Visto con i nostri occhi
L'impegno per gli altri: «Servire è dare la vita»
Il vescovo Marco Busca ha incontrato gli operatori della parrocchia di Bancole per riflettere insieme sui motivi che spingono a offrire il proprio contributo per la comunità
06/03/2018
Ad inizio del ciclo delle attività parrocchiali, lo scorso autunno, è emerso forte tra gli operatori parrocchiali di Bancole, il tema del servizio alla comunità e delle ragioni di una scelta/chiamata a svolgere compiti di questo tipo. Diffuso era il timore che l’aspetto motivazionale non fosse un disinteressato senso di servizio ma vi fosse, in qualche misura, anche la ricerca di soddisfazione ad un bisogno o ad una esigenza personale. Questo poteva anche essere il motivo delle difficoltà relazionali all’interno dei gruppi e tra i gruppi (la carenza di condivisione e coordinamento), con anche qualche abbandono per l’insoddisfazione del “clima” e le aspettative disattese. Unanime pertanto l’auspicio di avere una voce autorevole e chiara come quella cui ci sta abituando il nostro Vescovo.
E nel pomeriggio di sabato 24 febbraio il Vescovo era a Bancole per incontrare, assieme al parroco Don Angelo, gli operatori della comunità che si sono ritrovati numerosi e, almeno questa volta, fortemente motivati. Si è iniziato con un momento di preghiera che con letture e canti ha introdotto al tema della giornata, “Servire è dare la vita”, sviluppato poi dal Vescovo che è andato immediatamente al centro della questione.
Così è cominciato un coinvolgente approfondimento della parola “servizio”, abbastanza comune e usata nel linguaggio dei cristiani, ma nuova per quanto siamo stati portati a riscoprire nel corso dell’incontro. Cosa lega “servire”, “farsi servire” e “servirsi”, se non unicamente la radice, ma con un senso profondamente diverso? Ciascuno, esaminando la propria quotidianità alla luce di quanto dal Vescovo stava apprendendo, si è inevitabilmente ritrovato a dover ammettere che è in noi predominante il servirsi, a nostro beneficio, delle cose, delle persone, dei nostri ruoli, ma anche delle nostre certezze e della nostra presunta religiosità.
Non basta tuttavia questa consapevolezza, o l’aver riflettuto sul senso del servizio, per poter iniziare veramente a servire. È necessario che lo faccia un uomo diverso, non un “uomo individuo” ma “l’uomo persona”, cioè l’uomo capace della relazione con l’altro, perché “servizio” è l’esito di una vita interiore. Da qui il richiamo al “farsi servire” da Dio nel battesimo, a non opporre resistenza ed accoglierlo come servo, affinché anche noi possiamo essere servi, secondo il disegno che Dio ha su ognuno di noi. E’ quindi nel battesimo ricevuto e consapevolmente vissuto che sta la chiave dell’”uomo persona” in grado di servire i fratelli nei gruppi parrocchiali di appartenenza e tutta la comunità: un
“essere” a nuova vita che si esprime proprio nella relazione. E l’anima ecclesiale, con i suoi frutti di contemplazione, fraternità e missionarietà, sarà la sua anima.
Accettare di farsi servire da Cristo per essere a nostra volta servi con Lui.
Ed anche durante i successivi incontri nei gruppi di approfondimento e nel corso della messa conclusiva del pomeriggio, si leggeva negli sguardi dei partecipanti come il messaggio ascoltato avesse toccato in profondità. Vi era tuttavia ben chiara la consapevolezza che solo con una ricerca ed impegno costanti fosse possibile orientarci a relazioni più autentiche ed aperte, poiché il modello dell’”uomo individuo” resta quello dominante nella società attuale e la sua attrattiva rimane molto forte.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova