a Mantova: «È un’esperienza positiva – racconta –. I contenuti sono interessanti: riflettere sull’essere cristiani e sul contributo che possiamo dare alla comunità è necessario per ciascuno di noi. Adesso bisogna capire come rendere più concrete queste indicazioni e metterle in atto. Spero di trovare spunti più efficaci per relazionarmi con le persone che incontro nel mio servizio in parrocchia». Anche alcuni sacerdoti hanno partecipato alla proposta, uno stimolo ulteriore per le loro comunità: a sottolinearlo don Giampaolo Ferri, parroco di Sermide. «Ho notato un clima bello, piacevole, di condivisione – spiega –. Essere formati su questi aspetti è un bisogno diffuso. Credo stia avvenendo un’accelerazione nell’ottica del Vaticano II: essere sacerdoti, re e profeti è una dimensione essenziale. Questo processo sta portando i battezzati a riscoprire la propria partecipazione alla comunità. Nella mia unità pastorale, i laici sono molto numerosi e collaborano in ogni ambito: è un processo che si rafforza giorno dopo giorno». Oggi a Medole e Ostiglia sono in programma gli ultimi incontri della prima fase. Poi, a breve, il corso continuerà con i laboratori nelle stesse sedi: i partecipanti, divisi in gruppi in base all’unità pastorale di provenienza, avranno l’occasione per condividere le sensazioni personali sul cammino svolto, raccontare proprie esperienze, confrontarsi con gli altri. La speranza è che la proposta stimoli una maggiore consapevolezza da parte dei laici e una migliore collaborazione con i sacerdoti. Come un piccolo seme gettato oggi e da coltivare nel tempo, affinchè porti frutti abbondanti per il futuro della Chiesa mantovana.
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