Visto con i nostri occhi
Mantova e il 2018, come sarà?
La provincia guarda al futuro: accanto alle difficoltà, tanta voglia di reagire
16/01/2018
Le preoccupazioni per il 2018 ci sono – sarebbe poco serio non sottolinearle –, però è anche vero che si guarda al nuovo anno con la volontà di reagire, mettendo in campo idee e proposte per migliorare il futuro. Sono questi i segnali che abbiamo colto nelle conversazioni con tre rappresentanti del mondo economico-sociale mantovano: Dino Perboni, segretario della Cisl “Asse del Po”; Stefano Gola, presidente della sezione cittadina di Confcommercio Mantova; Erminia Comencini, direttrice della Federazione provinciale Coltivatori diretti. Tre protagonisti, altrettante interviste: quasi a voler “tastare il polso” alla realtà di Mantova e del suo territorio.
«Possiamo suddividere la provincia in zone – spiega Perboni –. A Castiglione delle Stiviere, la situazione economica gode dell’influsso positivo della vicina Brescia, mentre a Castel Goffredo il settore della calza è in crisi. Un buon andamento si nota a Suzzara, per la presenza dell’Iveco, e a Viadana, grazie all’industria dei pannelli truciolari». Perboni è preoccupato per Mantova e il suo hinterland. E in particolare per i giovani, che non riescono a trovare lavoro. «Il 2018 si è aperto con la notizia che la Bottoli, industria della panificazione, ha chiesto di mettere in cassa integrazione i suoi 52 dipendenti – dice –. Un brutto segnale. L’unico investimento significativo coinvolge la Pro-Gest, per il quale non si registra un clima favorevole». Perboni ritiene che, per l’area della Grande Mantova, è necessaria una seria riflessione su tutta la produzione energetica, che tenga conto fra l’altro del termovalorizzatore già esistente. «Una cosa è certa – aggiunge –: la Grande Mantova ha bisogno dell’industria manifatturiera, il turismo da solo non è sufficiente a creare occupazione. Mettiamoci tutti attorno a un tavolo: cerchiamo di capire cos’è rimasto dopo la crisi e di lì ripartiamo per rilanciare il territorio, puntando su logistica, nuove tecnologie e sostenendo le imprese che ci sono».
Sul fronte del commercio, com’è la situazione? «Il settore a Mantova si trova in difficoltà – risponde Stefano Gola di Confcommercio –, tant’è che nel mese di dicembre ci chiedevamo se si stava avvicinando il Natale, periodo favorevole per gli acquisti. Però io vorrei raccomandare a tutti che si faccia un’informazione corretta sulla “fruibilità” di Mantova: non è vero che è una città irraggiungibile, piena di cantieri e con mancanza di parcheggi. Bisogna abbandonare l’idea di giungere nel centro storico con l’auto; ci si può invece fermare al campo Canoa o al Te e poi prendere il bus navetta gratuito che porta in centro». Se fosse possibile, il cittadino dovrebbe avere l’opportunità di prenotare il parcheggio inviando un Sms mentre si avvicina alla città.
Per Erminia Comencini, direttrice della Coldiretti provinciale, il futuro del settore agroalimentare – strategico per il nostro territorio – sta nella qualità dei prodotti e nella sostenibilità ambientale, raggiungibile solo nel rispetto di una precisa “filiera”. Le chiediamo: qual è il suo auspicio per il 2018? «Mi auguro che gli agricoltori sappiano valutare attentamente il rapporto costi-qualità; inoltre che trovino un’ora al giorno per l’aggiornamento professionale e che mettano a disposizione un po’ del loro tempo per il bene della comunità, dedicandosi, per esempio, alla vita amministrativa comunale o di altre istituzioni». Il mondo agricolo che cosa suggerisce agli uomini che, dopo le elezioni politiche, governeranno il nostro Paese? «Al primo posto metterei la difesa del “made in Italy”. Non sono contro l’apertura dei mercati, ma auspico la tutela delle nostre eccellenze agroalimentari. Per poter ottenere questo risultato c’è bisogno di governi stabili».
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