Visto con i nostri occhi
Leone, Attila e Giovanni: ecco Governolo a fumetti
In due pubblicazioni, Marco Trecalli propone importanti avvenimenti per la storia del paese e, più in generale, del Mantovano. Disegni precisi, narrazione molto coinvolgente
02/07/2018
Qui «il Mencio [Mincio] cade in Po». Dante, nell’Inferno, ricorda che, nei pressi di Governolo, il Mincio si getta nel Po. Un luogo importante dal punto di vista geografico e delle comunicazioni. Come in altre località significative per questi aspetti, anche a Governolo sono avvenuti degli episodi storici di rilievo: si pensi, ad esempio, alle due battaglie del 1848, nell’ambito della Prima guerra d’Indipendenza. Ma Governolo è passato alla storia per altri motivi: ricordiamo la regolazione delle acque del Mincio, cui aveva posto mano Gabriele Bertazzolo con una conca per favorire la navigazione, agli inizi del Seicento.
Altri eventi hanno lasciato un forte segno nella storia del paese: secondo la tradizione, nel 452, a Governolo, papa Leone Magno incontra Attila, re degli Unni, e lo convince a interrompere la sua devastante marcia verso Roma. Il 25 novembre 1526, Giovanni de’ Medici, più noto come Giovanni dalle Bande Nere, rimane ferito alla gamba destra mentre, con i suoi soldati al servizio dello Stato Pontificio, affronta i Lanzichenecchi nei pressi di Governolo.
I due episodi sono narrati in altrettante pubblicazioni date alle stampe dal Comune di Roncoferraro: la prima, Attila. Il lupo e il leone. 452 d.C., è uscita di recente; l’altra, Governolo 1526, è stata pubblicata lo scorso anno, con una seconda edizione negli ultimi mesi. La particolarità è rappresentata dal fatto di essere storie a fumetti, con disegni accurati, incisivi, accattivanti. Ne è autore Marco Trecalli, architetto di origini palermitane, ora residente in provincia di Milano, il quale ha un ampio curriculum come autore di fumetti: opere, per esempio, realizzate in occasione dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia (2011) e per ricordare la Prima guerra mondiale (2015), in collaborazione con l’Ufficio storico dello Stato maggiore dell’esercito. I suoi fumetti sono stati pubblicati anche in Gran Bretagna, dove l’“Observer” lo ha definito uno dei più eclettici autori italiani.
«Nei miei fumetti – spiega Trecalli – non intendo presentare la mera narrazione storica dei fatti, ma coinvolgere attivamente il lettore, suscitando in lui curiosità e appassionandolo alla storia locale e italiana». Un modo nuovo di “fare storia”, indirizzato in particolare alle nuove generazioni. E, di sicuro, il desiderio di Trecalli ha raggiunto l’obiettivo per quanto riguarda Governolo, con una narrazione coinvolgente e un tratto ben preciso.
Attila, che era stato definito “flagello di Dio”, muore, all’improvviso, nel 453, un anno dopo l’incontro di Governolo: con lui scompare anche la potenza del suo popolo, che non ha più un ruolo importante nella storia delle invasioni barbariche. Giovanni dalle Bande Nere, combattente temerario, al servizio di Clemente VII quando il Papa dà vita a una lega per contrastare il potere di Carlo V, re di Spagna e imperatore del Sacro Romano Impero, era rimasto gravemente ferito a Governolo durante uno scontro con i Lanzichenecchi: in dodicimila erano scesi dal Nord per dare una “lezione” al Papa. La ferita è grave, dovuta a un colpo di falconetto, un pezzo di artiglieria leggera. La sera del 25 novembre 1526, il condottiero viene portato a San Nicolò Po, alla disperata ricerca di un medico. Inutilmente. Quindi, sotto una bufera di neve, Giovanni è trasferito a Mantova, nel palazzo di Aloisio Gonzaga, marchese di Castel Goffredo, nell’odierna via Ardigò. Gli viene amputata la gamba, senza anestesia, perché a quei tempi non si sapeva cosa fosse. Giovanni muore il 30 novembre, all’età di 28 anni, per setticemia, dopo che la gamba gli era andata in cancrena. Era detto “dalle Bande Nere” in quanto aveva cambiato le proprie insegne (bianche e violette) in nere, in seguito alla morte dello zio, il papa Leone X.
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