Visto con i nostri occhi
L'Avvento è tempo di ascolto
Dalla Parola di Dio alle persone, ai poveri: siamo invitati a dare spazio all’accoglienza. Lo spunto può arrivare anche da incontri nelle parrocchie, come le serate in programma a Goito e Canneto sull’Oglio
10/12/2018
«Il cielo sulla terra» è un’espressione che rimanda a una fede concreta, vicina all’uomo perché “calata” negli aspetti tangibili della vita quotidiana. Il richiamo emerge con forza nella mostra omonima sul tema dell’Annunciazione, che si trova attualmente a Mantova a palazzo Te e propone opere di Tiziano e Gerhard Richter. Parlare di Annunciazione – l’angelo che annuncia a Maria il suo diventare madre di Gesù Cristo – è un passaggio immediato nel tempo di Avvento che conduce al Natale. Significa far riferimento all’incarnazione, uno dei pilastri della fede cristiana.
Di recente ne ha parlato anche il vescovo Busca, in una conferenza tenuta nella sala dei Cavalli di palazzo Te, lo scorso 30 novembre. I teologi si sono sempre chiesti perché Dio si è fatto uomo e spesso la risposta è stata trovata nella necessità, da parte di Cristo, di salvare l’uomo dal peccato. «Tuttavia – ha precisato il vescovo Busca –, fin dal Medioevo, attraverso la teologia dei francescani, è emersa l’idea che la venuta di Cristo è in vista della piena umanizzazione dell’uomo».
Il monaco benedettino Ruperto di Deutz (1075-1129) parlava di «cristificazione dell’umanità», nel disegno di Cristo di unirla concretamente a sé e di offrire all’uomo pienezza di vita. L’uomo è veramente tale solo in Dio. Dio ha creato l’uomo con la capacità di accoglierlo. Nell’Annunciazione si incontrano due realtà: il dono da parte di Dio e la capacità di Maria di accogliere tale dono. Dio non impone, rispetta la libertà dell’uomo. «Maria ha accettato di collaborare con Dio affinché lui potesse agire dall’interno dell’umanità», ha aggiunto il vescovo.
Gesù, mandato dal Signore per salvarci, è un dono da accogliere che riempie la nostra vita perché fa nascere la fede. Non a caso, lo scorso anno pastorale è stato dedicato alla riscoperta del Battesimo, mentre in quello attuale siamo chiamati a riflettere sul discepolato, per seguire appieno gli insegnamenti di Cristo. «L’Avvento è il tempo propizio per risvegliare nel cuore la disponibilità ad accogliere il dono del Regno di Dio – si legge nella guida preparata dal Centro pastorale della diocesi (pagine 20-21) e distribuita nelle parrocchie – che ci viene incontro e trova consistenza nel mistero dell’Incarnazione. È riconoscimento di colui che è venuto nella pienezza dei tempi e apertura vigilante a colui che viene per visitarci e verrà nella sua gloria alla fine dei tempi». L’invito è ad accogliere Gesù, «la Parola che ci manca». È la sua testimonianza – e l’esempio di Maria, che accetta di accoglierlo – ad alimentare il nostro rapporto con Dio, fatto di collaborazione e ascolto.
È importante sviluppare la vocazione all’ascolto e aprirsi agli altri per condividere esperienze. Tra le proposte suggerite dal Centro pastorale diocesano alle parrocchie c’è la “Settimana dell’ascolto” da organizzare preferibilmente la seconda settimana di Avvento, dal 9 al 16 dicembre, «individuando occasioni – si legge nella guida – per promuovere l’ascolto della Parola, delle persone, della propria coscienza». Gli spunti di riflessione possono essere molteplici: incontri e dibattiti «per dare voce nella Chiesa ai più poveri o testimonianze di persone che hanno condiviso fino in fondo la Pasqua di Cristo».
Sono tante le iniziative previste per l’Avvento: alcune promosse a livello diocesano, altre in ambito parrocchiale. Il Centro missionario, ad esempio, propone di inviare qualche offerta alle comunità che la Chiesa mantovana sostiene nel mondo. Nella parrocchia di Abol (Etiopia), dov’è in servizio don Sandro Barbieri, è presente una scuola dell’infanzia che cerca di rispondere ai bisogni più essenziali di bambini e ragazzi: studio, educazione sanitaria, cibo. Altri progetti riguardano il Brasile: nella diocesi di Coroatà don Flavio Lazzarin, missionario fidei donum, collabora con la Commissione pastorale della terra al fianco dei contadini che rischiano di perdere i propri terreni, mentre nella parrocchia di Sao Mateus continua l’attività dell’ambulatorio dell’Avenida, che garantisce assistenza sanitaria alle persone che non possono permettersi le cure.
A livello parrocchiale, sono da segnalare le serate di lunedì 10 (a Goito) e martedì 11 dicembre (a Canneto), entrambe con inizio alle 20.45. Padre Vito D’Amato, sacerdote francescano, racconterà la vita di Chiara Corbella Petrillo, una giovane donna morta ad appena 28 anni a causa di un tumore che a lungo rinunciò a curare, per portare a termine la propria gravidanza. Per la Chiesa è riconosciuta come “serva di Dio” e lo scorso settembre è stata avviata la causa di beatificazione.
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