Visto con i nostri occhi
L'arrivo di don Bandinelli: «Apriamoci allo Spirito»
Concluso il servizio a Medole, il nuovo parroco è stato presentato alla comunità. Ai numerosi fedeli ha detto di volersi affidare al Signore per affrontare con impegno l’incarico pastorale
29/10/2018
«Scoprire il volto del Signore in una chiesa che non tiene le porte chiuse, ma che si lascia aprire dal vento dello Spirito Santo». Con queste parole don Domenico Bandinelli, dopo tanti anni di servizio nella parrocchia di Medole, ha salutato la sua nuova comunità di Ponti sul Mincio, al termine di una celebrazione partecipata e sentita, presieduta dal vescovo Marco Busca e concelebrata da numerosi sacerdoti dell’unità pastorale e della diocesi. Moltissimi erano i fedeli della parrocchia di Medole.
Alle 16 di domenica 21 ottobre, una processione ha raggiunto il sagrato della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate dove, ad attendere il nuovo parroco, c’erano i sindaci delle due comunità e il luogotenente Vignola, della stazione dei carabinieri di Monzambano. Il primo cittadino di Ponti sul Mincio, Giorgio Rebuschi, ha salutato don Bandinelli omaggiandolo con una serigrafia del castello scaligero, realizzata dall’artista locale Ferruccio Gallina, un libro fotografico sul fiume Mincio e una pianta di ulivo «simbolo di una comunità che vuole crescere insieme». Un saluto commosso è stato proferito anche dal sindaco di Medole, Giambattista Ruzzenenti. Dopo la processione introitale che ha dato inizio alla celebrazione solenne, il vescovo Marco ha annunciato il decreto di nomina, attraverso il quale don Bandinelli, originario di San Giacomo delle Segnate, ha rinnovato le promesse dell’ordinazione sacerdotale, divenendo ufficialmente parroco del paese collinare. Sono seguite le letture della liturgia della Parola.
Particolarmente limpide e pregnanti sono state poi le parole del vescovo durante l’omelia, che ha preso le mosse dalla spiegazione del termine “sacerdote”, collegato etimologicamente alla parola “pontefice”, ossia colui che crea ponti: Gesù è stato il vero mediatore, colui che ha offerto tutto se stesso per riconciliare l’umanità con Dio. La celebrazione è proseguita poi con le preghiere dei fedeli, la processione offertoriale, la consacrazione eucaristica. Molto accorate infine le parole di una parrocchiana, voce di una comunità che si dichiara pronta ad accogliere il nuovo parroco come guida, maestro, fratello e compagno di viaggio, donandogli la casula che ha indossato per l’occasione.
Prima della benedizione finale, don Bandinelli ha ringraziato il suo predecessore, don Gianpietro Negri, e ha confidato che, dopo i primi momenti di preoccupazione, si è lasciato guidare dallo sguardo verso Colui che è luce, riconoscente al Signore per il cammino passato e per questa nuova esperienza.
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