Visto con i nostri occhi
Mantova-Panama, la Gmg nel cuore
Importante esperienza per quattro giovani, dal 17 al 27 gennaio. Raduno con papa Francesco
11/02/2019
«Sai, Andrea, per l’educazione dei miei figli ho sempre scelto di fare una sola cosa per evitare che si perdessero in cattive strade: ho mostrato loro da dove venivano, le loro radici». Così un nonno ancora in gamba, membro della famiglia che mi ha ospitato a Panamá, cercava di raccontare le cose più importanti della sua storia. Parto da qui perché, tornato da pochi giorni dall’ultima Giornata Mondiale della Gioventù, è la cosa più forte che ricordo dell’incontro con la Chiesa panamense. Papa Francesco era veramente atteso da tutti, lo si poteva percepire nell’entusiasmo non banale di quanti salutavano i pellegrini in arrivo, nei bambini che non facevano altro che pronunciare il suo nome, nei manifesti di ringraziamento affissi già da tempo: quasi ad attestare la volontà di questo popolo cristiano di incontrare, dopo tanto tempo, la presenza viva della Chiesa nel suo Pontefice, nella riscoperta della propria identità e, dunque, delle proprie origini nella fede. “Oggi sono contento di dirvi: Pietro è con voi e vogliamo dirvi di non avere paura” così il Papa ha salutato i giovani di Panamá nella cerimonia di apertura della GMG. Una Chiesa che abbiamo potuto contemplare muoversi, essere in movimento per accogliere la Chiesa Universale e per vivere un momento ecclesiale importante.
Ed è forse il movimento un secondo aspetto decisivo di questi giorni oltreoceano. I miei occhi, come prima impressione, sono stati attirati proprio da questo: arrivati all’1:30 di notte ci aspettavamo di essere divisi silenziosamente nelle famiglie. In realtà, appena si sono aperte le porte del pullman a Macaracas, il paese che ci ha ospitati per il gemellaggio la prima settimana, è esplosa una festa irrefrenabile: fiumi di persone, banda, porta-valigie, canti e fuochi d’artificio. Dovevamo essere accolti bene, l’orario ormai non contava più. Davvero l’impressione è che questa parrocchia, in una zona non particolarmente benestante o occidentalizzata, abbia messo a disposizione tutto quello che aveva. E qui parrocchia in qualche modo significa avere la sensazione di vivere in un’unica grande famiglia, senza troppi astrattismi. Ogni ospitante inoltre ha personalizzato a modo suo l’ospitalità, nelle possibilità e nei desideri di ciascuno, tanto che di giorno in giorno anche tra di noi italiani c’era la possibilità di raccontare esperienze e vita, tra un evento e l’altro.
Il “noi” di cui continuo a parlare in realtà ha una sua identità ed è forse qualcosa di inedito, almeno per me: per ovvi motivi i partecipanti italiani dalla Lombardia erano molto meno rispetto a quelli delle GMG precedenti, per cui si è pensato di organizzare un’esperienza unica per tutti i ragazzi lombardi, con più proposte e possibilità. Dunque un altro tassello bello che mi porto a casa è proprio questo gusto inter-diocesano, gusto se lo si sa gustare. Lo sguardo si amplia e si rasserena quando impari un po’ a non stare sempre “solo nel tuo”: anche tra noi vicini infatti sono emerse molte differenze su più livelli, di tradizioni diocesane o altro, ma questo non ha impedito di arrivare alla fine dell’esperienza con un gruppo coeso, con alcune piccole speranze anche per il futuro. In particolare sono grato per l’incontro e i dialoghi, non per forza tecnici, con altri presbiteri delle diocesi a qualche chilometro di distanza da Mantova. Non è stato però solo un incontro propizio (oltreoceano) tra lombardi ma anche tra italiani in generale: infatti, nella seconda settimana a Panamá City, tutti i giovani italiani erano ospitati nella parrocchia Nuestra Señora de Guadalupe. Questo ha permesso non solo di essere ospitati negli stessi quartieri ma anche di incontrarci quotidianamente per l’Eucaristia (presieduta da mons. Bassetti), per le catechesi e per la celebrazione penitenziale. A cerchi concentrici allora i nostri giovani potevano vivere l’esperienza nel proprio gruppo, tra i lombardi e tra gli italiani.
Da non dimenticare sicuramente la dimensione di pellegrinaggio di entrambe le settimane. Credo che ognuno dei partecipanti abbia la possibilità di fare memoria di alcuni momenti di grazia, anche al di là delle grandi adunate con le parole di Papa Francesco. Posso ricordare la preghiera con il canto e il ballo, senza vergogne, un fotografo che mi consiglia di confessare a più non posso, due giovani con quattro bambini, un altro in arrivo e altrettanti pellegrini in casa, le lacrime di chi vuole iniziare ad uscire da sé per amare, un vescovo che mangia su un muretto al supermercato, il silenzio assordante della veglia. Se si lascia il posto del cuore allo Spirito, come Maria, tutto è più che magnifico, perché è visto nella sua più profonda concretezza.
Un’ultima riflessione allora va ad un frutto personale di questi buoni giorni, detti un po’ alla spagnola. Non sono mai stato così lontano da casa e per me non è mai stata estate nel mese di gennaio. Ecco, è proprio qui il problema: per noi non può essere estate a gennaio come è difficile che sia inverno a luglio. Al di là delle certezze scientifiche, chiaramente, questo cambio drastico mi ha reso attento al tempo e a quanto a volte esso ci condizioni. Pensavo ai giovani che a casa facevano gli esami: che periodo triste! Eppure sulle strade di Panamá era gioia, ogni istante. Com’è possibile tutto ciò? Noti la pesantezza di una differenza solo se il tuo attimo è relativo alla sola superficie di ciò che il tempo ti presenta in quell’attimo. “L’inverno è triste, l’estate è bella”, chi l’ha detto? Tanto è vero che per qualcuno è totalmente il contrario. In realtà questa GMG forse ci ha aiutato a capire che ogni momento vissuto in pienezza può essere quell’oggi pieno di Amore di cui tanto ci ha parlato il Papa, ogni momento può essere la porta della missione di ciascuno, in ogni momento si può realizzare qualcosa di grande: e non ha bisogno di essere connotato triste o gioioso solo per alcune condizioni o dati di fatto, ma può essere semplicemente bello, come Maria.


La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova