Visto con i nostri occhi
Mantova, stop all'isolamento
Servono nuove infrastrutture per migliorare i collegamenti e favorire lo sviluppo. Istituzioni e categorie chiedono di realizzare l’autostrada per Cremona: è uno snodo fondamentale. E non è l’unica opera attesa ormai da anni
21/01/2019
Tanti la vogliono, ma nessuno può dire se vedrà la luce. L’autostrada Mantova-Cremona è, da quasi vent’anni, un sogno nel cassetto. Considerata un’opera chiave per lo sviluppo del territorio, grazie ai collegamenti più rapidi da e verso Milano, è stata a più riprese chiesta, annunciata e messa da parte, soprattutto per le difficoltà a trovare i fondi necessari. In effetti si tratta di un progetto notevole: come si legge sul sito di Infrastrutture lombarde, società partecipata della Regione che inserisce l’autostrada tra le «opere viabilistiche prioritarie», la lunghezza prevista è di 60 chilometri, distribuiti quasi equamente tra le due province, con sei svincoli intermedi. Il costo stimato è di un miliardo di euro. Nel 2003 fu firmato un accordo preliminare con la società “Stradivaria spa”, a cui venne affidata la concessione, ratificata poi nel 2011 dal ministero dell’Ambiente. Quello che sembrava il via libera definitivo fu l’ennesimo passaggio di un percorso tortuoso, il cui esito rimane incerto. Il progetto iniziale, infatti, andrebbe rivisto e modificato in base alle indicazioni attuali. La Regione ha già stanziato un centinaio di milioni e si è detta disponibile a trovarne altri quattrocento. Tuttavia Giuliano Capetti, amministratore unico di Infrastrutture lombarde, in un incontro a novembre a San Benedetto Po sembrava aver messo la pietra tombale, proprio per la mancanza di fondi. Nonostante ciò, in queste settimane il dialogo è continuato. Il prossimo 22 gennaio a Milano ci sarà un nuovo incontro tra il governatore Attilio Fontana, le istituzioni locali e i rappresentanti delle categorie economiche di Mantova e Cremona. È un confronto decisivo, che deve mettere in chiaro se e quando l’autostrada diventerà realtà. Logico, dunque, che l’attesa sia alta: «La Mantova-Cremona è un’opera strategica per lo sviluppo – afferma Ercole Montanari, presidente di Confcommercio –. La nostra provincia sconta una situazione infrastrutturale di forte debolezza, che necessita interventi urgenti». Montanari sottolinea «l’inaccettabile isolamento» che condanna «l’intero territorio mantovano e la sua economia» rispetto alle province limitrofe. In più, pone due domande: «Per quale motivo un imprenditore dovrebbe investire qui sapendo che dovrà far fronte a difficoltà logistiche che imporranno costi aggiuntivi ingenti? Cosa offriamo alle nostre imprese per tenerle ancorate al territorio?». Anche Giovanni Acerbi, direttore di Apindustria, si dice favorevole all’autostrada, opera «coerente con la visione regionale di aggregare territori come nel caso della Camera di commercio» che vede insieme proprio Mantova e Cremona. Acerbi, inoltre, lancia un messaggio chiaro: serve una strategia di pianificazione a lungo termine e non una semplice corsa al “taglio del nastro”. «Gli imprenditori la chiamano “nastrite” – afferma –: una patologia che porta i politici a rincorrere obiettivi di successo elettorale e non territoriale». Meno proclami, dunque, e più sostanza. E per chi fa notare che i progetti spesso si arenano per mancanza di finanziamenti, il direttore di Apindustria auspica «un punto di incontro tra parte pubblica e privata». In altre parole, fare squadra per realizzare le opere in tempi rapidi e certi. «Se le opere servono – conclude Acerbi – i fondi si devono trovare». Lorenzo Capelli, presidente di Confartigianato, fa un discorso ancora più concreto: l’inefficienza delle infrastrutture è un costo per il territorio «che ricade sullo sviluppo delle aziende». A questo si sommano «i disagi evidenti per le persone che ogni giorno viaggiano verso Milano». L’autostrada quindi è una priorità: «Mantova oggi è troppo distante dal resto della Lombardia, isolata – fa notare Capelli –. Per il futuro servono collegamenti rapidi e trasporti più veloci». A prescindere dall’esito del confronto del prossimo 22 gennaio, restano altre questioni aperte. Istituzioni e categorie locali puntano compatti sulla Mantova-Cremona ma, qualora il progetto venga definitivamente messo da parte, continueranno a chiedere con forza altri interventi. L’elenco è ampio: l’Asse sud (dalla Valle dei fiori al casello Mantova sud), il completamento della tangenziale Poggio Rusco-Pegognaga, la Gronda nord di Viadana, la tangenziale di Goito, il raddoppio della linea ferroviaria Mantova-Milano, senza dimenticare la riqualificazione generale delle strade attuali. Progetti di cui si parla da tempo, ritenuti fondamentali ma rimasti sulla carta. E, forse, non solo perché non c’erano i fondi: «Bisogna ammettere – aggiunge Capelli – che c’è stata anche una mancanza di coesione da parte nostra nel portarli avanti». Perciò, il presidente di Confartigianato rivolge un appello a tutte le altre associazioni di categoria e istituzioni mantovane: «Dobbiamo essere compatti e decisi sulle proposte e sui tempi di esecuzione. In passato ci è stato criticato di non essere d’accordo tra noi. Ora invece lo siamo e riteniamo la Mantova-Cremona indispensabile». Se la risposta di Fontana dovesse essere negativa, il gruppo mantovano non resterà con le mani in mano: «Valuteremo la proposta della Regione – spiega Capelli – e poi decideremo come muoverci. Tra l’altro, una parte di fondi è già stata stanziata e se l’autostrada non venisse realizzata ci sarebbe una penale da pagare. Il dialogo, comunque, deve restare aperto: Mantova fa parte della Lombardia al pari delle altre città e come tale ha dei diritti che vanno rispettati».
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