Visto con i nostri occhi
Mantova-Leopoli, legame di amicizia
Compie vent’anni l’esperienza estiva che porta in Italia gli studenti dell’Università Cattolica ucraina. Ospiti di varie famiglie della provincia, frequentano un corso per imparare la lingua
10/06/2019
«Era il 1999 quando padre Borys Gudziak, vicerettore dell'Università Cattolica di Leopoli, mi chiese di aiutarlo a organizzare un corso di lingua italiana per gli studenti che avrebbero poi proseguito gli studi a Roma». A parlare è padre Germano Marani, gesuita mantovano di Villa Cappella di Ceresara, attualmente docente all'Orientale e alla Gregoriana nonché rettore della chiesa del Collegio Russicum e consultore della Congregazione per le cause dei santi dal 2001: dai primi martiri ucraini a Paolo VI e oltre. «Ne parlai con alcuni sacerdoti mantovani – continua padre Marani –, don Emilio Gerevini, parroco di Solferino, don Bruno Ghiroldi, che reggeva la parrocchia di Ostiglia, e don Maurizio Falchetti, docente di Teologia dogmatica e preside dell'Istituto teologico del Seminario. La loro risposta a questa iniziativa fu decisamente positiva, come è avvenuto, nel corso di questi vent’anni, da parte dei vescovi, che si sono succeduti a Mantova: Caporello, Busti e Busca. Il primo anno, era il 1999, parteciparono al corso una trentina di persone tra preti, suore, seminaristi e laici. L'impegno nell'organizzazione fu davvero notevole. Nei primi anni furono molte le parrocchie attive su questo fronte: a cominciare da Solferino per proseguire con Volta Mantovana, Goito, Cerlongo, San Giorgio, San Benedetto Po, Ostiglia, Bondeno e Suzzara. Interesse arrivò anche da quelle di città». Anche quest'anno saranno una decina i giovani ucraini ospiti nelle parrocchie di Suzzara e Curtatone nel mese di luglio per proseguire questa esperienza. Padre Germano si ferma un attimo nel racconto, poi prosegue: «In vent'anni sono stati più di 450 gli studenti ucraini che hanno imparato bene la lingua italiana grazie anche ai tanti volontari e famiglie accoglienti che, nelle diverse parrocchie, si sono impegnati affinché questo scambio culturale funzionasse nel migliore dei modi. In un mese di soggiorno, da metà luglio a metà agosto, ospiti nelle case parrocchiali e nelle famiglie dei diversi paesi, gli studenti hanno potuto vivere una realtà completamente diversa dalla loro. In principio gli studenti arrivavano non solo da Leopoli ma anche dalla Slovacchia e dalla Transcarpazia. Con il passare degli anni il legame è diventato sempre più stretto tra la diocesi di Mantova e l'Università Cattolica di Leopoli». Il sacerdote riflette sulla forza di questa iniziativa, cresciuta nell'arco di vent'anni: «È carità intellettuale: Mantova ha assolto questa vocazione all'incontro, nella conoscenza reciproca nel donare quello che poteva dare, oltre alla lingua e alla cultura italiana, la sua carica umana coinvolgente e contagiosa. Importante, come ho già sottolineato, l'impegno dei sacerdoti: l'indimenticabile don Emilio. Con don Bruno, i seminaristi, i giovani preti, nel tempo, hanno mantenuto contatti. Lo stesso discorso vale, per fare un esempio, per la signora Giovanna di Suzzara. Insomma sono nati dei legami che, negli anni, si sono rafforzati. Ricordo anche un matrimonio tra una studentessa ucraina e un giovane mantovano». Durante la conversazione padre Germano Marani ha sottolineato come, in questi vent'anni, ci sia stata un'importante evoluzione anche per l'Università Cattolica di Leopoli: «Dalla scuola vicino alla birreria alla Facoltà di Teologia riconosciuta legalmente dal Vaticano con delle infrastrutture davvero belle e utili. Proprio attorno alla teologia, i professori hanno fatto crescere culturalmente l'intera università e le altre facoltà in nuce e che si stanno sviluppando. Oggi sono circa un migliaio gli studenti iscritti. Va ricordato come a Leopoli esista l'unica Università Cattolica dell'intera ex Unione Sovietica. Una crescita, avvenuta negli anni, di cui bisogna essere riconoscenti a Dio». E, per l'apprendimento della lingua italiana, anche alle famiglie, agli insegnanti, ai parroci, ai vescovi della diocesi di Mantova.
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