Visto con i nostri occhi
Latte, preoccupazioni per il ritiro della materia prima
A Mantova convocato la settimana scorsa dall’assessore regionale Fava il tavolo con tutta la filiera
31/03/2016
L’emergenza latte questa volta va oltre il prezzo. Le previsioni di mercato non lasciano presagire nulla di buono in tal senso ma il tema che ha scavalcato l’ordine di preoccupazione dei produttori, e che è stato al centro dell’incontro convocato a Mantova nei giorni scorsi dall’assessore regionale Gianni Fava, riguarda il ritiro della materia prima.
Ritiro del latte dall’industria
l rischio è che dal prossimo 1° aprile, avvio della nuova annata lattiero casearia (2016-2017), alcuni produttori non si vedano ritirare il latte dall’industria. Ci sono problemi di esubero produttivo, ma non solo. A oggi i problemi legati al mancato ritiro del latte riguardarebbero circa 100 stalle. Tutta la filiera era presente al vertice, da Assolatte al sistema cooperativo, dalle rappresentanze agricole sindacali alle organizzazioni di prodotto. “ Da subito faremo affluire i dati di tutte le situazioni contrattualistiche sospese per quantificare il problema e affrontare soluzioni il prossimo 30 marzo – ha detto Fava -. I dati ministeriali indicano un aumento della produzione lattiera lombarda pari al 2,5%, ma la percezione che abbiamo è che l’incremento sia stato maggiore. Al tavolo, che è stato aggiornato al 30 marzo per permettere di raccogliere i dati, è stata affrontata una questione molto sentita: le aflatossine.
Il piano straordinario sulle aflatossine
“Per gestire teae questione - ha annunciato Fava - la giunta lombarda si esprimerà su una delibera legata al Piano straordinario per le aflatossine. “Prevediamo oltre 6.000 sopralluoghi, che coinvolgerà la quasi totalità degli allevamenti lombardi, per avere un’analisi dettagliata della situazione e quantificare il fenomeno. Avremo anche una importante novità, che riguarderà il controllo, e non solo sulle aflatossine, del latte importato”
I bandi sull’agroindustria
Fava ha ribadito che, nella misura legata all’innovazione nell’agroindustria saranno elaborati una serie di parametri di accesso e specifici punteggi per poter fare politica agricola-industriale. Per la prima volta saranno previsti paletti differenziati in modo netto, che vanno dalla contrattualistica alla provenienza della materia prima, dall’esistenza di contratti al fatto che chi accederà dovrà fare sviluppo. Alle imprese che accederanno alla misura, dunque, Regione Lombardia chiederà un piano quinquennale e deve essere effettivamente una pianificazione positiva di sviluppo, non di diminuzione della trasformazione.
“Accogliamo con interesse l’iniziativa della Regione – ha detto il presidente provinciale e regionale di Confagricoltura Matteo Lasagna - di proporsi come capofila per gli allevatori. Riteniamo condivisibile la proposta dell’assessore Fava di legare i finanziamenti per l’agroindustria nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale a un esplicito impegno da parte delle industrie di trasformazione che faranno domanda di contributo a un maggiore utilizzo di latte munto nelle stalle italiane. Positivo, infine, l’annuncio di un’intensificazione dei controlli relativi ai parametri sanitari e qualitativi sul latte di provenienza straniera, in concomitanza con l’avvio del Piano straordinario di controllo sugli allevamenti lombardi».
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