Visto con i nostri occhi
L'attesa del nuovo anno in preghiera
«Alla tua luce vediamo la luce»: la sera del 31 dicembre veglie in otto luoghi della diocesi. La Chiesa mantovana accoglie l’invito del Papa per attuare un’azione penitenziale ecclesiale
25/12/2018
Otto luoghi, in città e altrove, dove attendere il nuovo anno con veglie di preghiera. È questa la proposta diocesana dal titolo “Alla tua luce vediamo la luce” per invocare la novità dello Spirito sulla Chiesa. Le nostre comunità diocesane hanno accolto l’invito di papa Francesco rivolto a «tutto il popolo di Dio» nella lettera dell’agosto scorso, nella quale aveva lanciato un appello affinché tutte le membra del corpo di Cristo si facessero carico delle “piaghe ecclesiali” degli abusi sessuali, di potere e di coscienza, come pure di tutte le forme di corruzione spirituale e di clericalismo, chiedendo perdono e mettendo in luce il dolore e il male provocato dagli abusi sui minori a opera di alcuni chierici e persone consacrate. In particolare, il Papa esorta ogni battezzato a sentirsi «coinvolto in una trasformazione ecclesiale e sociale di cui tanto abbiamo bisogno: essere discepoli significa assumere con responsabilità i passaggi che nell’oggi il Signore chiede alla Chiesa di compiere». A partire da questo invito, che si inserisce nel cammino di riforma fortemente voluto dal Papa, è sorta quindi l’idea di proporre alcune veglie di preghiera nella serata di lunedì 31 dicembre, precedute, in tutte le chiese parrocchiali, dalla tradizionale Messa di ringraziamento con il canto del Te Deum, occasione propizia per riflettere sul dono del tempo, sulla presenza della Chiesa dentro la storia e sulle vie di conversione che essa può intraprendere per adempiere alla propria missione con maggiore profezia e autenticità. Papa Francesco invita a «un’apertura penitenziale capace di lasciarsi rinnovare da dentro» a cui segua anche un’azione pratica comune: «Invito tutto il santo popolo fedele di Dio – afferma – all’esercizio penitenziale della preghiera e del digiuno». La Chiesa mantovana ha quindi accolto l’appello del Papa ad attuare quest’azione penitenziale che esprima il desiderio di rinnovamento e conversione evangelica: in tale direzione si collocano le veglie di preghiera in programma il 31 dicembre in alcuni luoghi della diocesi, per poter dedicare l’ultimo giorno dell’anno alla preghiera e alla riflessione verso un cammino di riforma ecclesiale. Di seguito l’elenco dei luoghi e degli orari delle veglie aperte a tutti, che accompagneranno il passaggio all’anno nuovo. In città, presso la chiesa di Santa Teresa (Carmelitani scalzi) in via Mazzini 38 (dalle ore 22 alle 0.15); nella chiesa parrocchiale di Brede di San Benedetto Po (dalle 23 alle 0.15); al Santuario della Beata Vergine della Comuna, nelle vicinanze di Ostiglia (dalle 22.30 alle 0.15); nella chiesa di Olfino di Monzambano (dalle 22.30 alle 0.15); all’eremo della Ghisiola di Castiglione delle Stiviere (dalle 22.30 a mezzanotte); presso la chiesa della Madonnina a Cereta di Volta Mantovana (dalle 22.30 alle 0.15); nella cappella del monastero delle Clarisse, in via Santa Chiara 8, a San Silvestro di Curtatone (dalle 23 alle 0.15); nella cappella delle Suore Orsoline del Sacro Cuore, in via San Marco 10, ad Asola (dalle 22 alle 23). Nei prossimi giorni verrà pubblicata sul sito Internet della diocesi anche una semplice preghiera, da poter utilizzare in casa per salutare il nuovo anno con l’auspicio di una vita personale e comunitaria rinnovata. «È impossibile – scrive papa Francesco – immaginare una conversione dell’agire ecclesiale senza la partecipazione attiva di tutte le componenti del popolo di Dio. La penitenza e la preghiera ci aiutino quindi a sensibilizzare i nostri occhi e il nostro cuore dinanzi alla sofferenza degli altri e a vincere la bramosia di dominio e di possesso che tante volte diventa radice di tanti mali. Che il digiuno e la preghiera aprano le nostre orecchie al dolore silenzioso dei bambini, dei giovani e dei disabili». Digiuno che ci procuri «fame e sete di giustizia e ci spinga a camminare nella verità». Un digiuno che «ci scuota e ci porti a impegnarci nella verità e nella carità con tutti gli uomini di buona volontà e con la società in generale, per lottare contro qualsiasi tipo di abuso». In tal modo potremo manifestare la vocazione a cui siamo stati chiamati per essere, come si legge nella ﷯Lumen gentium﷯, «segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano».
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