Visto con i nostri occhi
Lavoro, serve più sicurezza: «Intervenire subito»
A livello provinciale, nel 2018 si sono verificati undici infortuni mortali: di più solo a Milano e Brescia. Il segretario della Cisl Dino Perboni invita a riflettere per trovare soluzioni efficaci
29/10/2018
Mantova e sicurezza sul lavoro: un legame difficile di cui si parla poco. La nostra provincia è terza in Lombardia per incidenti mortali: nel 2018 sono stati 11 (dati Inal), a fronte dei 26 registrati a Milano e dei 13 di Brescia, che ci precedono in classifica. Gli ultimi due incidenti sono avvenuti il 16 ottobre: in un magazzino di Piubega, un pensionato 67enne è caduto da quattro metri di altezza, mentre a Pomponesco un 47enne è rimasto schiacciato da un macchinario. La tendenza è in crescita: nel 2016 le “morti bianche” nel Mantovano furono 7, l’anno scorso 9. Ad oggi il picco di 17 episodi registrato nel 2014 sembra lontano, ma non basta per guardare avanti con tranquillità.
«L’aumento di infortuni mortali, insieme ad altri fenomeni avvenuti in questi mesi in provincia come casi di sfruttamento e caporalato portano a dire che c’è un problema di sicurezza sul lavoro ed è una questione culturale». Dino Perboni, segretario della Cisl “Asse del Po”, che unisce Mantova e Cremona, non fa giri di parole: occorre trovare al più presto soluzioni efficaci. «Il rischio è che se ne parli per qualche giorno – aggiunge – senza arrivare a proposte concrete, così tutto resta com’è. La situazione, invece, è molto delicata e serve una presa di coscienza da parte di tutti: lavoratori e imprenditori».
Quando si parla di sicurezza sul lavoro, a suscitare scalpore sono innanzitutto gli incidenti mortali. Il tema però riguarda anche i semplici casi di infortunio o le malattie professionali, cioè legate alla propria attività e che talvolta possono avere conseguenze invalidanti. Anche in questo caso, le statistiche (dati Inal) offrono uno sguardo più ampio: nel 2017 a Mantova gli infortuni sono stati 5.687, in linea con i due anni precedenti e leggermente inferiori rispetto al biennio 2013/14, quando furono circa 6mila. I casi di malattia professionale, invece, nel 2017 sono stati 195, in crescita rispetto ai 171 dell’anno prima (+14%). «Le dinamiche che mettono più a rischio i lavoratori sono legate all’età – osserva Perboni –. Da un lato riguardano i più giovani, che hanno appena iniziato l’attività e conoscono poco attrezzature e macchinari; dall’altro i più anziani, che hanno alle spalle molta esperienza e talvolta subiscono infortuni proprio per l’eccessiva sicurezza di sé».
Va detto che l’evoluzione del sistema produttivo, avvenuto negli anni e accelerato dalla crisi economica, ha rivoluzionato la vita di tante aziende. I prodotti, un tempo standardizzati, ora si adattano alle esigenze dei fornitori, mentre la ricerca della competitività spinge a incrementare i ritmi. Così può capitare che la sicurezza venga sacrificata sull’altare della flessibilità. Eppure gli incidenti non hanno solo conseguenze sui lavoratori, ma anche sugli imprenditori: sono un danno d’immagine per l’azienda e possono portare anche a cause giudiziarie. «Un altro aspetto diffuso riguarda gli appalti – fa notare il segretario della Cisl –: per risparmiare o ridurre i tempi, alcune imprese affidano fasi della produzione a realtà esterne, che possono non avere la stessa conoscenza dei macchinari e non garantiscono un adeguato livello di sicurezza».
Sono passati dieci anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo 81/2008, che riguarda proprio la sicurezza sul lavoro, ma la strada da fare è ancora tanta. A settembre la Cisl ha lanciato la campagna “Io lavoro in sicurezza”: attraverso un questionario anonimo online (il link è pubblicato sull’omonima pagina Facebook), vengono raccolte varie informazioni. Turni di lavoro svolti, partecipazione a corsi formativi, uso di materiali antinfortunistici: dati utili a valutare la sicurezza nelle aziende mantovane. Il sindacato è presente anche nelle piazze per sensibilizzare i lavoratori: dopo Mantova, Castiglione delle Stiviere e Suzzara, i volontari saranno a Viadana il prossimo 9 ottobre. Per il futuro sono già in cantiere altre iniziative, come lo “Sportello sicurezza” che partirà nel 2019 dove chiunque potrà segnalare questioni relative alla propria azienda.
Per invertire la tendenza serve un dialogo continuo tra lavoratori, aziende e istituzioni. Non solo tavoli di confronto, ma iniziative concrete come un corso di formazione, da realizzare insieme all’Ats, rivolto ai rappresentanti dei lavoratori e agli stessi imprenditori. L’iniziativa era stata proposta in passato: l’auspicio è che possa ripartire. «Ciò che sta accadendo – conclude Perboni - dimostra che la sicurezza sul lavoro è un problema sociale. Non si può far finta di nulla: bisogna invertire la tendenza e richiamare tutti alla responsabilità».
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