Visto con i nostri occhi
«Lo sport è cultura, un faro per il territorio»
Intervista all’assessore comunale Paola Nobis a margine della presentazione di «Mantova città europea 2019». Oltre duecento gli eventi: gare, convegni e manifestazioni nelle scuole
17/12/2018
Non poteva esserci colore più bello dell’azzurro della nazionale italiana di calcio per lanciare un anno ricco di eventi e iniziative. Il 2019 vedrà Mantova protagonista come “Città europea dello sport”: un riconoscimento che, in Italia, coinvolge anche Livorno, Oristano e Vercelli.
L’”antipasto” per gli appassionati è stato nei giorni scorsi alla chiesa di Santa Maria della Vittoria di Mantova, dove sono stati esposti alcuni cimeli che raccontano la storia della nazionale di calcio. Dai trofei (quattro Coppe del mondo e un Europeo) che ricordano vittorie prestigiose rimaste nel cuore di tutti, fino a maglie e scarpini indossati da alcuni protagonisti di questa lunga epopea: Giacinto Facchetti, Franco Baresi, Roberto Baggio, Paolo Maldini e Gianluigi Buffon.
All’iniziativa faranno seguito oltre duecento eventi nei prossimi dodici mesi tra gare, convegni e manifestazioni nelle scuole. Il calendario è stato presentato in Comune: si parte sabato 12 gennaio al Palabam con il workshop “Sport e disabilità” e il campionato provinciale di judo. Spiccano anche eventi internazionali, come la partita di rugby Italia-Galles valida per il torneo “Sei Nazioni” under20 e gli “Internazionali d’Italia” di motocross, entrambi il 10 febbraio.
«Mantova non deve smettere di crescere ed essere ambiziosa – ha detto durante la presentazione il sindaco Mattia Palazzi –. Il 2019 sarà un anno importante per promuovere lo sport come ambiente che favorisce l’inclusione sociale e l’educazione. Insegna regole, si impara a gestire i successi e gli insuccessi e questo può essere molto utile per i nostri giovani. non sarà un anno per celebrare, ma per costruire tutti insieme qualcosa di importante per il futuro».
Del valore di questa vetrina internazionale ha parlato anche l’assessore allo sport del Comune di Mantova Paola Nobis, in un’intervista avvenuta a margine dell’incontro.
Dopo l’anno dedicato alla cultura, l’attenzione si sposta sullo sport. Ci sono similitudini tra questi due mondi, all’apparenza così lontani?
Direi proprio di sì. Lo sport è cultura, perché è un veicolo di accrescimento della persone, sia per chi lo pratica e sia per chi lo gestisce. Un’altra similitudine è che la città con questo riconoscimento ha la possibilità di farsi conoscere. È un altro “faro” per fare luce su Mantova come città che custodisce immense bellezze storiche ed è sensibile allo sport, grazie a un patrimonio di persone, società e associazioni che si impegnano quotidianamente per fare attività fisica anche ad alto livello.
Tra gli eventi spiccano le iniziative nelle scuole e quelle rivolte ai diversamente abili. Lo sport che contributo può dare in questi ambiti?
Uno dei motivi che più ci ha spinto a candidarci è stato il desiderio di coinvolgere il più possibile i ragazzi a fare attività fisica, perché educare allo sport significa educare alla salute. E promuovere uno stile di vita che punta sul rispetto delle regole e sull’attenzione agli altri. Si parla di inclusione, cioè favorire lo sport a tutti i livelli. Per questo il calendario prevede tante iniziative dove bambini normodotati praticheranno attività insieme ai loro coetanei più svantaggiati. Le proposte riguardano numerose discipline: karate, pallavolo, scherma, tennis.
Poche settimane fa Mantova ha ospitato il Forum mondiale della Fao. Ora arriva un’altra vetrina importante. È il segno che sta cambiando la considerazione di Mantova, da città di provincia a realtà di respiro internazionale?
Io penso che Mantova abbia una sua dimensione e come tale va rispettata: non saremo mai una metropoli. Mantova è una città di cultura con un grande patrimonio artistico come testimonia il riconoscimento dell’Unesco che coinvolge anche Sabbioneta. E ha un ambiente naturale ricco, perché circondata dai laghi. Quello che l’Amministrazione comunale cerca di fare è renderla più vivibile e sostenibile, dal punto di vista del turismo e della pratica sportiva. L’obiettivo è che diventi in futuro un punto di riferimento per altre città medio-piccole con alle spalle un passato importante e che possono mettere in campo tante altre ricchezze. Con un occhio alla sostenibilità, legato alla dimensione e tradizione del territorio.
Di recente l’Amministrazione ha fatto molto per migliorare le strutture, ma restano dei nodi: lo stadio Martelli ha bisogno di lavori continui; il Palabam ha costi di gestione elevati e sono emersi dubbi sulla gestione della pista di atletica. Cosa si sente di dire?
Partiamo dall’ultima questione: non c’è alcun dubbio sul campo di atletica. Ciò che è uscito sulla stampa locale è una preoccupazione per chi ogni giorno si impegna per questo sport. Abbiamo investito oltre 500mila euro, è frequentato tutti i giorni da studenti e atleti di ogni età, perciò non c’è nulla che possa pensare di farlo chiudere. Ciò che il Comune vuol fare è solo migliorarne la gestione, mettendo insieme vari soggetti. Per quanto riguarda il Palabam, è la struttura più ricettiva. È vero che i costi possono scoraggiare le società ed è su questo che vogliamo intervenire, per migliorare ad esempio il risparmio energetico. Il Martelli è un discorso più complesso, sebbene abbiamo già investito circa 50mila euro per rispondere alle richieste della Commissione di vigilanza.
Per promuovere lo sport servono anche sponsor, ma gli imprenditori mantovani non sembrano sensibile. Questa vetrina può essere l’occasione per cambiare la tendenza?
Me lo auguro. Riconoscimenti come questo sono un’opportunità per far nascere relazioni e creare una rete all’interno di un territorio e tra territori differenti. Investire nello sport, sia a livello professionale sia agonistico per promuovere l’attività, significa avere lungimiranza verso il futuro. È chiaro che dipende dalla sensibilità delle persone e dall’interesse che può avere un imprenditore. Ad esempio, sponsorizzare una società professionistica di calcio è più impegnativo rispetto a una squadra di un’altra disciplina. Speriamo sia l’occasione per incentivare la passione verso lo sport, anche tra gli imprenditori.
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