Visto con i nostri occhi
L'estate è viva nelle comunità
Sant’Antonio e Bancole collaborano: il progetto è ispiratoa un libro di Sepúlveda. Le famiglie di Castel Goffredo danno aiuto per ospitare piccoli gruppi di bambini nelle case
08/07/2020
Niente assembramenti, giochi e laboratori solo a piccoli gruppi e rispettando la sicurezza. Alla luce della recente pandemia le attività estive parrocchiali sono state ripensate, ma la voglia di stare insieme è la stessa. Anzi, il lockdown l'ha resa più forte. Alcune realtà non sono riuscite a realizzare iniziative, così hanno messo a disposizione gli spazi per progetti curati da Comuni e associazioni locali. Un modo per dare comunque un servizio alla comunità.
Altrove, invece, le attività sono finalmente partite. È il caso delle parrocchie di Bancole e Sant'Antonio, dove lunedì 29 giugno è partito “Contesto”, il progetto presentato a fine maggio dal Centro per la pastorale giovanile. Ogni mattino, fino al 10 luglio, il ritrovo è il Drasso Park, zona verde messa a disposizione dal Comune di Porto Mantovano. Sono coinvolti una sessantina di ragazzi (dalla quinta elementare alla seconda media), oltre a circa quaranta tra animatori (di terza e quarta superiore) e responsabili maggiorenni. «Abbiamo cercato di mantenere la struttura standard del Grest – spiega Matteo Caravati, del gruppo che coordina la proposta –: si parte verso le 7.30 con l'accoglienza, poi la mattinata è suddivisa tra bans, attività in gruppi, un momento di pausa e un altro gioco. A mezzogiorno ci si ritrova per qualche altro ballo insieme, fino alle 12.30 quando ciascuno poi torna a casa».
La proposta è ispirata a Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, celebre libro di Luis Sepulveda. La vicenda narrata offre vari spunti educativi: l'attenzione al prossimo, la cura dell'ambiente, il valore dell'attesa. «Gli animatori hanno creato un bel clima, il gruppo è unito – aggiunge Caravati –. È la prima volta che le parrocchie collaborano, un segno positivo in questo momento così complicato. I genitori sono contenti perché non è solo un passatempo ma anche un'esperienza che aiuta i figli a crescere. Per noi è stato un grande impegno preparare questa esperienza, ma siamo contenti. L'obiettivo è che questa collaborazione prosegua».
Altra parrocchia che è riuscita a organizzare attività estive è quella di Castel Goffredo. Qui le proposte sono addirittura due, entrambe partite lunedì 29. La prima, per i bambini delle elementari, si chiama “House Grest” e coinvolge sei famiglie della zona che ospitano a casa propria gruppi di bambini. L'iniziativa si svolge al pomeriggio e la parrocchia invia nelle case gli animatori per organizzare le attività. Si parte con la preghiera comune, in streaming su Zoom, poi c'è spazio per giochi e laboratori. Una volta a settimana, inoltre, tre gruppi si incontrano in oratorio. «C'è stata grande generosità, le famiglie disponibili sarebbero state anche di più – sottolinea don Matteo Palazzani, vicario parrocchiale –. In questa esperienza vedo molto la Chiesa “in uscita” perché è la parrocchia ad andare verso gli altri. Inoltre, alcune famiglie si riversano in strada o in piazza e ciò permette di coinvolgere altri bambini. È un bel segno di presenza e anche per il paese è un modo per ripartire».
La seconda proposta della parrocchia di Castel Goffredo è “Summer group”, dedicata ai ragazzi delle medie. Nella struttura di Sant'Apollonio si ritrovano ogni giorno circa settanta partecipanti e una ventina di animatori. Divisi in piccoli gruppi, svolgono varie attività: un'uscita in piscina, una gita in bici, incontri con volontari di associazioni locali (Croce rossa o scout). Inoltre, il mercoledì alle 18.30 Sant'Apollonio diventa punto di riferimento per tutti i giovani che possono stare in compagnia e occupare il tempo con servizi di pubblica utilità. «È un modo per rispondere ai ragazzi che non sanno cosa fare – commenta don Palazzani – così trovano qualcuno che li accoglie e qualche spunto per riflettere». Rispetto agli anni scorsi, la situazione è diversa: tra i più giovani manca l'energia e la frenesia di stare insieme. «Tuttavia, visto che l'attività viene fatta a piccoli gruppi, tra animatore e ragazzi c'è una conoscenza maggiore e un rapporto educativo più incisivo – precisa il sacerdote –. Questa situazione imprevista fa emergere interessanti aspetti pastorali: la formazione degli animatori, attività a piccoli gruppi, il coinvolgimento delle famiglie. Sono questi i punti su cui lavorare per il futuro».
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