Visto con i nostri occhi
Le Clarisse, esempio per i giovani
Gli educatori dell’Unità pastorale di Curtatone hanno vissuto alcune giornate nella comunità. Un’occasione per conoscere meglio le religiose, testimoni di preghiera, umiltà e fiducia in Dio
03/12/2018
Hanno vissuto una breve ma intensa esperienza di vita comunitaria alcuni giovani dell’Unità pastorale di Curtatone, che raggruppa le parrocchie di Montanara, San Silvestro, Buscoldo e Levata. Assieme al parroco don Cristian Grandelli, all’inizio di novembre hanno condiviso alcuni giorni presso la foresteria del monastero delle Clarisse di San Silvestro. Vi è stata l’opportunità sia per riflettere sulla presenza religiosa sul territorio delle monache devote a Santa Chiara, quanto su temi educativi, approfonditi dal responsabile del Centro diocesano di pastorale giovanile, don Fabio Scutteri. Per Matteo Pantani, giovane educatore, «è stato un momento di intensa amicizia per continuare con il nostro servizio alla formazione cristiana degli adolescenti. Pochi giorni ma utili, anche per conoscere le suore Clarisse: mi ha colpito la loro devozione religiosa, l’umiltà, la loro grande fiducia nella Provvidenza. Inoltre, la loro attenzione all’ascolto. Penso che queste esperienze siano utili per crescere umanamente e nella fede». Per Mara Bianchi: «A volte incontriamo difficoltà con gli adolescenti, nonostante vi siano pochi anni di differenza. Alla loro età, infatti, emerge la gran voglia di libertà e di autonomia. Tuttavia ricevo molto vedendoli crescere insieme; questo è molto importante per il nostro gruppo di educatori. Mi considero privilegiata per aver vissuto questa e altre esperienze: certamente un modo per chi vuole uscire dall’anonimato e dall’indifferenza. Mi sento bene quando posso mettermi in gioco, per poter lasciare un piccolo segno nei ragazzi che seguo. Tanto abbiamo ricevuto dai nostri educatori che anch’io spero di essere utile per i ragazzi. Mi capita a volte di parlare con amici che vivono lontani dalla vita cristiana: con loro racconto tranquillamente la mia esperienza, notando che se si parla di se stessi con convinzione e senza vergogna può nascere anche in loro un sentimento di compiacimento e di stima». Benedetta Franzoni è una giovane studentessa universitaria: «Ricordo di aver iniziato in parrocchia grazie al coinvolgimento del parroco. L’esperienza di questi giorni è stata anche un’opportunità per conoscerci meglio tra educatori, trascorrendo giorni sereni di fraternità e di consapevolezza nella fede. Ho molto apprezzato i due incontri con don Scutteri che ci ha introdotto nella lettura di quattro importanti figure bibliche: Giuseppe, che da figlio abbandonato diventa uomo potente del faraone; Mosè, Davide e Samuele. Abbiamo parlato anche del giovane ricco che, secondo le pagine del Vangelo, non riesce ad abbandonare le ricchezze per seguire Gesù. Personaggi utili che fanno riflettere per riscoprire nuove opportunità, per migliorare il nostro rapporto con i ragazzi che seguiamo. Anche a me, poi, ha fatto piacere conoscere le Clarisse, che sono state molto disponibili, raccontandoci la loro storia personale. In particolare suor Giovanna Zangoli, la madre superiora, ci ha presentato la storia del monastero. Mi ha colpito la loro devozione, come l’entusiasmo che le accompagna». Una bella testimonianza, quella di questi ventenni. Si capisce quanto per loro sia importante partecipare a esperienze che si possano tradurre in amicizia e impegno per sostenere il vissuto personale dei loro ragazzi. È la dimostrazione che i giovani possono tirar fuori le loro migliori energie se attratti da un mondo che sappia ascoltarli e coinvolgerli, ben comprendendo il senso e il valore di ciò che fanno e dando loro esempi utili con cui confrontarsi. Una rappresentazione negativa delle nuove generazioni di oggi può essere alimentata da adulti disorientati e non più capaci di sognare. Ben diversamente dalle parole di papa Francesco che così si è rivolto ai ragazzi che lo scorso agosto sono stati in pellegrinaggio a Roma in vista del Sinodo a loro dedicato: «Siate pellegrini sulla strada dei vostri sogni. I sogni grandi sono quelli che danno fecondità, sono capaci di seminare pace, di seminare fraternità»
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova