Visto con i nostri occhi
L'Indonesia, terra di forti contrasti
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ha posto l’accento sulla nazione asiatica. Già colonia olandese, vive le tensioni di centinaia di gruppi etnici. Cresce la presenza della Chiesa, merito di numerosi progetti di solidarietà
29/01/2019
“Cercate di essere veramente giusti”: con questo titolo di sintesi di un testo del Deuteronomio (Dt 16, 18-20), proposto dalle comunità cristiane dell’Indonesia, don Roberto Fiorini ha introdotto, alla scuola Enaip di Mantova, il primo incontro organizzato dal SAE in occasione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2019. Egli ha sottolineato come la correlazione tra festa e giustizia sia fondamentale per vivere con trasparenza e coscienza pulita la festa stessa, in un tempo nel quale l’occidente vive un “apartheid sacrale”, preoccupante e di nicchia, dove Dio è eclissato dal consumismo. Quattro quindi le minacce in questa realtà asiatica: l’alta competizione tra i gruppi, la corruzione dilagante, la devastazione grave dell’ambiente, il divario sempre più evidente tra ricchi e poveri.
A seguire, il primo relatore del pomeriggio, padre Mario Menin, saveriano, insegnante di teologia, direttore della rivista MissioneOggi. Egli ha presentato la nazione indonesiana nella sua realtà storica e geopolitica facendo notare l’estensione enorme di questo paese (5 volte l’Italia) così tanto variegato e frutto di un passato coloniale olandese. Dopo l’indipendenza, questo Paese ha tentato la via della collaborazione attraverso la ricerca di una unità ancora da raggiungere ma davvero ambita. Passando alla situazione religiosa, padre Mario ha spiegato che i cristiani sono in forte aumento, attraverso due punti forti legati all’evangelizzazione: l’influsso delle grandi opere assistenziali (ospedali e scuole) e le piccole comunità di base locali. Tuttavia la presenza musulmana preponderante (88 % della popolazione) di un Islam sia modernizzato e collaborativo, sia fondamentalista e intollerante, spesso rallenta l’evangelizzazione ed è motivo di una convivenza difficile.
L’intervento di Cristina Marchini, avvocatessa, responsabile di Amnesty International Mantova, ha riguardato, invece, il rispetto dei diritti umani in Indonesia. Premettendo che il paese ha fatto molti passi avanti in questo senso, non sono ancora stati considerati misfatti ed eccidi accaduti nella sua storia passata al fine di riappianare i rapporti interni: la violenza era quotidiana, non vi era libertà di espressione o riunione, venivano repressi tutti i tentativi indipendentisti nelle Isole Molucche o in Papua. La pena di morte, legale in Indonesia, è molto diminuita nei numeri rispetto al passato, soprattutto verso i contestatori politici ribelli. Tuttavia le libertà fondamentali sono ancora violate: a volte il governo stesso non interviene quando si chiede aiuto in caso di controversia anche armata tra i vari gruppi etnici (ne sono attualmente presenti 1342), internet è sotto controllo, le religioni sono tollerate finché non provocano disordini o opposizioni, le eresie islamiche troppo “mondane” sono molto ostacolate, vi è un rifiuto netto dell’omosessualità, vengono segnalate torture ai detenuti, processi sommari illegali (soprattutto per gli spacciatori di droga), sparatorie dell’esercito indiscriminate. Insomma, un quadro non così idilliaco.
Lucia Petrucci e Fabio Chinca, coniugi del Movimento dei Focolari di Brescia, durante l’ultimo intervento del pomeriggio, hanno raccontato la loro esperienza in Indonesia a Medan (Sumatra) presso la Chiesa cattolica locale. Hanno sottolineato i problemi sociali, ecologici ed etnici dell’arcipelago, le feste vissute con la gente, la grande accoglienza ricevuta, la Parola meditata, la grande confidenza con il vescovo del posto, una condivisione di esistenze veramente arricchente.
In questo modo, chi era presente ha potuto immergersi in una realtà sorella seppur così lontana e diversa, ma a noi unita nel Vangelo nella speranza di pace e unità dell’umanità tutta, una realtà che a buon diritto ha potuto ispirare questa settimana per l’unità dei cristiani 2019.
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